Rassegna storica del Risorgimento

anno <1973>   pagina <269>
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L'Università italiana in Austria
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nasci ahi a Roma diventa quindi 11 punto di partenza di un'opera di pressione sul governo austriaco per un più positivo approccio alla questione universitaria, opera che si svolge tramite il ministero degli Esteri austro-ungarico, dove gli sti­moli provenienti dalla capitale italiana trovano alterna accoglienza. Coluchowski, le cui più importanti prese di posizione sul problema coincidono con la crisi del novembre 1901, rifiuta pregiudizialmente qualsiasi connessione tra ragioni di opportunità di carattere internazionale e la soluzione di un problema austriaco, e sottolinea la dimensione esclusivamente interna della questione. '*
Rifugiandosi in questo atteggiamento di intransigenza, il ministro degli Esteri rifiutava la cauta apertura che era stata fatta da Tittoni il quale, pur rico­noscendo il carattere puramente interno della questione, aveva suggerito che i responsabili austriaci prendessero atto dell'attrito che la questione universitaria determinava tra i due paesi, ed agissero per eliminarlo.2) Tittoni non chiedeva quindi l'internazionalizzazione del problema, ma il riconoscimento della sua rilevanza esterna; si scontra però con il rifiuto del suo collega austriaco. La linea dura che Coluchowski assume nel periodo di massima tensione, quando le circo­stanze sembrano imporre una maggiore flessibilità, non si ammorbidisce natu­ralmente nel periodo successivo, quando il contrasto sulla facoltà sembra atte­nuarsi, e minore appare in conseguenza l'urgenza di una soluzione.
Liitzow pensava che fosse opportuno approfittare proprio della pausa di distensione per impostare a freddo ima definizione ragionevole del problema, piuttosto che trovarsi ancora una volta a dover agire a caldo, sotto la pressione di contrastanti movimenti di piazza in Austria e in Italia.3)
Sebbene non si nasconda i risvolti più delicati della questione universita­ria,4) Liitzow vede il problema prevalentemente alla luce delle relazioni italo* austriache, sottovalutandone forse gli aspetti interni austriaci, e sembra consi­derare ancora come possibili sedi della facoltà Rovereto e Trento, ormai escluse dalle polemiche e dagli avvenimenti dell'autunno 1904.
Nonostante questi limiti, il suggerimento di Liitzow di provvedere prima che i contrasti si fossero ulteriormente approfonditi, rispondeva ad una profonda logica, soprattutto nel clima particolare dell'ultima Austria, caratterizzato da de­cisioni prese a caldo, e perciò insufficienti e tardive.
Gohuchowski respinge le argomentazioni dell'ambasciatore imperiale a Roma che a suo avviso sottovalutavano la portata dell'irredentismo italiano sia
ùcn italiana dal 1898 al 1914, Bologna, 1950-51 (2 voli.), voi. I, p. 187; Linci SALVATO-BELLI, La Trìplice Alleanza, Storia diplomatica (1877-1912), Milano, 1939, p. 291; PIE­TRO SILVA, L'Italia fra le grandi potenze (1882-1914), Roma, 1931, p. 115; TOMMASINI, L'Italia alla vigilia della guerra, voi. I, pp. 451 sgg.
Come notano anche i diplomatici austriaci, nell'imniinenza della consultazione elettorale, le ripercussioni in Italia degli incidenti tirolesi furono ini un primo tempo scarse, ma presto 1 agitazione si 'diffuse.
') SA.1P., Pi XI, Italien, b. 132, Weìsungen, Coluchowski a Sontssich, istruzioni, 16 novembre 1904.
2) Su questa apertura di Tittoni, ni vedano i rapporti e telegrammi di Liitzow e del suo sostituto Somssich, in S.A.W., PL, XI, Italien, b. 132, in data 15, 18, 19, 29 -novembre e 3 dicembre 1904.
3) In S.A.W P.A., XI, Italien, b. 133, si vedano i rapporti di Liitzow a Golu-chowski in data 24 gennaio, 7 e 21 febbraio, 9 marzo, 18 aprile 1905.
*) Nel citato rapporto del 7 febbraio Liitzow usa l'espressione Quadratur dee ZirkeJs >. per indicare le difficoltà interne che si frapponevano alla risoluzione del problema della facoltà.