Rassegna storica del Risorgimento

anno <1973>   pagina <274>
immagine non disponibile

Angelo Ara
che di A eh roti ih ul non approvava la politica attivistica e la sua sosti tu zione con von IVìenorili, sembra avere come conseguenza anche una maggiore continuità dell intervento del ministero degli Esteri presso il governo austriaco.lf Non muta però sostanzialmente, a parte il riconoscimento della maggior urgenza di risolverla, l'interpretazione che Aehrenlhal dà dell'I'nwersltatsfrage.
L importanza della questione nel quadro delle relazioni con l'Italia viene maggiormente accentuata rispetto al fine interno a cui Aehrenlhal mira, quello cioè della distensione interna verso gli austro-italiani. Nonostante il rilievo attri­buito ai risvolti non puramente interni della questione, essa rimaneva tuttavia - secondo il ministro degli Esteri esclusivamente interna per quanto riguar­dava i concreti processi decisionali.2) Alla luce di questi motivi di fondo, è spie­gabile l'atteggiamento tenuto da Aehrenlhal nel corso della crisi dell'annessione sul problema della facoltà. Al governo italiano egli non fa giungere alcuna di­chiarazione impegnativa, ma BÌ limita a promettere di agire sull'autorità Austriaca per accelerare la definizione del problema. *)
Anche nei momenti in cui gli vengono esplicitamente richiesti più precisi impegni, che riguarderanno specialmente il problema della sede della facoltà, il ministro non va al dì là di generiche assicurazioni di buona volontà, che sa­ranno Avarna e soprattutto Tittoni ad interpretare in senso troppo roseo ed ottimistico.4)
Allo stesso modo viene respinto il suggerimento di Liitzow ed il dis­senso tra il ministro e l'ambasciatore, già latente, diventerà aperto e insanabile
tri bui re, mediante la soluzione della questione dell'uni versi là, a rafforzare Li posizione di Tritoni.
') SI veda S.A.W., PJÌ XL, Interna, b. 225, Liasse Universitatsfrage, Aehren­lhal a von Bienerth, lettera privata, 26 novembre 1908, dorumento ebe costituisce il primo intervento presso il nnovo presidente del Consiglio. Ibidem, Liitzow a Aehren­lhal. lettera privata, 8 dicembre 1908, dove è un duro giudizio dell'ambasciatore a Roma sulle indecisioni dei dimissionari Berk e Mnrchet a proposito della Universi-tatsfrage,
2) S.A.W,. P.A., XL, Interna, b. 225, Liasse Universitatsfrape, Aehrenthal a Liitzow. telegramma, 25 novembre 1908; Aehrenthal a von Bienerth, lettera privata, 22 dicem­bre 1908 (anche in V.A.W., Ministerrats-Prasidium, 1912/3136); Aehrenthal a Liitzow, istruzioni, 23 dicembre 1908.
3) SA.W,. P.A., XL, Interna, b. 225, Liasse Universitàtsfrage, Aehrenthal a Liitzow, telegramma cifrato, 3 dicembre 1908.
4) Ci riferiamo soprattutto alla formale promessa di istituire una facoltà italiana italiana a Trieste, ohe Tittoni avrebbe ricevuto da Aehrenthal; tale ipotesi è accettata in GIOVANNI Giaurri, Memorie della mia vita, Milano, 1922 (2 voli.), voi. I, pp. 257-259 ; SALVATORELLI, La Triplice Alleanza, pp. 344-345; SALVEMINI, La politica estera dell'Italia, p, 162. Anche Lurzow, Ini diplomatischen Dicasi, pp. 143-144, ritiene che la promessa aia stata effettivamente fatta da Aehrenthal, e che il ministro degli Esteri abbia succes­sivamente mutato parere per intervento di Francesco Ferdinando. Le pagine più equi­librate sull'argomento sono quelle di TOMMASINI, L'Italia alla, vigilia della guerra, voi. IV, pp. 645-648, che nega, con persuasivi argomenti, l'esistenza di un impegno di Aehrenthal. In SJLW., P.A* XL Interno, b. 225, Liasse Universi! altigè, vi è una serie di documenti che contribuiscono a chiarire alcuni aspetti della questione: Liitzow a Aehrenthal, telegrammi cifrati, 2 e 5 dicembre 1908, 25 e 26 gennaio 1909; Aehrenthal a Liitzow, istruzioni, 27 gennaio 1909, telegramma cifrato, 28 gennaio 1909, istruzioni, 7 aprile 1909; Liitzow a Aehrenthal, rapporto, 30 marzo 1909, rapporto riservato, 12 agosto 1909. Si veda anche VJLW. Manteterrats-PraBidium, 1909/585 (Liitzow a Aehrenthal, telegramma, 26 dicembre 1908).
274