Rassegna storica del Risorgimento
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1973
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L'Università italiana in Austria 257
un nuovo progetto di legge, senza aver prima sondato gli umori parlamentari, u ministero riteneva soprattutto importante raggiungere un accordo con i partiti tedeschi; quanto agli italiani si pensava che, per quanto in linea di principio rigidi nell'individuare in Trieste l'unica soluzione possibile, non sarebbero stati alieni in un'ultima analisi dell'accettare anche Vienna.1)
Ma è solo nell'autunno del 1908, in coincidenza con i nuovi incidenti di Vienna, e dopo la crisi ministeriale austrìaca risultasi con la formazione del gabinetto von Bienerth, che il problema della facoltà viene ripreso con maggior urgenza. Poco dopo la sua ascesa al potere Bienerth, pur condannando il comportamento tenuto dagli studenti italiani, che a suo avviso rendeva più ardua la soluzione della Universitatsfrage. riconosceva formalmente la legittimità dell'aspirazione italiana all'università.2) L'autorità probabilmente voleva evitare di dare ali opinione pubblica la sensazione di cedere ad una pressione violenta, ma nello stesso tempo sembrava persuasa della necessità di chiudere una questione ormai da troppo tempo aperta. La valutazione positiva dell'A nspruch universitario veniva ribadita da Bienerth in un incontro con i deputati italiani.3)
Quasi per forzare la mano al governo e costringerlo a superare le ultime perplessità, la sinistra tedesca presentava alla Camera Alta, lo Herrenhaus, un progetto legislativo per l'istituzione di una facoltà italiana.4)
Verso la fine dell'anno la scelta di Vienna sembrava ormai saldamente maturata, con la motivazione che si trattava dell'unica soluzione che potesse essere appoggiata da una maggioranza parlamentare.5) L'enfasi con cui veniva sottolineata la prospettiva prevalentemente parlamentare con la quale il governo voleva
1) SA.W., P./I., XL, Interim, li. 225, Liasse Uni versi tiitsfrage, von Biegeleben a von. Beck, lettera privata, 18 febbraio 1908, con allegato un rapporto Unterredung des Gesandten Freiherrn von Biegeleben mit dem k.k. Minister far Kullus und Un terni rht Dr. Marche! iiber die Fra gè ler italienischen Hochschnlsliidien in Óslerrcich.
Considerazioni suggestive ed acute sull'atteggiamento dei pulitici triestini a proposilo della questione universitaria, sono in SC.MIKFRER, La rivendicazione dell'L niver~ sita, pp. 130-131. Secondo Io studioso triestino, dopo la sconfitta elettorale del 1907, la rivendicazione universitaria rappresenta per i liberal-naziunali triestini, seguendo la strategia di Felice Veneziaii, un elemento per tenere urritì gli italiani in una politica di difesa nazionale e di opposizione al governo. Si poteva dire paradossalmente che la classe politica liberal -nazionale non il ceto studentesco che era più sincero nelle sne aspirazioni: chiedeva l'università a Trieste, sperando di non ottenerla mai, perché si rendeva conto che la concessione avrebbe indebolito le ragioni della propria protesta. La polemica universitaria dei liheral-nazionali triestini ha quindi dopo il 1907, secondo Sebi AVer, un valore preminente tattico; mentre pia. decisi e sinceri nelle loro richieste erano popolari e socialisti che, accettando la realtà austriaca, erano più interessati a migliorare le condizioni di vita dogli italiani all'interno della monarchia.
2) S.AW; P.At XL, Interna, b. 225, Liusse Universitatsfrage, Aehrenthal a Liitzow, telegramma, 25 novembre 1908.
3) S.AW., P.A XL, Interna, b. 225, Liasse Universitatsfrage, Aehrenthal a Liitzow, telegramma, 27 novembre 1908.
*) S-A.W., P,A-, XL. Interna, b. 225, Liasse "Universitatsfrage, Aehrenthal n Liitzow, telegramma, 27 novembre 1908.
*) SJLW-t P.A XL, Interna, b. 225, Liasse Universitatsfrage, Aehrenthal a Liitzow, telegramma cifrato, 30 dicembre 1908.