Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1973
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pagina
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276
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276j A Angelo Ara
a tenere in considerazione la rilevanza internazionale che aveva il problema della sede; '* ma A direni hai non raccoglie neppure questo suggerimento. Il mi* nisiro degli Esteri chiedeva al governo austriaco soltanto di rompere gli Indugi,2) lasciando agli organi competenti di precisare i contorni della scelta. In conformità a questo orientamento, le indicazioni espresse in un primo tempo da Aehrenthal per quanto riguarda la sede della facoltà sono estremamente sfumate: egli non ha obiezioni contro Trieste.3' ma oltre a ritenere, come si è visto, che il problema esuli dalla sua competenza, lo considera un aspetto marginale delle l]niversitatsfrage. Le immediate reazioni negative italiane, sin dal diffondersi delle prime voci ufficiose sulla scelta a favore di Vienna,4) dimostrano però quanto fosse infondato il convincimento di Aehrenthal sull'indifferenza del problema della sede rispetto al preminente valore da attribuirsi ad una soluzione, qualunque essa fosse. È a questo punto che inizia la seconda fase dell'azione persuasiva del ministro degli Esteri presso 1 governo austriaco, diretta a modificare dopo aver invano tentalo di ottenere un rinvio nella presentazione del progetto 5> il testo governativo in termini più accettabili all'opinione pubblica italiana.6) Nello stesso tempo però il ministro tentava, attraverso Lutzow, di
Lutzow. telegramma cifrato, 30 dicembre 1908; Ósterreirh-Ungarns A usseri politile. voi. I, n. 886.
) SA.W., Pw4., XL, Interna, b. 225, Liasse Uni versi tà'tefrape, Liitzow a Aehren-thal. telegramma cifrato, 30 dicembre 1908.
2) SAW-, PJÌ XL, Interna, b. 225, Li asse Uni versila tf rape, Aehrenthal a von Bienerth, lettera privata, 22 dicembre 1908 (anche in V A.W., Ministerrats-PraSi-dram, 1912/3136); e lettera privata, 7 gennaio 1909. In questi documenta del ministro degli Esteri ricorre il tema della necessità di aiutare Tittoni in vieta delle elezioni di febbraio, e quello dell'effetto distensivo che un provvedimento sulla Vniversitatsfrage poteva avere nei confronti dell'opinione pubblica italiana, negativamente impressionata dalla crisi dell'annessione. Dedicato a questi temi è un incontro tra Bienerth e Aehrenthal in data 5 gennaio. Su questa fase del problema si veda anche TOM MASINI, L'Italia alla vigilia della guerra, voL IV, pp. 639-641.
3) SA.W, PA XL, Interna, b. 225, Liasse Universitiitefrage, Aehrenthal a Liitzow, telegramma cifrato, 30 dicembre 1908; Aehrentbal a Bienerth, lettera privata, 30 dicembre 1908.
4) Si vedano ALBEBTINI, Venti Anni, parte I, voi. I, pp. 464473 ; LUTZOW, Im di pio-nuaischen Dienst, p. 152; To AI MASI NI, L'I tulio alia vigilia della guerra, voi. TV, p. 643.
Cfr. ancora S.A.W., P*A XL, Interna, b. 225, Liasse Universitatefrage, Lutzow a Aehrentbal, telegramma cifrato, 31 dicembre 1908; telegramma, 10 gennaio 1909; telegramma cifrato, 19 gennaio 1909.
5) AMIEKTI.NÌ, Le origini della guerra, voi. I, p. 281. In S.A.W., PA., XL, Interna, b. 225, Liasse UmversilaUtfrage, von Bienerth a Aehrentbal, lettera privata, 17 gennaio 1909* il presidente del Consiglio espone le ragioni, di carattere interno e parlamentare, che impedivano - - a suo avviso - il rinvio della presentazione della mozione governativa.
Da SA.W-, PA* XL, Interna, b. 225, Liasse Università taf rage, Aehrenthal a von Bienerth, lettera privata, 7 gennaio 1909, risulta che sin da allora il ministro degli Esteri proponeva che, a modifica del testo governativo, Vienna fosse indicata quale sede provvisoria e non definitiva della facoltà italiana; motivo sul quale egli ritorna poco dopo, ibidem, Aehrenthal a von Bienerth, lettera privata confidenziale, 19 gennaio 1909.
LI rifiuto del primo ministro è in ìbidem, von Bienerth a Aehrenthal, lettera privata, 21 gennaio 1909 (anche in VA.W*, Ministerrats-Prasidiuni, 1912/3136). Nella lettera del 19 gennaio Aehrenthal proponeva che nel progetto si indicasse anche Peven-