Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno
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1973
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pagina
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312
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312 Libri e periodici
sto, e doveva rimanere, fedele. Della onestà e serietà intenzionale si ha la prova se ce ne fosse bisogno nelle ultime pagine del libro dove egli si dà pren uni di offrire ulteriori a suggerimenti per ulteriori letture
Ma ora, arrivati alle ultime pagine, siamo tentati di risalire a riti* per soffermarci a pagina 28 dove troviamo Vubi dal quale la problematica con I* relative componenti ideologiche ha succhiato l'ispirazione. Da quelTuòi si intravvede la meta che si vuole raggiungere.
Difatti si muovono i primi passi dichiarando fuori corso le formule usuali di una <t guerra per Trento e Trieste e per la libertà ecc. ecc. . La guerra del 1915*18 non e più la v nostra guerra , ed è blasfemo indicarla sia pure per limitati aspetti come quarta guerra del Risorgimento italiano.
Codeste stradìcciole su cui ha marciato sin qui una storiografia balorda, hanno adesso il disco rosso: transito vietato. C'è in compenso una strada maestra a senso unico, dove i cartelli annunziano ai cervelli che la guerra 1915-18 è stata te il momento rivelatore della storia dei rapporti tra le elassi . il <t punto di osservazione sulla dinamica e la conflittualità (interna e interstatale) dei moderni Stati industriali .
Questa è la scoperta della storiografia! Milioni e milioni di ragazzi di allora che vivevano in quel momento rivelatore (e morivano), si trovavano prwisamente in quel punto di osservazione ; e, dice Pascarella, a manco lo sapevano1].
Di conseguenza noi, oggi, che ne facciamo di quei xagazzi di alleva? Oggi oc che fan qui tante peregrine cappellerie votive a loro ricordo, e tante commemorazioni, e tante lettere-testamento, e tanti altri residui emotivi? Cbe rapporto hanno con la storia?
La storiografia può tutt'al più tollerare i nomi di Trento e Trieste, di Isonzo e Piave, di Carso e Montegrappa, e trangugiare persino il nome Italia, ma ad una condizione, e cioè che dalla testa ai piedi siano coperti dal mantello della geografia.
Quanto ai ragazzi e non ragazzi che si illudevano di essere gli eredi ed i continuatori di una storia d'Italia, che volontari o no caddero, quanto a quei ragazzi si tratta di ridimensionarli storiograficamente. No, non erano creature e tanto meno creature umane, ossia anime, ma semplici robot verniciati in grigio-verde, i quali e nell'Europa del XX secolo si sono lasciati irreggimentare nel giro di poche settimane da codici militari ottocenteschi e da sistemi di coercizione di spietato rigore .
Inoltre si potrebbe aggiungere ad ornamento della problematica qualche corollario, e cioè si potrebbe, per esempio, dimostrare che quali robot sono ce caduti a terra per difetti dell'ingranaggio. C'erano purtroppo anche allora i fornitori militari che frodavano il governo, che rubavano sulla pelle del proletariato, annunziando così l'avvento dei a moderni Stati industriali ,
PIERO ZAMA
AA.W., Nicolas lorga. UHomme et l'oeuvre; Bucarest, Editions de l'Académic de la Ré-publique Socialiste de Roumanie, 1972, in 8 pp. 414. S.p.
II libro è stato pubblicato nel 1972 in occasione del centenario, caduto l'anno prece* dente, della nascita di lorga. Da una raccolta di studi di una certa ampiezza ci si aspetterebbe di più per quanto riguarda spunti polemici e suggerimenti utili per ulteriori studi. Il tono del libro è fondamentalmente parenctico ed eccessivamente uniforme. Dell'opera di lorga non si mettono in discussione in fondo che poche idee scomode . V*è infatti uno aforzo, sia pur velato, per recuperare una personalità di tale statura, all'attuale cultura romena. Avviene cosi che gli autori operano un taglio netto tra quanto di lorga si può --o meglio si deve accettare e quanto invece no,
lorga, nonostante una giovanile simpatia per il socialismo ed una più matura opposizione al nazismo, non è mai stato un marxista e tutta la sua opera è in contrasto con l'ideologia di Marx. In molti di questi studi ai ricorda il suo idealismo . il suo romanticismo mentre raramente si accenna al suo anti-marxismo. Basterebbe sottolineare questa annotazione, pure presente in un paio di contributi, per suscitare una feconda polemica. Ci si limita invece a ricostruire, spezzettandola in tante sezioni, l'opera di lorga. Questa ricostruzione è peraltro laboriosa e attenta,