Rassegna storica del Risorgimento
anno
<
1973
>
pagina
<
272
>
272 Angelo Ara
problema non potesse dirsi risolto sinché non fosse stata garantita agli italiani la possibilità di compiere nella loro lingua in Austria tutto il ciclo d'istruzione, "
Quasi paradossalmente rantolila austriaca pensa ad una soluzione diplomatica ; il ministero degli Esteri invece considera valida, a lunga scadenza, solo una misura interna die affronti alle radici il problema.
Le ragioni di questo atteggiamento apparentemente contraddittorio non sono difficili a coglierai: il governo austriaco è in primo luogo sensibile agli ostacoli di carattere parlamentare e nazionale che sembrano rendere impossibile un provvedimento legislativo sulla Unìversitatsfrage; il ministro degli Esteri invece come si è detto vede nel soddisfacimento delle legittime richieste degli austro-italiani, soprattutto un mezzo per combattere Pirredentismo. Aehren-thal condivide i timori largamente diffusi tra i partita tedeschi, che il concedere al ceto intellettuale delle province italiane di trascorrere nella penisola il periodo cruciale della loro formazione, lungi dal minare alla base l'irredentismo, lo rafforzava nei suoi fondamenti ideologici.
Le obiezioni politiche e di opportunità finiranno, come si è visto, con il prevalere, ed di riconoscimento degli studi viene abbandonato sia come possibile soluzione permanente che come compromesso provvisorio.
il periodo in cui inizia a maturare l'alternativa della facoltà con sede a Vienna, e tanto il ministero degli Esteri quanto l'ambasciata a Roma sembrano condividerla,2) ad indicazione di un atteggiamento che più che suggerire concrete soluzioni sembra subirle, mutando poi rotta solo quando esse si sono dimostrate improponibili.
Nell'autunno 1908 esplodono contemporaneamente tutti i nodi della Urti-versitatsfrage: il governo, in piena fase di elaborazione del progetto istitutivo della facoltà con sede a Vienna, riscopre la realtà dei precari equilibri nazionali e parlamentari; nelle vie della capitale imperiale si ripetono, con maggiore violenza, gli scontri tra studenti italiani e tedeschi;3) l'attrito con il governo italiano si accentua quando Aehrenthal, come primo risultato della sua politica attivistica, decide l'annessione della Bosnia-Erzegovina.4)
t) Sa tatto dò si veda SJl.W., PA.t XL, Interna, b. 225, Liasse Unjversiliitsfragc, Aehrenthal al Dr. Mrcbet, lettera privata, 13 novembre 1907; Aehrenthal al presidente del Consiglio Freiher-r vieta Beck, lettera privato, 15 novembre 1907; Marche* a Aehrenthal, lettera privata, 17 novembre 1907; Aehrenthal a Marchet, lettera privata, 19 novembre 1907; Liiizow a Aehrenthal, rapporto, 26 novembre 1907; Aehrenthal a von Beck, lettera privata, 30 novembre 1907; Aehrenthal a Liitzow, istruzioni, 2 dicembre 1907; Lfilzow a Aehrenthal, rapporto, 10 dicembre 1907.
L'attività ili Aehrenthal aveva fatto sorgere nuove voci di dissenso tra BallpZùte e Herrengasse, che il ministro degli Esteri mentisce in una lettera privata a Liitzow, ibidem, 4 dicembre 1907.
2J SA.JP., PA., XL, Interno, b. 225, Liasse Universitateffage, Liitzow a Aehrenthal, rapporto, 18 febbraio 1908. L'atteggiamento del ministero degli Estori emerge da un memorandum sta una conversazione con il ministiro Marchet, inviato da von Biegelelron a Beck, ibidem, 18 febbraio 1908.
3) Per le notìzie inviate a Vienna sugli echi italiani ai disordini nella capitale austriaca, si vedano In SA.W., P.A., XL, Interna, b. 225, Liasse Uiriversitatsfrage, Liitzow a Aehrenthal, telegrammi, 23, 24 novembre 1908.
4) Per riferimenti essenziali sulla crisi dell'annessione si vedano ALBERTCNI he origini della guerra, voi. I, pp. 203-245; MOMCIUJ NINCIC, La crisi bomiaque (1908-1909)