Rassegna storica del Risorgimento

CASTELNUOVO GIACOMO DIARI DI GUERRA; GUERRA DEL 1866
anno <1973>   pagina <403>
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Giacomo di Casielnuva
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col Principe Amedeo ferito da contusione per proiettile, che lo colpì agl'ipocon­drio destro. l)
Fui mandato dal General Morozzo3) per vederlo dopo che erano stati in-viali i DotL Arena e Adami per cui, avendo io ritardato, lo trovai che riposava e non mi fu permesso di vederlo: presi il rapporto dei Medici, che era tranquil­lizzante, e, tornato a Cerlungo, parlai col Re, il quale mi domandò se avessi veduto Durando e qual fosse la gravità della sua ferita. 3>
Gravi e dolorosi momenti passò il buon Re per la passata giornata più forse che se D(io) G(uardi) avesse perduto il caro figlio. Egli si ero esposto per 15 ore ai più grandi pericoli, fu due volte caricato dagli Ulani e, se non avessero insi­stito Angiolini e Verasis perché si ritirasse, ci avrebbe lasciata la vita.41
Roma, 1879, p. 167) ; L'esplorazione e i collegamenti (lasciarono molto a desiderare e il traino borghese mescolato alle colonne di fanteria marciami non poteva non pro­durre -Sin momenti critici cbe grandissima confusione ( PIERO PIERI, Storia militare del Risorgimento, Torino, 1962, p. 754).
*) Il principe Amedeo Ferdinando Maria di Savoia, duca d'Aosta, futuro re di Spagna, era il terzogenito del are Vittorio Emanuele II. Appena ventunenne, coman­dava la brigata granatieri di Lombardia, cbe faceva parte della terza divisione del 1 corpo d'armala. Ebbe l'incarico di avanzarsi fino alle alture dì Costosa per assalire Te colonne austriache avanzanti da Berettara contro le posizioni di Monte Torre e Monte Croce, occupate da un'altra brigata della stessa divisione, ma nel corso della valorosa azione fu ferito, sebbene non gravemente: cfr, T. PATERAS, op. ciu, pp. 26, 30; OSCAR PIO, op. cit., p. 163, dove però è errata la localizzazione della ferita al petto; PIERO PIERI, op. cft., p. 755, dove è confermata 'la localizzazione della ferita al ventre, meglio specificata datila competenza medica del Gastelnuovo, cbe ha letto il rapporto dei colleghi e precisa l'ipocondrio destro, cioè la parte superiore laterale della cavità addominale.
2) Era Enrico Morozzo Della Rocca (1807-97), ministro della guerra dopo la bat­taglia di Novara del 1849 e primo aiutante di campo del re dal 1855 al 1865, creato senatore nel 1861. Comandante del IDI corpo d'armata, fu anch'egli criticato per aver partecipato alia battaglia del 24 giugno con forze ridotte e per non aver portato aiuto da ViUafranca al generale Govone, comandante di una delle sue divisioni, che si tro­vava in difficoltà : v.. per es., AMEDEO TOSTI, Storia dell'esercito italiano, Varese-Milano, 1942, p. 69.
3) U generale Durando fu costretto a ritirarsi dalla battaglia per una fastidiosa ferita alla mano destra, riportata presso il Monte Vento verso le 13.30 del 24 giugno. Lo sostituì nel comando del primo corpo d'armata il generale Giuseppe Salvatore Pia-eli, comandante della li divisione: v. CARLO CORSI, op. eh., pp. 104-106, 173-174; LUIGI CIMALA, Ancora un po' più di luce sugli eventi patitici e militari dell'anno 1866, Fi­renze, 1902, p. 323; ALBERTO POLLIO, op. cit.. pp. 204-205.
4) Dopo aver varcato il Mincio al ponte dì Ferri, il re s'era avviato a Pozzolo e a Torre Gherla, seguendo la terza divisione, comandata dal gen. Brignone (1 corpo d'armata). Quando una brigata di questa divisione ebbe occupate le alture di Monte Torre e Monte Croce e gli austriaci del gen. Ilartting cominciarono a bersagliarle, il sovrano si spinse avanti per ordinare e raccogliere rinforzi verso quelle importanti posiziona, accompagnato dall'aiutante di campo gen. Angelina, dagli ufficiali d'ordinanza Verasis di Castiglione, Della Rovere e Sforza Gesarini e da pochi altri uomini del se­guito. Inoltratosi sulla strada di Staffalo, da dove pensava di portarsi a ViUafranca, si trovò effettivamente esposto in luoghi solitari a possibili sorprese del nemico e fu dun­que convinto a tornare Indietro da Angelini e Verasis. Apprese frattanto la ferita del figlio Amedeo e vide con dolore agitarsi ed ondeggiare la massa degli sbandati: cr. LUIGI CHI ALA, Cenni storici cit., pp. 149-150, 257; ID Ancora un po' pia di luce àU,