Rassegna storica del Risorgimento

anno <1973>   pagina <262>
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Angelo Ara,
italiana all'università, e l'intransigente rifiuto opposto dalle amministrazioni lo­cali italiane alle anche più elementari richieste in materia scolastica avanzate dagli slavi meridionali. ') Le varie ali dello schieramento parlamentare slavo sono compatte nel subordinare le concessioni in materia di istruzione superiore agli italiani all'accoglimento delle loro richieste. Esse sono inoltre in larghissima maggioranza contrarie, per ragioni di solidarietà nazionale, ad una modifica della proposta governativa, nel senso di sostituire Trieste a Vienna quale sede della facoltà, direzione lungo la quale si muovevano, accanto agli italiani, larghi set­tori tedeschi. Anche in un problema che pure non costituiva, a livello statale, uno degli aspetti centrali del Natìonalitatenkampf slavo in Austria, la coscienza unitaria slava dimostrava di aver fatto notevoli passi in avanti. Tra gli oratori slavi meridionali Rybar affronta un discorso più ampio, di politica nazionale globale, di chiaro timbro austro-slavo. Denunciando il pericolo che costituiva per l'impero absburgico quell'irredentismo italiano che il disegno governativo finiva invece con il favorire, egli BÌ richiama ad un patriottismo austriaco dif­fuso tra gli slavi meridionali, che costituisce a suo avviso la forza sulla quale i ceti dirigenti devono appoggiarsi per contrastare le spinte centrifughe. Ma questo patriottismo austro-slavo può trasformarsi, secondo Rybar, in una reale forza centripeta, soltanto a condizione che il governo desista da ima linea germanizzatrice a livello statale, ed attui, a livello locale, una coerente politica filo-slava nei paesi meridionali della monarchia.2) La questione universitaria ita­liana diviene quindi, per -il deputato sloveno di Trieste, l'occasione per un am­monimento estremamente chiaro e lucido al governo a muoversi nella direzione da lui indicata, una direzione antitetica alle richieste italiane e su un piano più ampio alle aspirazioni tedesco-nazionali, per evitare che una forza poten­zialmente centripeta si trasformasse in una corrente pericolosamente centrifuga e disgregatrice.
Se i gruppi parlamentari slavi sono compatti su una linea rigidamente negativa nei confronti della proposta governativa, più differenziato è l'atteggia­mento dei deputati tedeschi.4)
i) Questo collegamento attuato tra i problemi scolastici degli slavi del Litorale e le aspirazioni italiane all'ani versata, era un tema abbastanza ricorrente nella polemica sud-slava; si veda V.A.W., MÈnisterrals-Praàaauni, 1905/1536, 1905/2070, 1905/2430, 1907/1164. Accluso a quest'ultimo documento è un rapporto di Hobenlobe da Trieste, in data 17 gennaio 1906 (1906/4), che traccia un preciso e circostanziato quadro della situazione scolastica slovena nella città e nel territorio di Trieste. Si veda ancora VjiSTn Miuisienats-Prasidium, 1910/2871 per una protesta da parte degli sloveni trie­stina contro l'atteggiamento tenuto dagli italiani in materia scolastica.
2) Rybar parla di un governo che agisce da cdeuteche Regierung e non da e osterreichieche Regierung , ed afferma : wir wollen in òsterreich leben und Osterreicher bleiben, wir wollen aber ni chi in òsterreich zu Oeutschen getnacht werden.
3) Pregnante è la frase con eoi Rybar conclude il suo appassionato discorso : Die fremden Erober kommen und gehen, wir gehorchen aber wir bleil>en stehen .
) la SJ>Jl AJSn XX. Sessione, 31. Seduta, 11 marzo 1910, pp. 1883-84, è l'inter­vento del primo oratore tedesco, il cristiano-sociale Schmid. Per i successivi interventi BÌ veda ibidem, 32. Seduta, 15 marzo 1910, pp. 1902-1910, il tedesco-nazionale Wastion, e pp. 1930-32, M tedesco nazionale Edlcr von Stranskyj 33. Seduta, 16 marzo 1910, pp. 1953-56, il tedesco liberale Dr. Waldner. Per echi del dibattito eulla stampa austro-tedesca, si vedano Arbeiter=Zeitung, 16 marzo 1910; Nette Freie Presse, 12 marzo 1910, Morgenblatt; Reidispost, 12 marzo 1910.