Rassegna storica del Risorgimento
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1973
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260
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260 Angelo Ara r
un vicolo cicco condizionato da un equilibrio nazionale e parlamentare fragilissimo, il governo riproponeva così, a cinque anni di distanza, una soluzione analoga a quella di Wilten, sostituendo al sobborgo della piccola città tirolese, la capitale imperiale. Da un lato si credeva che l'attrazione culturale e spirituale di Vienna ed il suo clima nazionalmente non cosi esasperato come quello di Innsbntck l'avrebbero resa agli italiani meno sgradita di ogni altra città non italiana; dall'altro si vedeva nella ReichshauptstadU la capitale comune, la città patrimonio di tulle le nazioni della monarchia, sottcatta perciò al monopolio esclusivo di un solo gruppo nazionale, fosse pure quello numericamente domi* nante a Vienna. U richiamo alla tradizionale funzione centripeta della Kaiserstadt ed ai valori unitari dello stato absburgico veniva considerato un elemento sufficiente per far desistere parte delle forze politiche austrotedesche, almeno quelle più legate alla tradizione grussosterreichische. da un'opposizione di principio alla proposta di porre in terra tedesca una facoltà non tedesca.
Ma la Vniversitatsfrage. ed ancor più la realtà politico-nazionale in cui essa era inserita, era troppo complessa e controversa per poter essere risolta con mezze misure. 11 progetto di legge governativo suscita immediatamente, sia in campo italiano che tedesco, forti dissensi. l)
La stessa prospettiva sulla quale si faceva affidamento di far convergere sulla proposta la maggioranza parlamentare si dimostra quanto mai problematica ed illusoria. Nel timore di un nuovo insuccesso, la discussione viene sempre differita ed inizierà solo nel marzo 19.10.2> quando si comprende che un
1) Su immediate reazioni negative, sia italiane che' tedesche, si veda Vi.W., MJMsterrats-Prasidium, 1909/992, 1909/1093, 1909/1752, 1909/1988, 1909/226L
L'autorità austriaca tendeva a sottovalutare la portata dell'opposizione dei rappresentanti italiani alla soluzione Vienna, ritenendo che essa fosse determinata più che da un convincimento polìtico, dall'impossibili là di disrostarsi dalla linea seguita dall'opinione pubblica austro-italiana, che reclamava l'università a Trieste. Ih S.A.W., P~'l.. XL. Interna, b. 225, Li asse Universitatsfrage, von Bienerth a Achrenlhal. lettera privata, 6 febbraio 1909, è accluso un documento particolarmente importante in questo senso. Si tratta di un rapporto. I tnlienische Umversitiitsfrage *, pervenuto da Trieste, nel quale si riferiva che, nonostante il volo unanime con l'opposizione dei soli consiglieri sloveni con cui il Consiglio comunale della città giuliana aveva votato una mozione di protesta contro il progetto governativo su Vienna, e a favore della facoltà a Trieste, la maggioranza dei rappresentanti italiani osteggiava l'istituzione del-l'uni versila a Trieste. Secondo il rapporto, due autorevoli consiglieri liberal-nazionali, l'avvocato Richeiti e Francesco Salata, avevano confidato al rappresentante governativo presso il Consiglio comunale di essere persuasi clic un'eventuale facoltà italiana a Trieste sarebbe stata frequentata soprattutto da studenti slavi, e si sarebbe perciò risolta in un donno per l'italianità della còlta. Il forte influsso che la pressione dell'opinione pubblica aveva sulle posizioni ufficiali dei politici austro-italiani, viene sottolineato anche in S.A.W-, P.A., XI, Italici, InforniuLioifehureati, Irredenta, b. 164, fase, Fra gè der Bekà'mpfung des lrredentisiuus in unseren biidlirhen Provi nzen . Ai deputati italiani veniva attribuito un atteggiamento radicale nelle loro circoscrizioni, a contatto con gli elettori, ed un comportamento prudente e leale verso lo stato
a Vienna.
2) Già nella discussione parlamentare delle mozioni sugli incidenti del novembre 1908 all'uni versi tà di Vienna, die inizia il 22 gennaio 1909, vi erano stati accenni al progetto governativo su Vienna, presentato pochi giorni primo.
Per pressioni italiane volte a sol loci tare l'inizio del dibattito, cfr. uno scambio epistolare tra Bienerth e Conci, 25 settembre e 2 ottobre 1909, in V.A.W.* Ministenuts-Pràndium 1912/3136. Si veda ancora S.A.W., PU., XL, Interna, b. 225, Liasse Uni*