Rassegna storica del Risorgimento

anno <1973>   pagina <254>
immagine non disponibile

254 Angelo Ara
negative delle altre nazionalità interessate. Gli slavi meridionali ripropongono il problema di un più ampio riconoscimento degli studi effettuati a Zagabria; la protesta è particolarmente accesa tra i dalmati, i più interessati alla que­stione di Zagabria, che probabilmente temono anche l'attrazione che le univer­sità italiane avrebbero potuto esercitare tra i dalmati slavi, quasi totalmente bilingui nei ceti più elevati e colti. ' >
Alle vivaci reazioni slave si uniscono quelle austro-tedesche.
Un rapporto del presidente del tribunale provinciale superiore di Innsbruck, Freiherr von Cali,2) è particolarmente indicativo delle perplessità che le voci di un riconoscimento degli studi compiuti in Italia suscitano negli ambienti del­l'alta amministrazione austriaca. Von Cali riteneva che un provvedimento del genere avrebbe significato rinunciare a formare in senso austrìaco le giovani generazioni austro-italiane,J) lasciandole esposte agli influssi anti-absburgici ed irredentistici dominanti nella penisola.
Il magistrato tirolese denunciava inoltre il negativo influsso che una misura di tal genere avrebbe avuto sull'amministrazione provinciale tirolese, privandola del naturale Nachivuchs di burocrati italiani, oppure costrìngendola ad assumere funzionari austro-italiani privi delle necessarie cognizioni del tedesco. In un caso e nell'altro sarebbe stato alterato l'equilibrio linguistico nella provincia bilingue.
Si temeva quindi che, facilitando la frequenza alle università del Regno, si incoraggiassero le spinte irredentistiche tra gli austro-italiani, e si rendesse più arduo il reclutamento di funzionari in grado di adempiere alla tradizionale funzione mediatrice che il ceto burocratico svolgeva nelle province mistilingui dello Stato absburgico.
A queste riserve, suggerite da preoccupazioni di carattere gesarntstaatli-cher se ne aggiungevano altre, di timbro marcatamente tedesco-nazionale. Il problema degli studi universitari in Italia veniva ricollegato a quelli compiuti nel Reich germanico, per i quali si chiedeva un riconoscimento integrale. D'altra parte si additava nell'eventuale omologazione data a studi compiuti all'estero, in paesi di lingua non tedesca, un ulteriore attacco alla germanicità del sistema d'istruzione superiore in Austria, postulata sin dal programma di Linz.4)
t) V.A.W., Mini*tcrium des Innern, Presidiale, n. 3, Dalmati en 31, b. 2174, 1905/7749 e 1905/7900 (rapporti luogonenziali da Zara in data 14 e 18 novembre 1905) e soprattutto VA.W., Ministerrató-Praaiditini, 1906/3504 e 1907/300.
9 Un estratto del rapporto doll'Oberkmdesgerichtsprasident Freiherr Dr. von Cali è in SA.W., P.A., XL, Interna, b. 225, Liast-e Univorsitàtsfrnge, allegato alla lettera pri­vata del ministro degli Esteri austro-ungarico Aehrenthal al ministro per il Culto e l'Istruzione Dr. Marchct, in data 19 novembre 1907.
3) Von Cali scrive pregnantemente die non bisogna consentire agli studenti austro* italiani di trascorrere in Italia i pochi anni noi quali essi hanno modo, rimanendo in nolo tedesco, otwat. Osterreicheriuni konnon zu lornen, deh otn-as dor Monarchie mici des ostetreichischen Steasgedanken zu a.-?*iiuiliron >.
4) Sull'agitazione tedesco-nazionale si Veda VA.W., Ministerrats-Prasidium, 1906/ 3504 e 1907/743. Sul movimento per il ri< onoscimenlo di esami e di titoli italiani, cfr.