Rassegna storica del Risorgimento
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1973
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pWlàjièrsità italiana in Austria 267
condo le linee consuete, anche negli ultimi anni che precedono il *14. I linea* menti essenziali del problema si ripetono come cristallizzati: disordini studente* sebi, ') assicurazioni ai deputati italiani, 2J iscrizione costante, di anno in anno, nel bilancio preventivo della posta riguardante la creazione della facoltà italiana.3) Ned 1913, alla vigilia ormai dello scoppio della guerra, la commissione bilancio della Camera approva l'istituzione di una facoltà giuridica italiana a Trieste da attuarsi nel semestre invernale 1915-1916; ma nello stesso anno il Luogotenente Hohenlohe riconfermava ancora una volta il proprio atteggiamento:4) la facoltà non poteva sorgere a Trieste, centro di una zona etnicamente mista, dove essa avrebbe ancor più esacerbato le contese nazionali.3) Vienna rimaneva per lo Statihalter Tunica sede possibile.
La volontà di creare un clima anazionale a Trieste, sottraendola alle contese nazionali; lo stralcio della questione italiana dalle rivendicazioni universitarie delle altre nazioni; il parziale compenso dato sul problema della sede agli slavi, di cui si disconoscono le aspirazioni sostanziali, sono le note fondamentali del rapporto di Hohenlohe, che ripresentano i contorni a noi noti di un costante atteggiamento governativo. A monte del problema particolare vanno poste come sempre l'incapacità di affrontare il nodo complessivo del Nationalitaten-kampf in Austria, e l'identificazione per quanto non nella misura totale richiesta dai tedesco-nazionali dell'interesse austriaco con l'interesse tedesco. In campo scolastico, eotne in ogni altro terreno, questa identificazione implicava un atteggiamento negativo verso l'aspirazione all'eguaglianza nazionale dei popoli slavi. Ma nel momento in cui il governo aveva deciso di risolvere per via parlamentare la Universitatsfrage italiana, non gli era possibile prescindere dal sostegno dèi partiti slavi. Questo appoggio non poteva però essere concesso, dato che il governo negava agli slavi quella stessa concessione che si dichiarava disposto a fare agli italiani. Isolando la questione della facoltà italiana dal quadro dei problemi dell'Austria, il governo aveva reso impossibile ogni soluzione.
Nel dibattito parlamentare del marzo 1910 sono frequenti gli accenni, sia da parte di simpatizzanti che di oppositori della causa dell'università italiana, ad
un intervento del ministero degli Esteri austro-ungarico 6) determinato a sua
1) Cfr. per alcune indicazioni VA.W Mhnsterrate-Praddiuxn, 1912/3809 e 1912/ 3136 (rapporto della direzione dà polizia di Graz, in data 15 giugno 1912).
2) Si vedano una lettera dell'on. Conci al presidente del Consiglio, in data 10 aprile 1911, e la risposta di Bienerth al deputato italiano, in data 18 aprile 1911, in VJÌ.W Minieiierrats-Prasidi/oni, 1912/3136.
Il permanere dell'irresolutezza governativa sulla UniversitStsfrage è sottolineato jfiji AJÌJ* Autriche-Hongrie, Nonvelle Serie, tomo 13, n. 35, 25 luglio 1912, e n. 36, 26 luglio 1912.
3) V.A.W MinisterratE-Paadium, 1910/3154, 1911/1943, 1912/3038. ) V.A.W* Ministerrats-Pràaiàmn, 1913/2096.
5) SCHIPFBER, La rìvendicazio-a e dell'Università, <pp. 102-103, ricorda che quando, nel 1913, si diffonde la voce della prossima concessione di un'università italiana a Trieste, studenti sloveni e croati sì iscrivono in numero consistente ailiTisiìiimo commerciale RevoltoMu. provocando scontri e incidenti. Essi volevano confermare l'ìm-pressione, espressa più volte dalla Luogotenenza, che l'università a Trieste sarebbe gfeaia in e vi labi] mento bilingue di fatto, e avrebbe perciò dato luogo al ripetersi degli episodi dà Innsbruck.
S veda, su questi incidenti triestini, CESARI, Una storia quasi secolare, p. 60.
6) Si vedano gli accenni, più o meno espliciti, contenuti negli interventi citati di Spincic, Seìtz e Gostiucur.