Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1973
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pagina
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275
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L'U'niversità italiana in Austria 275
uopo questo episodio di collegare la garanzia di un incondizionato appoggio diplomatico italiano per la Bosnia-Erzegovina ad una positiva definizione della questione universitaria. H) La reazione di Aehrenthal alla proposta di Liitzow è estremamente dura: 2) egli rimproverava al rappresentante imperiale a Roma di voler internazionalizzare un problema che rientrava nella sfera esclusiva delle attribuzioni del governo e del parlamento austriaco, e lo invitava a non toccare pia la Universitatsfrage net suoi colloqui con i dirigenti italiani.
Liitzow inoltre, a suo avviso, attribuiva alla definizione del problema universitario un effetto quasi taumaturgico sui rapporti italo-austriaci. Secondo Aehrenthal invece, essa non avrebbe potuto da sola dissipare tutte le ombre che separavano le due alleale; anzi, una soluzione raggiunta attraverso contatti bilaterali sarebbe stata politicamente e psicologicamente controproducente, in quanto avrebbe esposto il governo austriaco a critiche di eccessiva arrendevolezza verso pressioni esterne. La crisi della Bosnia-Erzegovina doveva quindi essere, ad av-viso del ministro, un'occasione per riconsiderare i problemi che turbavano i rapporti con l'alleata meridionale, ma non poteva essere collegata da un nesso troppo stretto con le questioni interne. Le istruzioni inviate a Liitzow indicano con chiarezza quello che per il ministro degli Esteri era il limite invalicabile nell'internazionalizzazione della Universitatsfrage. All'interno di questo limile la pressione del dicastero degli Esteri sull'autorità austriaca è intensa: vengono sottolineate con forza le ragioni di opportunità che impongono una scelta proprio in quel particolare momento. Ed Aehrenthal si serve anche delle sue dure istruzioni inviate a Liitzow, *) per dimostrare al governo austriaco l'angolo visuale costituzionalmente corretto dal quale egli esaminava il problema, e per sottolineare quindi che il suo intervento non costituiva un'ingerenza in una sfera di attribuzioni a lui estranea, ma semplicemente un'azione che mirava a fornire al governo i dati di rilevanza internazionale di un problema interno. In base a queste motivazioni si chiarisce pure la riluttanza di Aehrenthal ad entrare nel tema dei contenuti concreti che doveva avere il progetto di soluzione della questione universitaria, e quindi, in particolare, a toccare il problema della sede della facoltà.A) Esso andava lasciato, a suo avviso, all'iniziativa del governo, elle doveva operare la propria scelta dopo aver sondato gli equilibri parlamentari. A questo pnnto il ministro sembra ritenere indispensabile successivamente modificherà il suo atteggiamento che la Universitatsfrage venisse decisa secondo la prassi istituita da Korber, e cioè per via legislativa e non mediante decreto-legge. Il problema delle sede costituiva perciò un secondo e separato aspetto della questione, che andava deciso soltanto in base alle possibilità di successo parlamentare.5) Liitzow proponeva che il Parlamento venisse invitato
') .òsterrelck~Ungarna A ussenpolitile, voi. I, n. 877.
2) òsterreich-Ungarns AtissenpoUtik, voi. I, n. 886.
3) Le istruzioni inviate a Liitzow sono infatti comunicate al governo austriaco; cfr. S*A.W; PJL XL, Interna, b. 225, Liusue Universuiitefrage, Aehrenthal a von Bienerth, Intiera privata confidenziale 19 gennaio 1909 (anche in VA.W., MinislcrnnvPrnsidiutn. 1912/3136). Il reciso rifiuto opposto da Aehrenthal alle posizioni troppo filo-italiane del suo ambasciatore a Roma, viene sfruttalo dal ministro per farne un ulteriore strumento di pressione sul governo austriaco;
*) AW P.A., XL, Interna, b. 225, Liasse Universitatsfrage Aehrenthal a Liitzow, telegramma cifrato, 3 dicembre 1908; istruzioni, 8 dicembre 1908.
5) SJI.W. P.A., XL, Interna, b. 225, Liasse tJmvereitatsfrage, Aehrenthal a