Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno
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1973
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pagina
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305
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Libri e periodici
305
sione, che ha recato nel convegno un avvertimento tanto incisivo e pertinente, nella sua rude concretezza, quanto disatteso nel complesso, perché è difficile applicarlo; che ogni storia del giornalismo è soltanto vuota (e spesso deformata) successione di episodi, se l'occhio non è attento a seguire dietro gli articoli di fondo, oltre il notiziario, al dì là della veste grafica le vicende economiche del giornale, il grado di diffusione, le fonti di finanziamento, i costi, i bilanci, la pubblicità, le influenze, i rapporti col poterò pubblico.
Si deve ammettere che, per quanto lo riguarda, il Nasi ha cercato di sondare questo retroscena nel giornalismo democratico e la scelta di Bertani è stata opportuna perché era forse l'uomo più preoccupato di dare alla democrazia italiana una base di forza organizzativa ed economica, una leva di contropotere, senza però veramente riuscirvi:. Lo dimostra la stessa relazione del Nasi, che, partito alla ricerca di un'avveduta costruzione editoriale col suo retroscena finanziario, ha evidenziato in fondo la cronica povertà della democrazia italiana in quegli anni lontani, tra tanti conati, appelli e provvisori tamponamenti. Se la ricerca si fosse volta in altre direzioni politiche, più suscettìbili di intrecci coi vivi interessi del tempo, sarebbe stata più fruttuosa, ma ha comunque un suo valore come documentazione delle modeste esperienze organizzative e finanziarie del giornalismo di estrema sinistra in quel tempo.
Alfio Carrà, nell'unico intervento espressamente dedicato al meridione, ha delineato la differenza tra la zona occidentale della Sicilia, ebe maggiormente rivendicava l'autonomismo regionalistico, e quella orientale, meno sensibile a questo tasto (anche per una' logica di decentramento da Palermo) e più meline alle rivendicazioni sociali, che egli ha colto attraverso l'analisi del locale giornalismo operaio.
Glauco Licata ha analizzato per le varie regioni il contrasto avvenuto in seno al giornalismo cattolico tra posizioni condliatoristiche od intransigenti, approfondendo le diverse sfumature di questi due atteggiamenti generali e decantando le posizioni prettamente cattoliche dagli ofTìancamenti legittimistici e conservatori di varia indole. Della stampa cattolica si è pure occupato Andrea Lazzari ni, che ne ha rilevato le dimensioni per ninnerò di testate e per impegno di collaborazioni.
Diego de Castro ha misurato statisticamente lo spazio dato ai vari argomenti dalla stampa italiana di allora e di oggi (assumendo per il confronto gli anni 1868 e 1965), e ne ha dedotto l'interesse della massa perché è partito dalla premessa che la stampa sia specchio e non faro rispetto al pubblico dei lettori. La premessa è tuttavia discutibile dato il complesso giuoco di reciproca integrazione tra i due elementi.
Ultimo argomento è stato l'alpinismo, brevemente curato da Ernesto Lavini. Seguono le efficaci riproduzioni, su carta lucida, tratte dai giornali piemontesi, e gli indici dei nomi e dei gornali.
Le relazioni sono corredate con note bibliografiche.
BRUNO Di PORTO
CABLO CARDARELLI, // tSor Antonio* (Antonio Orsini Pioniere delle Scienze Naturali); Fermo, La Rapida, 1971, in 8, pp. 100. L. 1.500.
Un buon secolo fa moriva in Ascoli Piceno un ottuagenario benemerito della Patria e della scienza: il aen. Antonio Orsini per i dotti italiani e stranieri, semplice-niente il tSor Antonio* per i concittadini e gli amici che riavevano carissimo apprezzandone grandemente la bontà e il sapere.
Vissuto dal 1788 al 1870, l'Orsini fu un valente farmacista passato indenne, ma non passivo ed inerte spettatore, attraverso le perigliose vicende che, dalla fine del secolo XVIII al XIX ben inoltrato, fruttarono all'Italia l'unità e l*jndipendenza sognato da quella nobilissima schiera di patriotti coi anch'egli appartenne.
In Ini trova cosi conferma e sa impersona la tradizionale figura del farmacista cospiratore, che, nei sicuri recessi della sua bottega, fabbricando e vendendo pillole, sciroppi, 'liquori pregiati, acque salutari, balsami e femminili cosmetici e altri specifica della ristretta farmacopea del tempo, teneva fisso l'occhio esperto e il cuore ardente alla politica dell'ora, mirando alla redenzione della Patria. Intanto, alla