Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
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1973
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pagina
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298
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Libri e periodici
In questo quadro in etti pure non sono perai di vista né i complessi rapporti con Roma, né i tentativi, allora prematuri, ma carichi di significato per l'avvenire, di una confederazione italica che, superando il frazionamento politico-territoriale, ponesse fine allo stato di endemica debolezza della penisola volto a e rimuovere... idolo attardatisi nella vicenda storiografica di oltre un secolo e mezzo! (p. 11), assumono particolare rilievo i responsabili della politica napoletana di quegli anni: da Ferdinando IV e Maria Carolina al Sambuca, al Caracciolo, all'Acton. Fra tutti, il miniatro forestiero ne esce con una dimensione morale e politica più giusta e attendìbile, rispetto a quella tramandata da un'interpretazione spesso fondata sul malanimo, la partigianeria o il pettegolezzo della corte.
Il volume, che raccoglie lavori composti in un arco di tempo compreso tra il 1934 ed il 1972, ai quali si aggiunge un'appendice con notizie biografiche su Luigi de Medici e la presentazione di alcuni documenti dell'anno di Campoformio. ba infine il pregio, non indifferente, di offrire all'attenzione dello studioso un ricco materiale documentario, tanto più prezioso dal momento che molti degli originali andarono distrutti nel corso degli eventi del secondo conflitto mondiale (p. 7).
CAKI.O VEHDUGCI
ti giornale di Vienna di Giuseppe Acerbi (settembre-dicembre 1814), a cura di MANLIO GABRIELI; Milano, Casa editrice L'Ariete 1972, in 8 pp. 218, con taw. ili. L. 5.000.
Non tanto per ritornare sulla figura di Giuseppe Acerbi, che suscitò discordi pareri nel secolo scorso e contrapposti giudizi da parte degli storici, quanto per indicare come si possa vivere per qualche mese nell'atmosfera di un congresso come quello di Vienna (sia pur soltanto agli inizi) senza comprendere a pieno l'importanza di un evento che avrebbe condizionato circa mezzo secolo di storia europea, segnaliamo la recente pubblicazione di un breve diario inedito, curato con particolare diligenza del Gabrieli, il quale come ha scrupolosamente corredato di note il testo, così ha premesso un profilo biografico e una breve presentazione del manoscritto. Tracciando un nitido profilo del viaggiatore, poligrafico, direttore della Biblioteca Italiana, console in Egitto, il G. ripercorre un itinerario, per nodi esemplari, di una vita assai ricca di vicende e di problemi e sembra preparare una vera e propria biografia, sulla base di carteggi inediti, di recenti edizioni ecc., in luogo delle poche pagine che all'Acerbi vennero dedicate in passato dal Luzdo e da altri studiosi. Per tornare al diario, che in modo schematico ci presenta il panorama di una città, capitale dell'impero, ricca di musei e di biblioteche, particolarmente viva nelle sue stagioni d'opera e di teatro, è da dire che esso è più vicino a un < primo resoconto di viaggio (in vista di una successiva elaborazione) che non ad un tentativo, sia pur sommario o provvisorio, di ce lettura storico-politica degli avvenimenti. Tanto più che l'Acerbi si era spinto a Vienna soprattutto con l'intento di riprendere la carriera diplomatica (venne di fatti nominato console generale austriaco a Lisbona), di togliersi dal volontario isolamento durato una decina d'armi, di fare una rentrée sulle ecene del mondo, che fosse all'altezza delle sue ambizioni, mai sopite (p. 16). Le scarse annotazioni di carattere politico (ad es. p. 58; p. 93; p. 128) riguardano piuttosto riflessioni e discorsi di altri (Aldini, arciduca Carlo, arciduca Giovanni ecc.) che non osservazioni personali intorno alle vicende del tempo, o al conrinciaineoto del congresso, o alle figure dei protagonisti della politica europea; di un qualche interesse risulta invece la descrizione delle feste, dogli spettacoli teatrali, dei palazzi viennesi, di qualche luogo pittoresco: H Praier è il più bel bosco che veder si possa vicino a una grande città. Non ne conosco alcuna che ne possegga uno più bello. Il Bois de Boulogne, vicino a Parigi, non è così maestoso né così variato. La rivoluzione l'aveva quasi distrutto. I rami del Danubio rendono questo più variato. I contorni di Vienna, che si presentano di lontano a dritta sulle alture del Landstrosse, formano un abbellimento pittoresco, che dona i-nfi-nitamente a questo luogo. Le piante sono annose e superbe. Bellissime querele e pioppi