Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1973>   pagina <284>
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Emilia Morelli
Il colonello Sacchi viene a Voi pregandovi di lasciarlo ritornare tosta qui per lo Stato Pontificio. Gli affari urgono.
Brescia potrebbe dare ancora 9mUa e più franchi ma vuole una vostra au­torizzazione per pagarli a me. Fatemi la grazia di mandarmela
Se voi ci dite una parola per lo Stato Pontificio noi preveniamo l'inva­sione di Forini e Ciò, Pensatevi e risolvete*
Il contenuto del Nettuno lo mando all'Intendente Acerbi,
Bravo, bravo per La Farina: chi sbuffa e chi ride.
Vostro aff. A. Bertani
Avvisatemi in tempo del quando io debba cessar di rappresentarvi per non essere prevenuto dal glorioso dispetto cavouriano, il quale dice, che a giorni finirà Z'mibroglio Bertani
A questa, seguono altre nove lettere di Bertani dello stesso mese, su questioni organizzative e politiche, dalle quali spira l'odio per Cavour e il de­siderio che Garibaldi si circondi di autentici democratici, come, per esempio, Carlo Cattaneo.
H 21 luglio Michele Amari di S. Adriano ragguaglia Garibaldi sulla sua missione presso Vittorio Emanuele H, quella cui accenna Bertani nella lettera che abbiamo riprodotta.
Spostiamoci ora in Sicilia. Gli avvenimenti militari sono trattati in due lettere di Giacomo Medici (26 e 28 luglio); nei rapporti di Nicola Fabrizi (23 giugno), Ferdinando Éber (18 luglio), Vincenzo Giordano Orsini (21 luglio), Benedetto Muaolino (luglio-agosto); in una confidenziale di Carlo di Persane del 2 agosto, alla vigilia della sua partenza per Napoli. Nel comunicare una lettera di Cavour del 25 luglio, nella quale il conte si compiace della vittoria di Milazzo,1) l'ammiraglio sardo premette queste righe, che, anch'esse, di­pingono l'ambiente:
Vi trascrivo quanto mi dice il conte Cavour a vostro riguardo, ma fatemi il piacere di non far vedere le mie lettere confidenziali ed amichevoli che vi mando, perché si pubblicano parola per parola ne' vostri giornali, travisando ogni mio sentimento. Sapete come me la tirino da lungo tempo, e cerchino ogni mezzo per screditarmi. Tutto si può soffrire, ma la taccia di non sentir io italianamente è tale che se lo scrittore osasse mostrarsi in fronte e firmarsi, non finirebbe con una semplice alzata di spalle, vi giuro.
L'opera di Governo nell'isola è, invece, trattala in cinque lunghi rap­porti di Francesco Crispi e in tre di Agostino Depretis, sempre del luglio 1860, tutti autografi.2)
In quello stesse mese Enrico Cialdini scrìve una lettera plaudente da Bologna; Kossuth espone i problemi dei volontari ungheresi e Ott quelli dei
i) Vedila in Diario prlvata-politico-miUiare dell'ammiraglio C. Di Persano nella cam­pagna navale degli anni 1860 e 1861, parte I, 3* ed., Torino, Arnaldi, 1870, p. 92.
2) Del primo ricordiamo altra lettera del 9 ottobre 1863; del secondo due del dicem­bre 1861.