Rassegna storica del Risorgimento

anno <1973>   pagina <277>
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L'Università italiana in Austria
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persuadere Tittoni che il trattamento riservato agli austro-italiani era comunque migliore di quello fatto agli altri gruppi etnici, che non possedevano un'univer­sità, e che la scelta dì Vienna era imposta dagli equilibri parlamentari.]) Liitzow da Roma, pur rimproverando agli uomini politici italiani di sottovalutare le dif­ficoltà reali che si frapponevano ad ima soluzione della Universitatsfrage, espo­neva in tono drammatico e partecipe le loro reazioni.2) Aehrenthal non condi­videva l'interpretazione troppo filo-italiana del suo ambasciatore, ma tentava di valersi della diagnosi allarmante presentata da Liitzow, per ottenere da Bienerth un atteggiamento più flessibile, che servisse a rafforzare l'alleanza e a puntellare la posizione di Tittoni.3)
Nel frattempo però si andava allentando la tensione che, per il concorrere simultaneo di tutta una serie di avvenimenti, aveva caratterizzato questa fase della questione universitaria. E per quanto l'azione di Aehrenthal non avesse prodotto alcun risultato positivo, per un certo periodo il problema perde, data questa diminuita urgenza, il rilievo che aveva avuto nel quadro delle relazioni interministeriali in Austria. Nel gennaio del 1910, di fronte agli indugi del go­verno nel portare in discussione in aula la proposta sulla facoltà italiana, il mi­nistro degli Esteri ritornava alla carica presso Bienerth, ammonendo che la rela­tiva calma esistente non esimeva il governo dal dare una soluzione alla Univer­sitatsfrage, e rilevando anzi l'opportunità di agire sinché lo stato di distensione internazionale ed interna permaneva, in modo che il governo non potesse essere accasato di aver ceduto a pressioni esterne.4) Anche questa volta l'intervento di Aehrenthal rimase senza seguito: l'autorità competente non va al di là di gene­riche assicurazioni di buona volontà;5) e quando finalmente la proposta gover­nativa giungerà al dibattito in aula, vi giungerà come si è visto senza un'adeguata preparazione preliminare, e quindi senza alcuna possibilità di successo.
Chiusosi senza esito il dibattito parlamentare, Aehrenthal, più che non i responsabili austriaci, capisce il pericolo di protrarre indefinitamente nel tempo
inalila di costitui-re in un secondo tempo una philosophische Fakultat . Ibidem, Aehrenthal a von Bienerth, lettera privata confidenziale, 29 gennaio 1909 (anche in V-A.W*, Mimsterats-Pirasidnum, 1909/585), è il suggerimento dì aibolire la disposizione secondo la quale i Priifungskandidaren dovevano dimostrare la conoscenza del tedesco.
*) SA.W PA XL, Interna, b. 225, Li asse Uni versila t*f rag e, Aehrenthal a Liitzow, telegramma cifrato, 18 gennaio 1909.
2) V.A.W Mimsterrats-Prasidiiim, 1912/3136 (Liitzow a Aehrenthal, telegramma, 18 gennaio 1909); SA.W PA., XL, Interna, b. 225, Li asse Università taf rage, Liitzow a Aehrenthal, telegramma cifrato, 19 e 22 gennaio 1909; rapporto riservato, 23 gennaio 1909; rapporto, 24 gennaio 1909; V.A.W., Minisi erra is-Priurid in in, 1909/585 (Liitzow a Aehrenthal, telegramma, 26 gennaio 1909).
3) VA.W., Miinisterrals-Prh'fddium, 1912/3136 ( Aehrenthnl a von Bienerth, lettera privata confidenziale, 23 gennaio 1909.3;; e SA.W., PA XL, h. 225, Liasse Universi­tatsfrage, Aehrenthal a von Bienerth, lettera privata confidenziale cót., 29 gennaio 1909.
*) SA.W., PA XL, Interno, b. 225, Liasse Universitatsfrage, Aehrenthal a von Bienerth, lettera privata, 12 gennaio 1910 (anche in VA.II'., Ministerrats-Proai* dram, 1912/3136).
5) SA.W., PA XL, Interna, b. 225, Liasse Universitiilsfrage, von Bienerth a Aehrenthal, lettera privala, 24 gennaio 1910 (anche in VA.W* Ministerrats-Priis-idinm, 1912/3136); StSrgkh a Aehrenthal, lettera privata, senza data ima gennaio 1910).