Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno
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1973
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pagina
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283
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Ultime carte di Garibaldi
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che una spedizione nell'Italia Meridionale avrebbe danneggiata la nostra catUttf rendendo impossibile il Congresso. Vittorio Emanuele sperava nel Congresso!!!
Io credo U Re onest'uomo, e sinceramente affezionato alla causa nazionale; ma egli non è libero: voglia o non voglia, deve prestarsi a colorire i disegni della politica francese; e Ut politica francese non vuol guerre rivoluzionarie: ma un uomo, che ha nome Garibaldi, non può in nessun caso far divorzio dalla rivoluzione, L'Italia è una polveriera e Voi siete la miccia che dee produrne lo scoppio: ecco U vostro mandato.
Amatemi e credetemi a tutte prove
H vostro Pallavicino.
Poche volte, io credo, si è usata tanta abilità... diplomatica. Non si dimentichi che, in quel torno di tempo, Giorgio Pallavicino figura che meriterebbe di essere studiata a fondo scriveva anche: Garibaldi non è aquila, ma leone. EL leone ai distingue per la forza; non per Y intelligenza . Era un giudizio politico di chi avrebbe visto volentieri un connubio fisico fra diplomazia e rivoluzione e, cioè, la fusione in un solo uomo di Cavour e di Garibaldi! J)
Ritroviamo il futuro Prodittatore delle province napoletane anche tra i corrispondenti di un mese cruciale per gli sviluppi dell'impresa garibaldina nel Sud, il luglio 1860; mese sul quale queste carte gettano nuova luce. Per restare a Pallavicino, questi riferisce, il 13 luglio, sul colloquio con Cavour, che è ricordato anche nelle Memorie.2)
Mese di luglio, dicevamo, nel quale sorge il problema dell'invio in Sicilia di un prodittatore. Depretis o Valerio? Ne discute a fondo Bertani il 14 luglio su carta intestata della Cassa Centrale Soccorso a Garibaldi di Genova, in una lettera che riproduciamo, perché è indicativa del tono dei rapporti fra Genova e Palermo, sia sul terreno pratico, sia, soprattutto, su quello ideologico.
Caro Generale, Genova, 14 luglio 1860
il brick del capitano Gazzolo, il Nettuno parte oggi a vela di qui per Cagliari. Non mi fu possibile fare altrimenti.
Voi avrete la compiacenza di mandarlo a prendere coi vostri vapori giacché siete ormai ricco.
Depretis parte ora con me. Egli vide il Re lungamente stanotte. Il Re vi mandò Amari chiedendo soltanto se persistevate nel volere il Depretis nuWaltro.
Il Re vorrebbe il Depretis e rideva della scena eroico-comica che fece il Valerio quando vidde la vostra lettera che chiedeva il Depretis.
Valerio è giorno e notte con Cavour. Figuratevi che gioiello avreste!
Cavour, lo disse il Re, sbuffa, smania, si pesta il capo quando in Consiglio dei ministri si parla di voi.
Depretis vi gioverà, ma se non ve lo danno con grazia o ve lo negano, fate senza (Fognano.
t) Memorie di Gioacio PALLAVICINO, pubblicate per cura della figlia, voi. HI, Torino, Roux e Frassati, 1895, pp. 557-559. 2> Ibidem, pp, 596-597.