Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1973>   pagina <313>
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Libri e periodici 313
lorga come storico è logicamente l'elemento predominante in quanto questa sua atti­vità rivela idee-forza presenti anche negli altri campi del suoi studi.
Questi punti fermi del pensiero di lorga vengono riconosciuti corno tali da tutti coloro che hanno collaborato a questa eollectanca celebrativa. Essi sono: l'interesse supremo per la storia e la civiltà romene inquadrate necessariamente nella storia universale; il ricono* scimento di alcune a permanenze sloriche, terra, rozza, ideale; la unitarietà della storia che per risultare secondo lui ancora magistra vitoc deve essere ricostruita, anzi rivissuta, nel suo insieme e non freddamente studiata per settori; l'interesse per 1 ceto contadino creatore di una società idilliaca medievale e di nuovo ai tempi di lorga protagonista essenziale della vita romena.
Basta questo schematico accenno per intendere perché gli autori abbiano spesso cercato di smussare la pericolosa spigolosità di queste idee. L'aperta ammirazione per l'idea dell'Impero che ricollega secondo lorga la storia pre-greca alla romana, albi medie-vale, a quella bizantina ed a quella ottomana (secondo lorga Solimano è un a romano 9 di fede ottomana) è ricordata ma mai discussa criticamente. Ci si affanna invece a ricordare che riconoscere la razza come elemento decisivo nella storia non significa essere razzasti. Si deve poi spesso riconoscere, a proposito di discipline come la storia economica o la sociolo­gia, che lorga le considerava solo componenti, se non ancelle, dello disciplina maggiore, hi storia.
Dove l'attività di studioso si è legata più strettamente a quella di uomo politico (dopo aver fondato con A. C. Cuza il partito nazionalista romeno nel 1910, lorga fu a capo nel 1931 di un ministero formato da <t tecnici e nello stesso anno guidò l' Unione Nazio­nale al successo elettorale mentre il P.C.R. era costretto a pubblicare il primo numero del proprio organo di stampa, Scinteia, alla macchia), là più si sono accentuate le critiche degli autori. Questo si nota soprattutto dal contributo di tcfon Pascu, che ha il merito di essere uno dei più brillanti e tra i pochi apertamente critici, e dagli altri studi che riguardano in un modo o nell'altro hi storia sociale della Romania ed in particolare della oiasse contadina nel Medioevo e nell'Evo Moderno.
lorga ha creduto che sia esistita una felice società agricola romena, sintesi di tradi­zione tra co-illirica e di diritto romano, società nella quale regnava la pace sociale e non esisteva la differenziazione di classe. Questa società di uomini liberi pur deteriorandosi avrebbe resistito almeno fino al XVI secolo, sopravvivendo quindi alla creazione degli Stati romeni, Valacchia, Moldavia, Transilvania. In seguito, i contadini vedono le loro terre ed i loro diritti usurpati, fino ad essere ridotti allo stato di servi della gleba. lorga si rifiutava di credere che questa nuova società schiavistica fosse naturale frutto della ci­viltà romena ed all'inizio del nostro secolo si batté a favore dei contadini che si erano ribellati. Egli credeva che una classe contadina non più schiava potesse essere ancora per molto tempo albi base dell'economia romena e fornire anche un valido ricambio sociale e, dunque, spirituale.
Gli autori che qui si sono occupati di questo tratto essenziale del pensiero di lorga, pur riconoscendo l'ampia base di studio da cui parte il grande storico romeno, lo accusano comunque di idealismo, di non aver capito l'essenza di classe degli Stati medievali, di aver raramente colto i momenti della lotta di classe. A questo proposito non si può dimenticare che questi punti di vista critici appartengono a studiosi che vivono in una società che ha visto scendere in questo dopoguerra dall'80 al 50 hi percentuale agricola della propria popolazione, studiosi marxisti o condizionati dal marxismo.
IDel resto non si può soprattutto non ricordare ohe lo stesso spirito col quale lorga affronta qualsiasi argomento di studio è ben lontano da quello di uno storico di imposta­zione marxistica. La storia non è solo una scienza di utilità politica, per lui. ma un'opera
d'arte.
Sarebbe stato, inoltre, preferibile che un maggior spazio fosse stato concesso al lorga letterato, critico, o scrittore. Tra le sue creazioni artistiche (scrisse una quarantina di drammi, di carattere per lo più storico, fu fecondo giornalista e autore di alcune storie let­terarie. Di lui dice però G. Calinoseli che non resta alcun libro di valore letterario ed artistico cfr. G. CALINESCO, Istoria liieraiurii romàne, Bucarest, 1963, p. 219) le uniche citazioni sono peraltro tratte dalle opere giovanili di orientamento socialista.