Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno
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1973
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pagina
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292
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292 Libri e periodici
R H abeti t sua fata tibelM, scrìsse Marco Valerio Marziale e, salvo poche eccezioni* il destino dei libri che trattano di educazione non sembra essere particolarmente felice. Voglia il cielo che dopo ave*, scorso questo libro, il lettore non ài penta di aver imparato a leggere e non danni il giorno in cui io imparai a scrivere (p. 5), Ed un lettore, desi* deroso di conoscere il reale contenuto e lo svolgimento dell'istruzione, non si pentirà certamente di essersi accostato alle meditazioni del Cipolla che, se per un verso riesce a far parlare le statistiche con persuasivi e illuminanti confronti, per l'altro alla luce di un'amplissima bibliografia sottilinea il nesso esistente tra il fatto economico e il patrimonio culturale, tra i bisogni primari delle popolazioni e lo sviluppo dell'alfa lietismo in Occidente che risulta ancor oggi più istruito di qualsiasi altra parte del globo. Per millenni, l'arte dello scrivere e del leggere restò monopolio di élite*. Attorno al 1750 d. Cr.. agli inizi della Rivoluzione industriale, erano trascorsi quasi seimila anni dalla prima rudimentale comparsa dell'arte dello scrivere. Eppure, più del novanta per cento della popolazione mondiale continuava ad ignorare quest'arte (p. 4). Ma entriamo più direttamente in argomento.
Tracciando un rapido disegno dell'istruzione dai tempi classici al XIX secolo, con esplicito riferimento ad alcuni momenti nodali, alla differenza di fondo tra mondo moderno e medievale (l'uno regolato dalla parola scritta e stampata, l'altro dalla cerimonia e dal fasto), allo sviluppo di una civiltà urbana verso il XII sec. e alla crescente domanda di istruzione, il Cipolla indica il livello d'istruzione, il tasso di scolarità (il 40 a Firenze), il progressivo diminuire dell'analfabetismo che verso la fine del '400 caratterizzano l'Italia, il Nord-Est della Francia e i Paesi Bassi rispetto alle rimanenti regioni dell'Europa; ma un vero e proprio salto di qualità (nascente dal cambiamento quantitativo, tale da essere definito col termine di rivoluzione) si ebbe soltanto dall'età del Rinascimento in avanti, con l'invenzione della slampa a caratteri mobili, l'opportunità civile e morale di un'istruzione diffusa (istruzione come bene di consumo, oltre che investimento), l'importanza della lettura della Bibbia e del * dovere d'istruirsi secondo il protestantesimo, il trionfo della lingua nazionale ecc., così che alla fine del '600 vi era slato un notevole sviluppo dell'istruzione, anche se non erano mancati periodi di stasi o di regresso (in Germania, guerra dei trent'anni; in Inghilterra, guerre civili; in Spagna, disfacimento politico ed economico ecc.). D'altra parte il Cipolla sa bene quanto sia difficile passare da un'analisi puramente descrittiva ad una valutazione quantitativa del fenomeno dell'analfabetismo, specie se si tien conto che, intorno alla metà del XIX secolo, circa la metà della popolazione adulta europea non sapeva né leggere né scrivere; il che sembra contrastare con le precedenti affermazioni di un ce notevole :svb-Utppo dell'istruzione dal Rinascimento in avanti. In verità, se si considera che nell'Europa prima del mille la percentuale degli adulti alfabeti non doveva oltrepassare il 2 ",'o, e 'Ile il progresso accennato ebbe carattere principalmente urbano, si conclude che si erano andati formando due (tipi di) culture (urbana, essenzialmente alfabeta; rurale, essenzial' mente analfabeta) e che a voler avanzare delle ipolesi sulla base di varie indagini a campione gli analfabeti rappresentavano (nel '600) il 55-65 della popolazione adulta nell'Europa protestante, e il 70-85 nell'Europa cattolica, mentre Inghilterra e Olanda erano probabilmente i due paesi col più alto grado di istruzione, intorno al 1700.
Stando a qualche statistica (firme per matrimonio, nei registri parrocchiali) e ai molti scritti sul problema dell'educazione nel '700, non tutti i paesi ebbero a progredire in modo uniforme nel campo dell'istruzione che vide uno sviluppo maggiore In Francia rispetto all'Inghilterra, ove la rivoluzione industriale al primo stadio come a non richiese quote rilevanti di capitale (isso, cosi non richiese neppure capitale umano di alto livello , provocando un ristagno dell'educazione popolare fino alla metà dell'800, mentre l'economia si espandeva. Notevole infine in Germania ed Austria l'interesse pei problemi dell'educazione, con l'obbligo di frequenza scolastica per tutti i bambini (1763-1774), con Io diffusione dell'alfabetismo base della felicità, mentre scarsi progressi avvenivano in Spagna, Portogallo, Italia, Balcani e Russia, e mentre si incominciava a di-. scutere sulla opportunità o meno (e sul vantaggio o meno per hi società) di una istruzione generale che coinvolgesse ogni classe sociale della città e del contado. Se era talora presente la preoccupazione che l'aumento del sapere favorisse l'insubordinazione delle