Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno
<
1973
>
pagina
<
330
>
330
Vita dell'Istituto
vato por tanti anni, forse i pia duri e difficili, l'animatore della sua espansione territoriale, del suo assetto economico, dello sviluppo delle sue istituzioni civili e dei suoi organismi culturali.
Sino a due sere fa, malgrado le sofferenze dalle quali è stato per breve tempo colpito, egli è rimasto dietro il suo tavolo di lavoro, dove ha trascorso fino a 16 ore delle sue giornate negli ultimi vent'anni, intento a rivedere il manoscritto della storia di Castellana e ad approntare un altro dei suoi pregevoli contributi ad <c Archivio storico pugliese , pregustando la gioia di far conoscere ai meridionali e ancor più ai settentrionali caratteristiche e valori delle vicende più significative della nostra terra, che egli non considerava mai seconda a nessuna delle più progredite regioni italiane.
Prendeva tutto sul serio e parlava sempre con molta chiarezza e decisione, suscitando a volte l'impressione successivamente presto fugata dal tratto signorile con cui concludeva di voler imporre il proprio punto di vista e la propria decisione. Ciò accadeva perché non improvvisavo mai, e prima di proporre era abituato a riflettere molto e a documentarsi. Meravigliava per l'eccezionale memoria, perché citava nomi e date con una precisione puntuale.
In realtà, egli alimentava di continuo i suoi ricordi, perché incessantemente ri-scorreva giornali, opuscoli, volumi e documenti riguardanti tutta la storia italiana e soprattutto pugliese; anzi la stessa preistoria.
Ma i suoi interessi di studioso erano quelli del Risorgimento, che ba rappresentato nella sua vita la punta di diamante nel sentirsi ed essere una incisiva personalità del mondo vivo della realtà in ogni ora della sua esistenza.
Si spiega così la rettitudine, della quale tutti sono stari testimoni, sia per quanto riguarda il suo lavoro intellettuale che per le piccole e grandi opere di amministratore e di animatore culturale.
Amava fortemente, egli cattolico praticante, le grandi figure di Mazzini, Garibaldi, Massari, Imbriani, Cavallotti, Bovio, Giolitti, De Nicolò, Pansini, Giandomenico Pctroni, Delfino Pesce, Peroni, di tante altre figure del vecchio liberalcsimo, ma conosceva ed apprezzava allo stesso modo quanto di valido sul piano etico e della redenzione delle plebi meridionali poteva cogliersi nell'insegnamento di Filippo Turati di Ivanoc Bonomi di don Luigi Sturzo e dei vecchi popolari di Terra di Bari.
Si faceva da quanti lo conoscevano intimamente apprezzare per la disponibilità ad ammirare ed esaltare tutto quanto di buono veniva da altri realizzato in qualsiasi campo, e nulla gli sfuggiva che avesse relazione con il bene. Di tutti diceva il meglio con tono solenne e sentenziando. Del resto la capacità di valutare l'apporto altrui gli derivava dalla consapevolezza dell'impegno e dello sforzo richiesti dal raggiungimento di qualsiasi obiettivo d'interesse generale.
Non è facile rievocare in breve la laboriosa e feconda esistenza di Michele Viterbo.
Nato a Castellana Grotte I'8 ottobre 1890 era solito rievocare la figura del padre Nicola, volontario garibaldino, ed erede delle pia nobili tradizioni risorgimentali e della madre Silvia Franeavilla, che per le sue preclare virtù è ricordata nell'intitolazione dell'edificio di scuola media del suo paese natale.
Le ristrettezze economiche della famiglia non gli permisero di seguire un corso regolare di studi che Io portasse al conseguimento di un titolo accademico. La sua a laurea anzi l'appellativo di a professore , che tutti usavano con lui, si era guadagnato da autodidatta e nel vivo dell'attività di giornalista e di scrittore.
Già collaboratore in tenera età del Corriere delle Puglie fu scrittore ricercato da giornali e riviste locali e nazionali. Dopo aver pubblicato in volume a La questione meridionale alla vigilia del suffragio universale a nel 1913, oltre ad una sterminata messe di opuscoli e di articoli comparsi ininterrottamente in oltre 65 anni, ha al suo attivo, tra i contributi più notevoli, i volumi usciti tra il '17 ed il '27: Uomini di Puglia a, a Un bri* gante pugliese nel secolo XVIII a, te Tre precursori: Imbriani, Bovio, Cavallotti , Un problema nazionale: il decentramento , U Mezzogiorno e l'accentramento statale . a. Sidney Sonnino , a Saggio su Turati, Treves, Bissolati, Bonomi l'uno tradotto in ceco e l'altro in francese, Politica del lavoro nel Mezzogiorno a.
Nel fervore dei suoi compiti amministrativi trova il tempo per pubblicare nel 1996