Rassegna storica del Risorgimento

CASTELNUOVO GIACOMO DIARI DI GUERRA; GUERRA DEL 1866
anno <1973>   pagina <401>
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Giacomo di Custelnuovo
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il ira (ti no in convoglio di vetture a posso. La mia carrozza aveva la guida a distalo,
23 - La mattina alle 7 1J., appena arrivalo il re, le truppe alla sua pre­senza passarono il Mincio,* primi X Bersaglieri, quindi le altra armi, incluso la Divisione della Cavalleria comandata da De Sonnaz.2! Lo stesso giorno si ebbe notizia che tutto l'esercito avanzò;J) anche il Corpo comandato da Cialdini aveva passato il Po con quattro Divisioni.4) ma pare che gli austriaci avessero abban­donato quelle posizioni per gettarsi tutti sulla sinistra.3'
24 - Perché gli Italiani fidenti, cioè Chi comandava il I Corpo d'armata6)
') II passaggio del Mincio cominciò appunto n tale ora, allo spirare dei tre giorni accordali all'Austria nella dichiarazione dà guerra per l'inizio delle ostilità e secondo gli ordini emanati dal comando supremo nel pomeriggio del 22. Cominciò, alla pre­senza del re, nella località del ponte di Goito. Cfr. GUGLIELMO RDSTOW, La guerra del 1866 in Germania ed in Italia cit., pp. 121-122; LUIGI CHIALA, Cenni storici di, II voL, pp. 71-73; ALBERTO POLLIO, Custoza (1866), Torino, 1903, p. 39.
2) Era Giuseppe Gerbaix de Soraiaz < 1828-19051, figlio di Ettore, che nel 1849 di-Venne ministro della guerra. Si tratta di una famiglia savoiarda illustre ira dal cinque­cento per le tradizioni miliiari. La sua divisione di cavalleria di linea era tea le truppe a disposizione del comando supremo. La Marmerà gli attribuì, come si vedrà in nota pia avanti, la 'responsabilità delle carenti ricognizioni e quindi della sorpresa austriaca nella giornata di Custoza.
3) Il preciso elenco delle forze che si trovavano al di là del Mincio la sera del 23 è dato 'dal POLLIO, op. cit., pp. 73 sgg. Le intere operazioni di passaggio del fiume sono esposte in maniera particolareggiata in La campagna del 1866 in Italia, che è relazione ufficiale redatta dalla sezione storica del corpo di Stato Maggiore (tomo I. Roma, 1875, pp. 164-188).
Non tatto le troppe passarono il Mincio ' il secondo corpo d'armata rimase sulla riva destra i, ma comunque si compi una generale avanzata verso il fronte di guerra.
4) Non era vero. Il ventitré sole pochi battaglioni della ventesima divisione del corpo d'armala comandato da Cialdini passarono su barche nell'isola di Ariano ed il concentramento delle altre sette divisioni avrebbe dovuto cominciare l'indomani (LUIGI CHIALA, Cenni storici, cit., II, p. 107). Il generale passaggio del Po avrebbe dovuto avvenire soltanto nella notte tea il 25 ed il 26 e non avvenne perché le cattive nodale Milla giornata del 24 a Custoza indussero il Cialdini a rinviare l'operazione : v. TEODORO PATERA S, Considerazioni strategiche sulla campagna d'Italia del 1866, Napoli, 1866, p. 46.
5) Evidentemente sulla sinistra dello schieramento italiano perche abbandonando le posizioni del Po ed impegnandosi sul Mincio gli austriaci avrebbero dovuto gettarsi sulla loro, destra. A parte la precisazione, era effettivamente difficile per l'arciduca Alberto, comandante delle forze austriache in Italia, data la sua inferiorità numerica, far fronte, contemporaneamente alla linea del Mincio e a quella del Po. Egli concentrò dunque il fuo. esercito a cavaliere dell'Adige -per manovrare duttilmente prima su un lato e poi sull'altro a seconda delle maggiori necessità, disponendo di una massa cen­trale contro due operanti sulle estremila del fronte: v* TEODORO PATERAS, Considerazioni stralegiclie op. cit pp. 17-18.
Nella tarda serata del 23 giugno, alla vigilia della decisiva battaglia, il Castel-nuovo trascriveva sul suo diario, a ritroso partendo dall'ultimo foglio, lunghi passi dei salmi in ebraico, con alfabeto latino, contenenti invocazioni, a Dio per una causa sentita come santa, al pari di quella dell'antico Israele.
6) VI e qui una correzione ed una ripresa nel movimento del discorso, dovuto al turbamento del cronista per i deludenti ri nulla ti della giornata del 24 ed alla sua per­plessità su chi si dovesse ritenere renponsaibile. Nel formulare la domanda accusatoria sul motivo (per; cui' i? M passato alla leggerai 1 Mincio, (dapprima egli incolpa generi­camente gli italiani; quindi, Cól nesso di un avverbio cioè, appunta la critica sul CO­