Rassegna storica del Risorgimento

CASTELNUOVO GIACOMO DIARI DI GUERRA; GUERRA DEL 1866
anno <1973>   pagina <397>
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Gfaeonw di Castelnuovo
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un canale attraverso la Lingua di terra che separa dalle marine il primo sciati tunisino. Si doveva quindi stabilire se tale bacino avesse la profondità sufficiente per accogliere grandi bastimenti mercantili e se le rive dei bassifondi potessero contenere la pressione dell'acqua.
Alla spedizione, diretta dal marchese Orazio Anlinori ed amministrata dal colonnello De Galvagni, parteciparono, oltre al Castelnuovo. fermatosi tuttavia a Monaslir per l'insofferenza del elima, il chimico e paletnologo Giuseppe Bel* luccio il capitano Oreste Baralieri, futuro comandante della guerra etiopica, gli ingegneri Vanzettì e Lambert, il pittore Giuseppe Ferrari ed un adeguato perso­nale tecnico, tra cui era presente un fotografo. Essa fu convenientemente assi­stita e rifornita dal governo del bey.
Mossi da Tunisi alla fine di maggio del 3 875. gli esploratori compirono per prima cosa i rilievi althnetrici del Gebel Ressas. Quindi s'imbarcarono, il 2 giu­gno, su nn piroscafo della compagnia Rubattìno. giungendo, dopo soste a Mo-nastir e a Sfax, nel golfo di Gabes, dove compirono ricerche sulla natura dei corsi d'acqua che vi si gettano. Divisi in due gruppi, si spinsero di II alle oasi di Nefzana, procedettero attraverso i monti Tabagua, di cui appurarono la for­mazione miocenica, e toccarono l'estremità del primo sciott, verificando, se non altro per l'altezza superiore al livello del mare, l'inattuabilità del pro­getto relativo al mare sahariano, a meno di non investirvi somme sproporzio­nate all'effettiva utilità. Ne riferì poi Cesare Correnti al successivo congresso geografico di Parigi, sulla base della relazione ufficiale di Bellucci, in data Roma, 29 luglio 1875.
La spedizione, rientrata a Tunisi, il 29 giugno e costata al Castelnuovo 15.000 lire, svolse un'ampia indagine sulla regione percorsa, estesa dall'archeo­logia alla fauna e ai più vari aspetti geografici.
Il Castelnuovo, tornato a Roma, dove aveva ora la sua residenza italiana, riprese il suo posto di medico di corte, che tenne fino a tutto il 1877, andando in pensione all'inizio del 1878, che fu l'anno della morte del re. Non ebbe quindi il compito di assisterlo nell'ultima malattìa, che toccò al suo collega dottor Lorenzo Bruno.
t) Per la preparazione, Itinerario e i risaltati della spedizione, v. oltre l'articolo citato di ORAZIO AISTINORI, ÀTTIMO BnuNiAtTi, H mare saharico e la spedizione italiana in Tunisia, 1875, nel XXXVII volume della Biblioteca di viaggi, Milano, 1876, pp. 193-213 ; la relazione ufficiale di Giuseppe Bellucci nel fascicolo di agosto-settembre (pp. 453-468) del Bollettino della Società geografica italiana; CESARE CORRENTI, L'Italia al con­gresso geografico internazionale di Parigi, ibidem, fase, ottobre-dicembre 1875, pp. 603-618; ORESTE BARATISKC, Spedizione italiana in Tunisia, ibidem, pp. 619-637. Materiali, apponili, disegni, telegrammi, documenti vari della spedizione sono conservati neg­l'Archivio storico della Società geografica italiana, fase. TV, Esplorazioni e spedizioni, 1870-1876, e scalo-la di zinco contrassegnata col n. 2.
Per il finanziamento della (spedizione il Castelnuovo ,è ricordato nella Enciclopedia italiana, sotto la voce Antinori Orazio (IH voL, Milano, 1929, p. 505), e da GUIDO BEDARIKA in Ebrei d'Italia, Livorno, 1950, p. 185. Nel parlare di questa esplorazione italiana in Tunisia e giusto ricordare quella effettuala scssant'anni prima dall'esule Camillo Borgia, per il quale v. di Dizionario biografico degli ituliani, voi. XII, pp. 694-695.