Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1973>   pagina <306>
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306 Libri e periodici
vendita e allo faccio delle ricette, con perizia e sollecitudine, attendeva la bella e brava consorte dello speziale, la buona Marietta Atti, bolognese, conosciuta dall'Or­sini all'epoca degli studi universitari e poi da lai stesso istruita nella scienza farma­ceutica per procurarle il regolare diploma d'abilitazione all'esercizio professional*:. da lei conseguito con lusinghiera patente rilanciata dal Protomedico romano a norma di legge. Cosa, però* assai rara in un'epoca in cui. della donna professionista non s'era trovato lo stampo. Affidata, in tal modo, la farmacia in buone mani, il marito attendeva a ben altro che agli unguenti, ai cerotti e agli specifici salutati in un tempo in cui le ricette venivano Quasi tutte confezionate dallo speziale e pochi erano in com­mercio i medicinali già preparati per l'uso. Egli era, insomma, un bel tipo di scien­ziato impegitatissimo negli studi più vari, ma di suo gusto, ognora intento alla ricerca di utili applicazioni relative alla chimica industriale e sempre a zonzo, a scopo di studio, per monti e per valli (appassionatissimo ed infaticabile alpinista qual'era), senza per questo rifuggire dalle amichevoli conversazioni in seno alle quali primeg­giava per arguzia e piacevoli trovate.
Appassionato naturalista com'era, si applicava allo studio delle scienze senza risparmio di tempo, di denaro, di fatiche, mettendo a profitto l'ingegno sagace di cui era dotato ed impegnandolo in una multiforme attività. Così l'Orsini si approfon­diva in più rami del sapere: chimica industriale e agraria, botanica, geologia, mine­ralogia e cent'al tre affini discipline gli erano familiari e gradite occupazioni, inte­ressandosi persino dell'arte pirotecnica da lui forse esercitata per diletto e curiosità, ma che, meglio delle altre abilità, contribuì ad assi curargli larga fama fra il popolino entusiasta dei fuochi artificiali, piatto forte delle sagre religiose del centro-meridionale italiano anche ai nostri giorni e spesso, purtroppo, non senza dolorose conseguenze come eventi recenti hanno dimostrato. Memorabile rimase, ad esempio, lo spettacolo da lui apprestato in Ascoli nel maggio del 1857 in onore di papa Pio IX in visita uffi­ciale ai centri maggiori del recuperato Stato ecclesiastico. Anni prima (nel maggio 1849) era stata affidata all'Orsini la sovrintendenza alla poca artiglieria e alla prov­vista della polvere e dei relativi proiettili adoperati durante la vigorosa difesa di Ascoli contro l'insorgenza papalina, egregiamente sostenuta dai patrioti del luogo, in seguito capeggiati dal Commissario straordinario Felice Orsini inviato in loro soc­corso dal Governo triumvirale al comando di scarse forze militari e, quello cb'è peggio, troppo tardi perché l'energico patriota romagnolo potesse svolgere un'efficace azione repressiva. In quella critica circostanza, i due Orsini si conobbero e apprez­zarono reciprocamente: è anzi voce di popolo che il farmacista ascolano insegnasse all'ardito patriota la micidiale miscela delle bombe che anni dopo lo resero tragica­mente famoso per l'attentato di Parigi: diceria non sappiamo quanto rispondente a verità. Certo è questo che, in quel fatale 1849, il nome dell'Orsini ascolano era abba­stanza conosciuto in Italia e come valente studioso e come fervido liberale, per l'as­sidua e attiva partecipazione ai Congressi degli scienziati, vera assise del patriottismo, per mezzo 'dei quali aveva stretto personale conoscenza con noti esponenti liberali come il Pilla, il POETO, il Puccinotti, il Bonaparte, per tacere di molti altri di non minore importanza per dottrina e indiscusso amor patrio. C'era stata anche la gene­rosa e volontaria partecipazione (malgrado i sessantanni d'età) alla campagna lom­bardo-veneta del 1848 militando coi Crociati pontifici insieme con i quali si era tro­vato impegnato nei combattimenti di Cintatone, Treviso, Vicenza, come rilevasi dal­l'affettuoso e interessante carteggio mantenuto con la consorte e molto opportuna­mente riportato nel lavoro che stiamo esaminando.
Infaticabile escursionista e pioniere dell'alpinismo a scopo scientifico alla Stoppani, erborista, geologo, mineralologo espertissimo, l'Orsini ebbe la gioia di scoprire, studiare, denominare diversi esemplari di fossili, conchiglie, piante, insetti fino allora ignoti ai naturalisti con molti dei quali mantenne un nutrito e amiche­vole carteggio per il reciproco vantaggio dell'arricchimento delle proprie raccolte e delle etesse conoscenze scientifiche. La maggior porte dei corrispondenti dell'Orsini erano professori universitari o direttori dei musei e degli orti botanici dei principali atenei italiani e stranieri.