Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1973
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pagina
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266
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366 Angelo Ara
ribadiva i motivi che stavano alla base dell'aiteggiamenlo governativo:1) necessità, per ragioni cosi il azionali, dell'iter parlamentare e riconoscimento della fondatezza e vorzugsweise Behundlung della questione italiana; nello stesso tempo riconfermava l'impegno ad esercitare pressioni sulla commissione parla raentare, per una rapida definizione del problema.
I rappresentanti italiani replicavano che l'irresolutezza governativa ed i contìnui rinvìi li ponevano in una posizione estremamente delicata, nei confronti dei loro elettori. Essi ritenevano anche che le possibilità di riuscita parlamentare fossero estremamente esigue: per Trieste, a causa dell'ostilità sud-slava, insuperabile a meno di gravose concessioni; per Vienna, in conseguenza del permanere dell'opposizione tedesca. Bienertb sembra però ritenere ancora possibile un'attenuazione dell'intransigenza austro-tedesca, e gli italiani a loro volta apparivano disposti a riesaminare il problema della sede,2) se al ministero fosse realmente riuscito di influire sugli orientamenti parlamentari. È in questo clima di maggiore flessibilità che matura la formula della provvisorietà della sede di Vienna, con l'impegno da parte del governo a trasferire entro quattro anni la facoltà in una città italiana.3) La promessa governativa era forse troppo generica per soddisfare gli italiani. Ma più che in ciò, la sua fondamentale debolezza risiedeva una volta da più nel fatto che si credeva di poter trovare una via d'uscita attraverso contatti bilaterali, rifiutando sia l'inserimento del problema in un quadro più vasto, che il dialogo con gli sloveni. Un'indicazione a favore di contatti tra le nazionalità interessate era venuta dalla Dieta di Gorizia e Gradisca, che aveva votato una mozione per la contemporanea istituzione della facoltà italiana a Trieste e di quella slovena a Lubiana.4) Ma troppo radicale e profondo era il conflitto italo-slavo nel Litorale perché si concretasse una possibilità d'intesa. E gli interventi al Reichsrat di Spincic, e dello stesso Drtina, ponendo la bilinguità come condizione per la accettazione slava della facoltà a Trieste, sembrano confermare impressione che gli sloveni annettevano valore preminente all'università a Trieste, con compiti di penetrazione linguistica e culturale in una città a netta prevalenza italiana, rispetto ad una facoltà nella interamente slovena Lubiana. Del resto difficilmente, anche se diverse fossero state le prospettive in sede locale, l'autorità centrale sarebbe stata disposta ad accettare un compromesso italo-sloveno, dato che il significato prioritario assegnato alla ita-lienische Universitatsfrage rispetto agli altri problemi universitari rispondeva ad una strategia e ad una scelta politica ben coerenti, che miravano a contenere la pressione slava e a difendere in campo scolastico le posizioni egemoniche tedesche.
L'autorità governativa continua a muoversi nella questione universitaria Be
li) Un Eapporto sull'incontro di Bienerth e Sturgkh con i deputati italiani, svoltosi in data 24 maggio 1910 è in SA.W P-/Ì., XL, Interna, b. 225, Li-asse Universi Uitsfrage, von Bienerth 0 Aehrenthal, 25 maggio 1910. Cfr. anche V.A.W., Ministerrats-Priisidiuni, 1910/2363. Sul rilievo che la UniversitStsfroge ha nell'estate 1910 per la stabilità ministeriale, sì veda A.A.E.P., À utricbe-Ilongrie, Nou volle Serie, tomo 13, n. 65, 15 luglio 1910.
2J Una maggiore disponibilità al compromesso da parte italiana risulta anche da V.A.W Mimsterrats-Priisidium, 1910/2170.
3) Cfr. VJUF., Miniatemit*.PriÌ6Ìdium, 1910/3154 e, soprattutto, 1911/2744. Ritorneremo in seguito sul contributo del ministero degli Esteri alla degninone della formula della provvisori olà.
4) VJUV* Ministerrats-Praddium, 1910/1069.