Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
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1973
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pagina
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308
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308 Libri 0 periodici
7 grugno 1870,- òhe* con un semplicissimo badiale ma quanto meno apprezzabile, discrimina i candidati esclusivamente alla luco dell'adesione o meno tdVEmpire Uberai, confinando in tal modo all'opposizione soltanto ì repubblicani puri, ed irreggimentando moderati e clericali nella maggioranza bonapartista.
Pretendere infatti d'introdurre una distinzione irrevocabile tra negozianti, uomini di legge e redditieri, significa voler sovrapporre una razionalizzazione arbitraria su una realtà che appunto nel suo interno interscambio estremamente variopinto e cangiante rinviene i motivi della sua autenticità più o meno decifrabile.
Comunque ciò sia, la tripartizione è grosso modo quella che abbiamo indicato, con una certa netta prevalenza dei funzionari sugli uomini d'affari in senso stretto, e ciò, si badi, con una stabilità di reclutamento sociale che persiste pressoché inalterata lungo tutto il ventennio del Secondo Impero, ed anzi, nel milieu, se non propriamente nelle persone fisiche, risale ben addietro nella monarchia di luglio, a porte l'effervescenza quarantottesca ben comprensibile degli avvocati, a cui fa riscontro un'eclisd altrettanto temporanea e giustificabile dei funzionari, che in seguito vanno progressivamente irrobustendo le loro posizioni, in parallelo con quel l'aristocrazia che si manterrà a lungo vitale e combattiva, ancora ben addentro la Terza Repubblica.
Medici e notai, viceversa, costituiscono lo strato economicamente più mediocre in ima gerarchia sociale che si solleva fino alle più alte fortune di Francia (non per nulla essi costituiscono una delle piattaforme di mezza cultura più dure a morire nel radicalismo repubblicano e nell'ottimismo posi ti visi eg piante di fine secolo) e nella quale l'individualismo dei proprietàri, come tali più che come ceto, la crescente prevalenza dei finanzieri sui commercianti, la compresenza della rendita fondiaria con l'impresa capitalistica, rappresentano sfumature di una notabilité de fortune dinanzi a cui la capacité è legata essenzialmente all'esercizio prestigioso ed ininterrotto del potere politico (che viene dunque a rivestire una funzione di contraltare fine a se stesso, di alternativa professionale alla cultura ed alla ricchezza).
Naturalmente, anche la semplificazione che gli AA. tentano d'introdurre nell'ambito della capacité a livello locale e nazionale (sindaci e deputati) non finisce di persuadere, se non altro perché estromette la categoria difficilissima ed influentissima dei grandi elettori, senza dubbio non trascurabile in una società notabilare come quella qui delineala (lo stesso industriale che, a livello di cantone, non supera il rango di alto artigianato, è in sostanza un grande elettore, ed esempi analoghi non mancano). Lo studio geografico delle professioni e delle fortune dei consiglieri generali conferma il significato sociologico-ambientale, e quindi in lato senso culturale, più che strettamente politico, del presente lavoro, quei medici e notai che, a livello di notabilità di villaggio, si affollano a nord della Garonna e nel Massiccio Centrale, quegli avvocati che predominano a sud di una linea immaginaria che vada da Rocbefort a Ginevra (sembra la geografia elettorale del radicalismo francese fino ai nostri giorni!), la scarsezza corrispondente dei proprietari, la diffusione dei funzionari un po' su tutto il territorio nazionale, la nobiltà accentrata a Parigi e nelle grandi regioni storiche dell'Ovest come fenomeno d'opinione e d'influenza presente a livello notabilare più che in quello tradizionale delle armi (e fenomeno, si badi bene, fortemente politicizzato, nelle consuete sfumature legittimistiche e clericali della Bretagna, della Lingua-doca, della valle del Rodano, ed in quelle orleaniste massicciamente legate al censo e ad un vaghissimo liberalismo).
Tn questo panorama vario e mosso, che ci ripresenta ancora una volta la vitalità fascinosa della provincia francese, più che nelle classificazioni tipologiche precedentemente accennate, è il pregio effettivo di questo lavoro, che in tei seneo (e le cita* rioni, da Taine a Zola, non mancano) si definisce anche come un documentarissimo sottofondo storico per una stagione gloriosa delle lettere francesi.
RAFFAELE COLAPIETBA