Rassegna storica del Risorgimento
CASTELNUOVO GIACOMO DIARI DI GUERRA; GUERRA DEL 1866
anno
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1973
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404
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404
Bruno Di Porto
Il 25, la mattina alle 5, ci fu ordinato dà passare a Pia detta, '> dove arri* Vattimo alle 2 poni. Dopo il nostro arrivo ai cominciò a veder giungere > nostri soldati sbandati e in modo da commuovere: bella gioventù, ancora piena di vigore, ma senza alcuna guida perché i loro Capi la maggior parte rimasta morti o feriti sul Campo di battaglia.2)
Il 26 - Per ordine del Generale Bertole Viale,3' si presentò un tenente cne giungeva da Cremona coll'or-dine di prendere degli effetti dai magazzini. U Gen. Morozzo lo tratteneva, invece per raccogliere i soldati del 1 Corpo d'armata che poteva incontrare sbandati e radunati nella giornata 1190. *' Lo stesso General Morozzo metteva un Commissario alla sussistenza per distribuire il rancio ai soldati.
Nulla si poteva sapere del General Cialdini, né della Flotta, né tampoco di Garibaldi.5'
:Sua Maestà è arrivato alle 6 1/2 poni., era accompagnato dal General Rossi 6) e scortato da soli 2 Carabinieri a Cavallo. Che audacia! In tempi in cui tutti temono per la sua preziosa salute e con i nemici potenti a pochi kilometri, fare
p. 318; OSCAR PIO, op. cìt., pp. 162; 164; FRANCESCO COCNASSO, Vittorio Emanuele II cih, pp. 306*309.
DENIS MAGIC SMITH, dissacratore della lama eroica dì Vittorio Emanuele, ha confutato l'asserzione dà un impegno del re sul campo di battaglia per l'intera giornata, ma ha egualmente riconosciuto in lui un 'ammirevole sangue freddo ': v. Vittorio Emanuele II, Bari, 1972, p. 243.
1) Nella notte dal 24 al 25 tutte le forze italiane ripassarono il Mincio. Piadena è sita al di là anche dell'Oglio, dirimpetto a Canneto, a trenta km. ad est dì Cremona.
2) Ecco sulla situazione all'indomani di Cuetoza la testimonianza del gen. Pianell in una lettiera alla famiglia; La mattina del 25, quando esausto di forze assunsi il comando del corpo d'armala e dall'alto di Volta vidi lo spettacolo dell'ingombro completo di tutte le strade di carriaggi di ogni genere e scorai l'impossibilità di muovere le artiglierie, ebbi qualche istante dì sgomento mortale (in Luict GEMALA, Ancora un po' più di luce, op. oit. p. 323).
Il Pateras, invece, nel dare un giudizio d'insieme sulle possibilità di ripresa del-l'esercito italiano dopo Cuetoza, scrisse che solo tre divisioni erano seriamente intaccate e bisognose di riposo, accusando il comando supremo di non aver colle altre rilanciato subito l'offensiva (op. ciL, p. 32).
3) Era l'intendente generale dell'armata del Mincio.
4) Tale cifra presomibilmenie si riferisce al numero degli fbandati raccolti nella giornata del 26 giugno..
5) Lo stesso generale La Mormora si preoccupò per la mancanza di notizie da parte di Cialdini dopo un telegramma della mattinata del 25 ( LUIGI CHI ALA, Ancora un po' [Un di luce ci p. 327). Il comandante del IV corpo d'armata, rinunciando dopo Costoza ai passaggio del Po, pose, il giorno 26, il suo quartier generale a Ferrara; il 27 lo portò a Cento, incontrandosi lo sera a Monticelli col re; il 28 a Modena, dove lo mantenne fino al 3 luglio (TEODORO PATERAS, op. ciu, p. 57). La fiotto, come è ben noto, rimase inoperosa. Quanto a Garibaldi, egli occupò Lunato e Oesenzano, con posti avanzali a Rivoltella e fino a Pozzoleogo, per coprire Brescia e Salò in previsione di un'offensiva austriaca dopo il fatto di Gustosa (v. le sua Memorie autobiografiche oìi pp. 411-412). I movimenti garibaldini del 25-26 giugno ri possono utilmente seguire in un altro diario: // diario del 1866 di Carlo Persiani, garibaldino genovese, a cura di LEONIDA BAIESTBKBI in Rassegna storica del Risorgimento, 1969, pp. 61.-71.
Sii II generale Giuseppe Rossi era il primo aiutante di campo del re: ne patiti il PIERI, op. cfc, pp. 227, 250, 263, 335, 336.