Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA RELAZIONI DIPLOMATICHE CON LA SPAGNA 1874-1876; SPAGNA S
anno <1973>   pagina <247>
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Italia e Spagna IfiM*fl7ó 247
Nel frattempo il colonnello brigadiere Marti nez Campos monarchico leale e sincero che aveva sempre propugnato la soluzione delle armi per restau­rare la monarchia, dette inizio al movimento a favore di Alfonso XII. La vi­gilia di Natale, radunata la sua brigata a due chilometri da Sagnnto, proclamò Alfonso re di Spagna. Solo alcuni ufficiali, memori di aver giurato fedeltà alla repubblica, abbandonarono le file; gli altri seguirono Martinez Campos a Va­lencia dove ricevettero l'adesione dell'esercito del centro. Anche la guarnigione di Madrid si pronunciò per Alfonso. La prima Repubblica cadde senza che si sparasse un solo colpo per difenderla.1) Serrano che si trovava in Tudela rice­vute queste notizie fece sapere al pruno ministro Sagasta che non sicuro dello spirito delle truppe sotto i suoi ordini era pronto a sottomettersi alla situa­zione così improvvisamente creatasi a Madrid e prese la via della Francia. 2) Mentre tutta la Spagna non cartista proclamava Alfonso XII, si costituì a Madrid un ministero provvisorio formato da elementi liberali moderati e conser­vatori sotto la presidenza di A. Canovas del Castillo. 3>
Mai il livello della coscienza politica spagnola era sceso tanto in basso e, benché un generale senso di sollievo accompagnasse l'istaurarsi della nuova forma di governo, nessuno poteva nutrire speranze o entusiasmi per il futuro. Lo stesso Canovas del Castillo, uomo di grande intelligenza e cultura, conside­rato a ragione il vero artefice dei nuovo ordine, non si fece mai illusioni sulle condizioni morali e materiali della Spagna. Deciso ad offrire al paese una tre­gua alle guerre civili e alle preoccupazioni politiche, volle spronarlo a costruire nuove industrie ed ad arricchirsi, nella speranza che le classi superiori le sole da lui ritenute in grado di sostenere il nuovo regime nel corso di tale processo perdessero un po' dell'originario egoismo, acquistando maggiore con­sapevolezza delle proprie responsabilità.4) Il governo della Restaurazione fu conservatore ed autoritario, ma al tempo stesso costituzionale e parlamentare. Furono ristabiliti consigli municipali e provinciali, ma la nomina dei loro capi fu attribuita al governo.2) Furono aboliti il procedimento giudiziario pubblico e i giurati.6) Fu limitata la libertà di stampa introducendo il divieto di attac­care il regime monarchico e di discutere questioni di pertinenza delle Cortes.7' Anche l'insegnamento fu sottoposto a severa sorveglianza.8) Tra le prime preoc­cupazioni del nuovo governo ci fu quella di ristabilire buone relazioni con la Chiesa. A tale scopo, fin dal 3 gennaio 1875 il ministro di Stalo interino aveva sottolineato, in una circolare diretta al Corpo diplomatico, che coloro i quali nel principio religioso ravvisavano il grande movente della storia nazionale
*) A. HOUGIITON, Les origine da la Restati raiìon dea Bourbons en Espagne, Paris. 1890, pp. 289-326.
2) Ma/Tei a Visconti Venosta, rap. in arrivo del 1 gennàio 1,875, n. 533, in A.S.MA.E., S,p. cit., pacco cit.
Maffei a Visconti Venosta, rap. cit. del 1" gennaio 1875.
4) G. BHIC.NAN. op. vii., pp. 6*7.
5) L. SM.vATonei.Li, op. '/., voi. II, p. 636.
6) Greppi a Mclegari, rap. in arrivo del 18 aprile 1876, n. 59, in A.S.M.A.-.E., S.p. <:;.!.. pacco 1420.
7) L. SAX.VATOBKI.LI, op. eli., voL II, p. 636.
*) Maffei a Visconti Venosta, rap, in arrivo del 9 aprila 1875, n. 567, in AJ5.MA.E.,. S.p. cit., pacco 1420.