Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno
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1973
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pagina
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309
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Libri e periodici "309
Da /Ionia Capitate e Vinorili Veneto (Biblioteca storica piacentina, 35); Piacenza, T.R.P., 1971, in 8", pp. 208. L. 3.000.
Il titolo denuncili l'ampiezza del tema entro i limiti estremi di due grandi eventi risorgimentali: Roma finalmente e decisamente divenuta Capitale di una libera nazione! e la Vittoria che di quella nazione ha consacrato nella realtà di ieri e nella fede del domani i suoi naturali confini.
Escono tuttavia da questa limitazione cronologica quattro studi (pp. 65-93) che riguardano il periodo della terza guerra del Risorgimento, e rhe sono naturalmente legati al elima ed alla vita di Piacenza in quel 1866; e cioè hanno riferimento alla illustrazione dello spirito pubblico della città (relatore Giuseppe Salvatore Manfredi, presidente del Comitato Piacentino del nostro Istituto)f alla indicazione di quegli orientamenti politici moderati di quella popolazione rhe furono una caratteristica particolare (relatore Giuseppe Berti), alla rievocazione dei combattenti di quell'anno, cioè dei circa 400 volontari, dei caduti e dei feriti e mutilati di cui viene dato, quando è possibile, un cenno biografico (breve studio di Dante RabittO, ed in fine ad altra breve precisazione che riguarda lo stato di fatto della Fortezza di Piacenza ed i provvedimenti adottati (studio di Serafino Maggi).
Nella impaginazione del libro questi quattro studi sono, per cosi dire, centrali, giacché il libro medesimo viene aperto dagli studi riguardanti il 1870.
Primo di essi vivace e penetrante è di Corrado Sforza Fogliarli che ci fa veramente sentire quale era lo spirito pubblico a Piacenza nell'anno in cui le ultime titubanze cedono ad una decisione indeclinabile.
Seguono alcune pagine tratte da un manoscritto del senatore Giuseppe Mischi f 1817-1896), noto particolarmente nel campo delle discipline economiche, il quale espone interessanti opinioni e tante previsioni anche a proposito di una non lontana Roma Capitale.
Ancora uno studio ben costruito su autorevoli testimonianze, di G. S. Manfredi che tratta dell'atteggiamento di uomini politici piacentini in merito alla Questione Romana . E poscia la segnalazione di una pagina del patriota Giovanni Pagani estratta da un pregevole ms. conservato nella Biblioteca Comunale della Città, e che ha particolare riferimento ad un moto mazziniano del 1870 di cui lo stesso dott. Pagani è stato magna pars.
Codesta segnalazione è di Ettore Carri che opportunamente indica la possibilità e l'utilità di ulteriori e più ampie ricerche e considerazioni, sulla scià di altri studi che riguardano appunto i fermenti mazziniani di quell'anno nel quale a proposito di fermenti, di opposizioni e di violenze la breccia meno penosa è forse quella di Porta Pia.
Le poche pagine che seguono e chiudono la panoramica di Piacenza del *70, sono di Dante Rabitti, già ricordato, e sa riferiscono ad aspetti e valori letterari e musicali della città tanto ricca di tradizioni. Poscia separatamente ed in una pagina sola vengono ricordati i Piacentini che ebbero parte nella Campagna di Roma.
In quella parte del libro che nella composizione tipografica figura in posizione centrale!, si può collocare un ampio studio di Emilio Nasa!li Rocca che all'opera ha efficacemente collaborato anche come Presidente della Sezione Piacentina della Deputazione Parmense di Storia Patria.
Lo storico che tanto eccelleva per sicura e vasta dottrina, ha offerto qui un'altra prova del suo valore scrivendo sui Giuristi piacentini e parmensi nel processa di unificazione e nelle prime esperienze legislative della nuova ltalin.
U tema (svolto nella misura di quaranta pagine) non ere nuovo per l'A., ed altre Bue pubblicazioni possono essere considerate come tappe di avvicinamento. Qui naturalmente si procede con ordine logico e cronologico esaminando ed analizzando nei diversi rispettivi valori l'apporto e le caratteristiche di patrioti e giuristi che per vari e probanti motivi dobbiamo vedere nella corrente dei pensatori ed attori piacentini e parmensi. Essi ebbero parte significativa nel dare vita alla legislazione dell'Italia appena nata a