Rassegna storica del Risorgimento

anno <1973>   pagina <268>
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268 Angelo Ara
volta da pressioni da parie del governo italiano presso la presidenza del Con­siglio austriaca, in favore di una sollecita composizione della questione della facoltà italiana. In una struttura politica ed istituzionale composita come quella della monarchia austro-ungarica, caratterizzata da una pluralità di centri decisio­nali diversi, ciascuno di essi considera i problemi statali da un angolo visuale par­ticolare, alla luce di differenti interessi.
Perciò il ministro degli Esteri comune, sollecito ad ogni possibilità di mi­gliorare i rapporti con l'Italia e di rafforzare la Triplice, e stimolato dall'amba­sciata a Roma, segue con costante attenzione pur non -arrivando all'ingerenza in una sfera di attribuzioni non sua denunciata dalle opposizioni gli sviluppi della Universitatsfrage e preme, entro certi limiti, per una sua positiva defi­nizione. Sin dal luglio 1904, in coincidenza con uno dei consueti incidenti di Innsbruck, Heinrich von Liitzow, l'ambasciatore imperial-regio, sottolinea con amarezza le ripercussioni che questi episodi avevano nella penisola italiana, anche negli ambienti più lontani dalla polemica irredentista. ') L'agitazione anti-austriaca doveva essere contrastata, secondo Liitzow, mediante una politica di apertura nei confronti delle rivendicazioni legittime degli austro-italiani, ed in particolare di quelle universitarie. A questa linea si ispirerà costantemente l'azione di Liitzow. Egli era convinto della estrema labilità della base sulla quale poggiava l'alleanza italo-austriaca,2) ma nello stesso tempo dell'insostituibilità dell'alleanza quale cardine della politica estera dei due stati. Da ciò egli dedu­ceva l'esigenza di lavorare per attenuare le cause di attrito e di frizione esistenti tra le due potenze alleate, tra le quali attribuiva alla Universitatsfrage un signi­ficato centrale, perché tra tutti i problemi degli austro-italiani gli sembrava quello maggiormente in grado di infiammare l'opinione pubblica della penisola. *) L'ani-
Voci su un impegno di A eh reni hai a favore della apertura di ima facoltà italiana, sono raccolte da PASINI, L'università italiana, voi. L pp. 52 e 64.
Su una pretesa ingerenza italiana nella Universitatsfrage c'era già stala una inter­pellanza del deputato Benkovic, in S.P.R., A.B.. XV111. Sessione, 128. Seduta, 25 gen­naio 1909, Anbang L 4304 I.
Cfr. anche VA.W Mimsterrats-Pradddum, 1909/488.
Per liifmlerpellanza depositala il 5 dicembre 1908 dal deputato Rybar cfr. S..4.JF., P.A., XL, Interna, b. 225, Liasse Universitatsfrage, von Bienerth a AehrentkaJ, lettera privata, 17 dicembre 1908.
W-S.A.W., P.A., XI, Italien, b. 131, Liitzow a Goluehowski, rapporto, 12 luglio 1904.
Sull'azione di Liitzow a Roma si veda anzitutto il citato volume autobiografico, Im dìplomutischen Dienst, pp. 112-171. Cfr. anche CLAAR, Zwanzig Jahre, pp. 549-550; TOMMASINI, L'Italia alla vigilia della guerra, voL I, pp. 298-300.
2) In S-'i.JF-, P.A., XI Italico, b. 132, Liitzow a Golnchowskà, rapporto, 13 dicem­bre 1904, è espressa con estrema chiarezza la visione che l'embasaiatore ha dei rapporti italo-austriaci. Riferendosi ad un colloquio con Luigi Luzzatti, che gli aveva detto: < Entre nous il n'y a que denx choses possibles: 'l'aSliance ou la guerre, Liitzow conclude: ESne Liebesheirat word unser Verhiilinis zu Italien mentala werden, a ber ['.,,] audi cine schlechte Ehe isl besser ala gar kefoie . Sulla Triplice vista come Veruni) fi di < e non come Liebesehe, cfr. ancora LUTZOW, Im diplomatiseli en
Dienti, p. 122.
3) per notizie inviate a Vienna sugli echi degli Innsbrucker Ereignisse del no­vembre 1904, si veda soprattutto S.A.W., PA.y XI, Italien, Infarmntionsbureaii, Irre­denta, b. 162, fase. Irredentische Demonstrationen anlàsslich der Iimsbrucker Unéveraitatefrage .
Cfr. ancora LUIGI A.LBBimwt, Venti anni di vita politica, p. I, L'esperienza democra*