Rassegna storica del Risorgimento

anno <1973>   pagina <261>
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L'Università italiana in Austria 261
ulteriore rinvio avrebbe compromesso la già vacillante credibilità governativa. L apertura del dibattito pari amen et are determina l'aperto manifestarsi di quelle opposizioni che il progetto ministeriale aveva incontrato sin dall'inizio. Il mini* stero aveva ritenuto ancora una volta di poter separare dal complesso groviglio dei problemi scolastici ed universitari la questione della facoltà italiana, addi­tando nella superiore cultura, e nel fatto che per gli italiani sì trattava di resti* tuzione di diritti scolastici dei quali avevano già goduto al tempo dei corsi paral­leli, le ragioni che motivavano-) un trattamento preferenziale dell'nsprucn italiano, rispetto a quelli avanzati dalle altre nazionalità. Ma ancor meno che nel 1904 e nel 1905 si palesava possibile, in una fase storica caratterizzata dal costante e progressivo maturarsi delle coscienze nazionali, una politica di con­cessioni isolate a singole nazionalità. Ruteni,2* sloveni3) e croati4) intervengono nel dibattito per ribadire il loro diritto all'istruzione universitaria; i cechi ricon­fermano, in polemica con i tedeschi, la loro aspirazione ad un'università ceca in Moravia. 5> Viene immediatamente chiamata in causa l'intera politica scolastica governativa e ribadito con fermezza il principio che tutte le nazioni soggette d'Austria devono ottenere contemporaneamente un loro istituto universitario. Il primo bersaglio della polemica slava è l'autorità governativa: il rifìnto di una politica nazionale globale maschera la volontà di perpetuare, attraverso i dissensi che la linea delle concessioni isolate determina tra le nazioni non tede­sche, l'egemonia del germanesimo. Non meno aspri sono però e non soltanto tra gli oratori sud-slavi, ma anche tra quelli cechi, con l'eccezione del socialde­mocratico Prokes i toni della polemica anti-italiana. Ancora una volta, come in ogni fase del dibattito sulla questione universitaria italiana, si affaccia lo spettro di Trieste, e viene contestata da parte slava l'italianità di Trieste, centro di un'area a prevalenza nazionale sud-slava Ma soprattutto viene violentemente attaccato l'indirizzo seguito a livello locale dagli italiani, nella loro qualità di nazione egemone nel Litorale adriatico. Viene messa in discussione tutta la poli* fica delle autorità autonome italiane, ed in particolare il loro atteggiamento nei confronti delle rivendicazioni scolastiche slovene e croate. Wenn die Herren Braten haben wollen, so mogen sie uns zuerst unser tagliches Brot geben , è la pregnante espressione con la quale Rybar denuncia lo squilibrio tra l'aspirazione
versitatòfrage, Sturgkb a Aehrenthal, lettera privata, gennaio 1910 (senza indicazione del giorno), e Aehrenthal a Liitzow, istruzioni, 9 febbraio 1910.
') Queste motivazioni sono chiaramente esposte nel discorso del ministro per il Culto e l'Istruzione StSrgkh alla Camera dei Deputati. Cfr. S.P.R A.H., XX. Sessione, 32. Sedata, 15 marzo 1910, pp. 1910-1912; egli park esplicitamente di una ahgeson-derte nnd vorzugsweise Behandlung del problema italiano. In S.A.W PA,, XL, In. terne, b. 225, Masse Universàtaisfrage, Aehrenthal a Liitzow, telegramma cifrato, 18 gen­naio 1909, il ministro degli Estari aveva espresso in termini analoghi lo atesso concetto.
z) Cfr. l'intervento del Dr. Dnis-triansky, in S.P.R., AJB* XX. Sessione, 31. Seduta, 11 marzo 1910, pp. 1873*78.
->) Si vedano i discorsi dei deputati Gostim'ar, ibi/lem, 32. Seduta, 15 marzo 1910, pp. 1912-18; e Rybar, ìbidem, 33. Sedutiti, 16 marzo 1910, pp. 1956*68.
*) Cfr. l'intervento del deputato istriano Spina e, ibidem, 31. Seduta, 11 marzo
1910, pp. 1878-83.
5) Numerosi sono gli oratori cechi intervenuti nella discussione: Tom. Belicli, ibidem, 32. Seduta, 15 marzo 1910, pp. 1920*23; il Dr. Sokol, ibidem, p. 1924; il Dr. Drtina, ibidem, pp. 1924*30. Con un'impostazione leggermente diversa, il socialdemo­cratico boemo Prokel, ibidem pp. 1918*20.