Rassegna storica del Risorgimento

anno <1973>   pagina <271>
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L'Università italiana in Austria 271
stiche ed antistatali nel Litorale adriatico; Aehrenthal invece ammoniva che un miglioramento della situazione difficilmente poteva essere prodotto da una pura affermazione di autorità statale.') L'irredentismo doveva essere colpito, a suo avviso, non con la violenza, ma attraverso una politica di concessioni che mirasse a soddisfare le richieste legittime degli austro-italiani. Ed il primo passo per realizzare più normali condizioni politiche al confine meridionale era indi viduato da Aehrenthal proprio nella creazione della facoltà. H lasciare aperto il problema offriva un efficace strumento di propaganda alle correnti centrifughe austro-italiane e manteneva viva nel Regno d'Italia l'agitazione contro la mo­narchia absburgica; Patteggiamento del governo danneggiava quindi l'Austria sia sul piano interno che su quello internazionale, e perciò Aehrenthal avver­tiva l'esigenza dì mutarlo. Considerare il problema puramente interno non vo­leva quindi dire per Aehrenthal disconoscerne la rilevanza internazionale, ma cercarne le vie di soluzione all'interno, evitando interferenze del governo ita­liano. All'ambasciata imperial-regia a Roma spettava il 6olo compito di tastare il polso alla classe politica e all'opinione pubblica italiana , ed Aehrenthal respingerà i tentativi di Liitzow di suggerire lui stesso da Roma una linea di comportamento al governo austriaco. Era il ministro degli Esteri comune che doveva fare presente alle autorità responsabili, senza intervenire direttamente negli affari interni austriaci, l'impossibilità di prescindere dagli echi interna­zionali della Universitàfroge ed il fatto che l'indugio del governo, favorendo le spinte centrifughe tra gli austro-italiani, comprometteva la compattezza statale. La linea di Aehrenthal sarà quindi quella di stimolare i competenti dica­steri austriaci,2) la presidenza del Consiglio ed i ministeri dell'Interno e del­l'Istruzione, ad agire per una positiva definizione del problema della facoltà italiana, affrontando invece solo in momenti ben determinati e nella maggior parte dei casi in sede di analisi critica di progetti governativi, la questone delle vie lungo le quali era opportuno procedere per risolvere in modo idoneo il problema.
Il primo importante intervento di Aehrenthal presso l'autorità austriaca si ha nell'autunno 1907, in coincidenza con la fase più viva della polemica sul riconoscimento dei titoli di studio conseguiti in Italia e con gli scontri tra stu­denti italiani e tedeschi avvenuti a Graz e a Vienna. Liitzow da Roma segnalava l'eco che questi episodi suscitavano in Italia, dove davano l'impressione di arren­devolezza nei confronti delle tendenze pangermaniste e di Zuriicksetzung del­l'elemento italiano in Austria; Aehrenthal si faceva a sua volta interprete presso il ministro per il Culto e l'Istruzione Marchet delle ragioni che suggerivano di evitare un peggioramento delle relazioni con l'Italia. Il governo austriaco sem­brava in quel momento orientato lungo la via del riconoscimento dei titoli di Studio; il ministero degli Esteri considerava questo prowedimeneto come una misura provvisoria per ottenere l'attenuarsi della tensione, ma riteneva che il
1) In un commento al rapporto dell'autorità militare, si esprimeva in termini molto più duri dì Aebrenthal, auspicando una decisa azione repressiva, il responsabile ,;! gli affari italiani al ministero degli Esteri VOTI Riegeleben.
2) Notizie sull'azione svolta in questo senso da Aebrenihal ed illazioni su con­trasti tra il ministro degli Eeteri austro-ungarico ed i ministri austriaci trovano ben presto diffusione in Italia. Cr. S.A.W., P.A., XI, Italien, b. 137, Liitzow a Aehrenthal, rapporto, 4 settembre 1907.