Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA RELAZIONI DIPLOMATICHE CON LA SPAGNA 1874-1876; SPAGNA S
anno <1973>   pagina <248>
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Anna Morìa Milane
potevano riporre le loro speranze in colai che, degno erede dei monarchi cai-lotici, era zelante osservatore dell'avita fede... . '
A confermare queste disposizioni vennero alcune misure contro il prote­stantesimo come la chiusura delle chiese di Madrid, Cadice e delle scuole an­nesse, nonché la soppressione del periodico La Lux', misure queste che. pur revocate a causa delle energiche rimostranze dei ministri di Inghilterra e di Germania, vengono segnalate dall'incaricato d'affari italiano come esempi del-Pinvoluzione reazionaria della Spagna canoviana. -'' Definitiva, invece, fu, il 9 marzo 1875, l'abolizione del matrimonio civile che veniva lasciato solo ai non cattolici, a coloro, cioè, che non potevano realizzare altro che consorzi co* niugali .3)
L'avvento al trono di Alfonso XII con la benedizione papale non fece mu­tare atteggiamento a Don Carlos che continuava a proclamarsi l'autentico sovrano borbonico in cui si incarnava il principio di legittimità. Dopo aver cercato inu­tilmente di togliere seguaci al pretendente promettendo anche di riconoscere i fueros baschi, alla fine del gennaio 1875 re Alfonso partì per dirigere di per­sona le operazioni militari. Sperava di liberare la Navarra e di sferrare un at­tacco decisivo contro Estella, centro delle posizioni carliste, ma le forze al suo contando furono ripetutamente sconfitte. I rovesci subiti dal governo sembra­rono ancora una volta arrestare il corso delle speranze. H marchese Maffei ar­rivo a concludere che la prematura restaurazione era di già altrettanto logo­rata e deteriorata di quanto fosse la posizione del principe Amedeo dopo due anni passati fra la defezione dei conservatori e il tradimento dei radicali . *' Ma, nonostante le pessimistiche deduzioni del Maffei, ai primi di marzo la guerra carlista ricevette una nuova svolta dal convento concluso a Parigi tra alfonsisti e carlisti in cui mediatore delle posizioni governative fu Cabrerà, ex seguace di Don Carlos, eroe di tristissima fama della prima guerra civile . Il documento ufficiale del convento assicurò alle province basche e alla Navarra i fueros goduti prima della guerra civile e garanti che gli ufficiali e gli impie­gati civili al servizio di Don Carlos avrebbero avuto i propri gradi, titoli e or­dini cavallereschi riconosciuti, qualunque fosse stata la condotta da loro tenuta nel compimento dei loro doveri. Da questa fusione dei carlisti con le forze or­dinarie, l'inviato italiano prevedeva solo un incremento di quello spirito rea­zionario cui apparivano improntati tutti i più recenti atti del governo.5) In realtà, sia perché la Restaurazione borbonica aveva tolto al pretendente un im­portante motivo ideale per la lotta, sia perché il movimento carlista era andato sempre più perdendo credito tra i contadini per rimanere semplice espressione rivoluzionaria dell'ala militante della Chiesa spagnola, la guerra volse rapida­mente al suo termine. Il 19 febbraio Estella si arrese a Primo De Rivera. Negli ultimi giorni del mese le truppe carliste si sciolsero o si sottomisero. Don Carlos,
') Allegata ili Maffei a Visconti Venosta, rap. in arrivo del 5 gennaio 1875, n. 534. in A.S.MA.JE., S.p. cH., pacco 1419.
2) Maffei a Visconti Venosta, rap. in attivo del 9 aprile 1875, n. 567, in A.S.M.A.E.. S.p. cit.., pacco 1420.
3) Greppi u Melcguri, rap. in arrivo del 18 aprile 1876, n. 59, in A.S.M.A.E., S.p. elt., pacco 1420.
4) Maffei a Visconti Venosta, rap. in arrivo del 21 febbraio 1875, n. 550, in A.S.M.AJ"'.., ftp, ci!., pacco 1420.
5) Cfr. Maffei a Visconti Venosta, rap. cit. del 9 aprile 1875, n. 567.