Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1973>   pagina <310>
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J10 Libri e periodici
nazione, cioè ad unificarla, a sistemarla senza indugio, senza indulgere ad interessi par­ticolari, nella grande idea già divenuta realtà: la Patria.
Segue ora il gruppo di studi che sono da valutare some celebrazione delie Vittoria (1918). E qui ai rinnova in esordio come atei precedenti gruppi, la preoccupatone di far conoscere l'ambiente, ossia il pensiero, la passione, le contrastanti aspirazioni del popolo durante il grande conflitto. Il compito di scrivere sullo spirito pubblico a Piacenza durante la guerra 1915-18 è stato affidato a Serafino Maggi che procede con rapidità sintetica, cogliendo dalle testimonianze più. vive, le più evidenti motivazioni atte a concludere ohe Piacenza è stata in quel tempo degna del suo tradizionale amore pa­triottico.
Segue Dante Rabitti che raccoglie ancora una volta in un discorso che supera di poco una elencazione numerica e nominativa le notizie relative ai caduti e deco­rati piacentini nella guerra; mentre Giuseppe Salvatore Manfredi detta una succinta ma efficace biografìa della Medaglia doro Alessandro Casali.
I compilatori di un volume dedicato al patriottismo piacentino, non potevano dimenticare, e non hanno dimenticato, il reggimento dei Pontieri del Genio che ha sempre avuto stanza nella città; e quindi Vittorio Buzzetti, colonnello in quell'arma che di tanto eroismo e di alta capacità tecnica ha dato prova, dedica ai Pontieri nove pagine narrative ordinate, precise ed opportunamente suddivise in brevi paragrafi.
Ancora rapido e con le stesse finalità è il discorso tenuto da Almerico Jacobucci sulla Brigata Piacenza nella guerra. Particolare doloroso : il relatore mentre leg­geva questa sua comunicazione, decedeva per grave collasso .
Non è stato dimenticato il prezioso contributo Della Croce Rossa e delle donne piacentine nella guerra ; e Carmen Artoccini ne fa parola precisando circostanze, e facendo cenno a persone che più hanno dato.
Le ultime pagine del volume offrono il ricordo di Giuseppe Manfredi nel Cinquan­tenario dello morte, e (tema affine) uno scritto su Politica, società, coscienza morale, nel decennio 1860 in un manoscritto di Giuseppe Manfredi. Ne sono autori rispettivamente Emilio Nasalli Rocca e Giuseppe Berti, i quali superato l'indirizzo celebrativo ci riportano alla storia, alla biografia severamente intesa, e quindi costruiscono e fanno rivivere nel suo obiettavo interesse culturale e morale, la figura dell'illustre patriota e del giurista cosi ricco di dottrina, sempre fermo nel solco delle grandi tradizioni, e difen­sore della umana personalità.
PIEBO ZAMA
ROMOLO MURBI, La Vita Nova (1895-1869), a cura di FRANCESCO MARIA CECCHINI; Roma. Edizioni di Storia e Letteratura, 1971, in 8. pp. 504. L. 9.000
La ristampa in volume del periodico La Vita Nova di Romolo Murri è associata naturalmente a quella del Carteggio (voli. I e II) curata da Lorenzo Bcdeschi negli anni 1970 e 1971; ed un passo avanti sarà compiuto con la pubblicazione degli Scritti dal 1898 al 1906, affidata a M. GUASCO e P. GRASSI.
Pertanto verrà o meglio ritornerà alla ribalta in tutta la sua luce ed in tutta la sua dimensione la figura e l'opera politica sociale e religiosa del prete marchigiano che negli ultimissimi anni del secolo scorso e nei primi lustri del nostro rappresentò indub­biamente e generosamente quell'ansia del nuovo e dal meglio, quella volontà di rinno­vamento delle coscienze e dei; costumi, che sono privilegio di ogni nuova generazione, e precisamente di quella minoranza che avverte la decadenza dell'altra, ossia di quella già provata dalla esperienza vissuta, e colpita da inevitabili fallimenti.
Questo volume meno difficile come raccolta documentaria, ma non meno arduo per una adeguata presentazione ed interpretazione, ha avuto le curo di Francesco Maria Cecchini che durante hi lettura delle 30 pagine introduttive (compresa VAvvertenza) ci è sembrato ancora giovane e doverosamente preoccupato di trovare nel folto della boscaglia un sentiero od i sentieri, appunto per introdurre e giovare al camminare degli altri, cioè dei lettori. A raggiungere tale fine indubbiamente Ita contribuito anche un suo Dizionàrio biografico (biografie degli esponenti de a La Vita Nova ), che noi abbiamo