Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1973>   pagina <307>
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Libri e periodici 307
Di particolare interesse per il miglioramento delle colture agrarie della zona ascolana fu l'istituzione fatta dall'Orsini di due ben provvisti orti botanici e vivai arborei : l'uno di carattere montano, a Gavareppo nei dintorni di Mozzano nella te­nuta del conte Giuseppe Rosati Sacconi (patriotta del '31), l'altro, specializzato in giardinaggio, nell'assolato e dolce declivio della villa dei marchesi Silvestri (ora Ni colaj) a Centobuchi di Monteprandone, rivelandosi vero precursore di quella che. più. tardi e su scala nazionale, sarà l'attività dei fratelli Ingegnoli e degli Sgaravatti.
Lo studio dell'erboristeria e della botanica portò l'Orsini alla ricerca del mi* glioramento dell'economia agraria determinando quali fossero le coltivazioni di mag­gior rendimento in relazione alla natura dei terreni della provincia ascolana, spesso in pieno contrasto con le piantagioni tradizionali e poco redditizie del luogo. Molto si applicò allo studio delle malattie di alcune piante (gelso e vite in particolare) stu­diandone e additandone efficaci rimedi agli agricoltori spiegati da semplici e chiare istruzioni da lui dettate e largamente diffuse dalle autorità del tempo con lodevole sollecitudine. Molti, come vedesi, i titoli di merito di questo pairiotta e scienziato ascolano cui è stata finalmente dedicala la monografia di mona. Carlo Cardarelli, nelle cua. mani e pervenuto il cospicuo carteggio scientifico dell'Orsini comprendente mi­gliaia di lettere delle quali ei sarebbe desiderato, in appendice, almeno l'elenco no­minativo e quantitativo relativo ai singoli corrispondenti.
Ci sia permesso di esprimere il voto che la civica amministrazione ascolana metta una buona volta a disposizione della cittadinanza e degli studiosi il ricchissimo materiale del Museo di storia naturale che già fu dell'Orsini e da lui legato per te­stamento alla città natale, che, in un intero secolo, non ha saputo utilizzarlo né u scopo di studio, né di richiamo turistico, come avveniva quand'era vivente l'illustre e benemerito fondatore.
ENRICO LIBURDI
LOUIS GIRARD, ANTOINE PROST, RÈMI GOSSEZ, Les conseitlers génénmx en 1870 (Publi-cations de la Facullé des Letbres et Sciences Humaànes de Paris-Sorbonne, Recher-ches, XXXIV); Paris, 1967, in 8, pp. 216. Fr. 29,00.
Con involontario ritardo si dà qui notizia di uno studio statistico d'un personale politico dedicato a ce scoprire la realtà sociologica e l'incidenza politica dei consigli generali francesi, queste assemblee di t abitanti principali prospettate dalla Còsti* tuente, irrobustite all'ombra delle prefetture napoleoniche, significativamente trascu­rate dal costituzionalismo borbonico, altrettanto sintomaticamente riscoperte e rivitaliz­zate dal dottrinarismo d'opposizione alla Guizot (il cantone come alternativa al cir­condario e come controllo sul prefetto) nel senso di una loro progressiva ruralizza* zio ne sociale, mercé una cooptazione di fatto a mezza strada tira elezione e designa­zione, una palude di notabili che s'interpone tra il popolo sovrano ed il dispotismo bonapartista, e che in taluni campi, l'istruzione primaria o la rete ferroviaria, è in grado effettivamente di far evolvere la situazione in un senso piuttosto che nell'ali ro, sempre peraltro nell'ambito di un radicalismo generico, di un opportunismo sostan­ziale, di ciò insomma che a fine Ottocento si chiamò repubblicanesimo alla Meline, e di cui gli A A. ricostruiscono qui pazientemente le origini al tramonto del Secondo Impero.
Tale ricostruzione e preceduta da una critica metodologica delle fonti, qui più che mai delicata e sfuggente, in quanto il politicismo delle raccomandazioni prefettizie, la professionalità, per così dire, di certe vocazioni alla muirie, il ruolo non solo pre­ponderante, ma schiacciante, della terra e della rendita nella valutazione della fortuna economica del candidato, tutto ciò minaccia ad ogni momento di alterare i connotati rappresentativi della ricerca, ri ducendo la ad una pura e semplice elencazione statistica, senza aggancio con la realtà provinciale francese degU anni sessanta.
Né si può dire, aggiungiamo di passata, che i criteri estremamente sottili e tor­tuosi adottati dagli AA. per classificare le nuancés 'politiche e le couches sociali dei consiglieri giovino a semplificare il colpo d'occhio al di là della circolare governativa