Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA RELAZIONI DIPLOMATICHE CON LA SPAGNA 1874-1876; SPAGNA S
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Italia e Spagna 1874-1876 251
basca che aveva cooperato in ogni maniera al trionfo di Alfonso XDL J> In tal modo il progetto di abolizione dei fueros si poneva come germe di discordia intema nella Spagna settentrionale, fomentando altresì il risentimento di quella popolazione verso il governo e costituendo il principale incentivo per una rinascita del carlìsmo su basi diverse.
Entro il mese di maggio l'intera costruzione fu approvata dal Congresso.; nel giugno seguì l'approvazione del senato. La promulgazione avvenne il 2 luglio,2) La carta costituzionale del '76 rappresentò un tentativo senza precedenti di creare in Spagna uno Stato di diritto libero da ogni arbitrio, sostenuto dalle forze vive del paese: proprietari agricoli, industriali, borghesi e da un esercito finalmente privo di velleità di pronunciamenti. Fu espressione della politica della restaurazione conservatrice senza una concessione più del necessario, ma tale da mantenere al gioco parlamentare una struttura dialettica attiva. Al di là delle crìtiche al costituzionalismo canoviano sempre facili a posteriori rimane tuttavia il fatto che in quel perìodo e sotto quelle leggi sembrò finalmente che la guerra delle cabile che aveva insanguinato la Spagna lungo tutto il secolo XIX, fosse finita. Sembrò che i Pirenei baluardo di una ispanidad isolata e misoneista si fossero abbassati, per far entrare nel paese un po' dello spirito di compromesso dominante nelle altre nazioni europee. Si trattava, è vero, di stanchezza della lotta come sottolineano le fonti diplomatiche italiane, ma è pur vero che il popolo spagnolo cominciava ad attribuire una certa importanza alle leggi e all'ordine costituito. Tale aspetto positivo della Restaurazione non appare sufficientemente posto in rilievo dal Greppi nelle sue quotidiane note diplomatiche. Anche egli, come già Maffei, sembra trovarsi in difficolta di fronte alle svariate situazioni, alle difformi influenze ideologiche e ai sussulti rivoluzionari che caratterizzano la realtà spagnola. Entrambi appaiono culturalmente e spiritualmente impreparati ad intendere quella complessa e sconosciuta realtà. Lo scarso intuito politico o la poca chiarezza che essi talora dimostrano nella diagnosi di una situazione non sono tuttavia, imputabili ai limiti dei singoli diplomatici, bensì alle carenze della stessa classe diplomatica, caratterizzata da una formazione culturale e da una connotazione sociale e politica che la rendeva sempre più statica e tendenzialmente inadatta a calarsi nel nuovo ruolo storico che le successive trasformazioni della società le avrebbero imposto.
Non riuscendo ad inserirsi quali soggetti attivi nella politica estera italiana in Spagna, il Maffei e il Greppi si limitano alla funzione passiva di osservatori, costituendo il modello, sempre più generalizzatosi nel tempo, del diplomatico burocrate, attento a descrìvere gli aspetti formali e più superficiali di un fatto politico, ma incapace di afferrare la realtà in cui si trova ad operare ed a coglierne gli aspetti caratterizzanti, individuandone e prevedendone gli sviluppi.
ANNA MARTA MILONE
i) G. BRENAN, op. aii.t p. 19.
2) Greppi a Visconti Venosta, rap. in arrivo del 3 luglio 1876, n. 79, in A.S.M.A.E.,
S.p. tal., pacco ci!.