Rassegna storica del Risorgimento

CASTELNUOVO GIACOMO DIARI DI GUERRA; GUERRA DEL 1866
anno <1973>   pagina <406>
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Bruno Di Porto
Ecco come ragionavano quegli ardenti ed abili Ufficiali-: 1 ai doveva fare delle ricognizioni e esplorare la forza e la posizione del nemico. ') 2" doveva
prussiana una grossa ombra eolia suo lealtà poHiitai nel mantenimento dell'alleanza (v. LITICI CHMI-A, che lo ha difeso in Ancora un pò* più di luce ri*,, passim).
Il menilo politico dà aver bene o male, nonostante gli errori militari, procuralo aUliaJia l'acquisto del Veneto, dà cui gli diede atto,, per esempio, ài Palerà (op. ciL, p- 41), si rovesciò, nel giudizio dei Prussiani, in colpa d'ambiguità se non di tradi­mento : egli avrebbe eoinbaittuto male proprio perché sapeva di poter avere il Veneto per il (romite dà Napoleone HI in compenso dello scarso impegno e a detrimento della potenza alleata.
La Mormora, che ebbe anche i suoi difensori (v. SAVERIO CI L mitizzi. Storia parla­mentare, politica e diplomatica d'Italia da Novara a Vittorio Veneto, voi. JL Napoli, 1939, pp. 490, 491), rispose abbondantemente agl'i attacchi, sia sul piamo politico-diplo­matico, in polemica coi Tedeschi e con quanti in Italia cercavano, per non compro* mettere à rapporti con la Germania, di non farlo parlare {Schiarimenti e rettifiche* Firenze, 1868; Va po' più di luce sugli eventi politici e militari dell'anno 1866, Fi­renze, 1873 e successive edizioni; l segreti di stato nel governo costituzionale, li ediz., Firenze, 1877), sia sul piano stratcgico-militare (con le relazioni contenute nel II voi. del eit. Complemento alla storia della campagna del 1866 in Italia, pp. 39-126), por landò in eausa alquanto apertamente il re, per avergli fortemente limitato il comando, e i capi dei corpi d'armata e delle singole divisioni per lo scarso sparito d'iniziativa, che debilitò la condotta delle operazioni.
Invero, poi, a critici dà Vittorio Emanuele II, da MICHELE ROSI {Vittorio Emo* nude II, II voi, Bologna, 1930, pp. 57-60 e 243) a DENIS MACK SMITH {op. ciL, pp. 245, 246, 258, 259) hanno spostato le responsabilità verso ài sovrano, che si sarebbe troppo ingerito negli affari della guerra, senza avere la fermezza e la competenza necessarie per dirigerla luì stesso o almeno Ha chiarezza di -assegnare l'effettivo comando ad un solo generale, come chiese che si facesse il La Marmont con le sue dimissioni all'indo­mani dà Custoza.
Lo stesso VITTORIO BERSEZIO, biografo apologetico di Vittorio Emanuele, assol­vendo il generale, senti di dover far cadere, proprio nelle pagine sulla, guerra del '66, un giudizio di limitazione sulle attitudini strategiche del re {Biografia di Vittorio Ema­nuele ti re d'Italia* HI ediz., Torino, 1878, pp. 120, 126).
Analogo giudizio diede uno dei maggiori uomini politici di parte moderata, MARCO MINGHETTI, nei Miei ricordi (H voi., Roma-Torino-Napoli, 1889, p. 3): II duca di Savoia, che fu poi re Vittorio Emanuele... era poco colto in tutte le cose ed anche nelle militari, più soldato che capitano. E la sua educazione era stala gretta e scarsa. di che più volte, quando fu sul irono, s'è con me doluto con grande ingenuità >.
Ebbene questa ingenuità reale -aveva il suo risvolto d'impetuoso coraggio, sia pure allo stadio elementare, cavalleresco del soldato, che con altrettanta ingenuità e genuinità il suo medico ammirava, vedendo il sovrano dare alla sfortuinata guerra, almeno con l'audacia fisica e personale, quel tono che le mancava. La figura dà Vittorio si .sta­gliava, per lui conte per tanti altri, autorevole e senza macchia con la prodezza del combattente, compensante l'assenza, forse neppure notata e comunque taciuta, delle più consistenti qualità di comando.
Pensò, poi, la relazione ufficiale a difendere il re dalle accuse di La Marmont {Complemento atta storia détta campagna del 1866 Si., voi. 1, pp. 62, 82) e a rivendi­care una certa sua capacità d'orientamento strategico. E, a dire il vero, le spiegazioni del capo di stato maggiore convincono solo in parte, lasciando scoperte alcune delle sostanziali critiche rivolte a lui anche in questo diario.
') // nostro servitilo di esplorazioni segrete è stato fatto con un'indolenza ingiù? stificabile (TEODORO PATEHAS, op, cit* p. 38; a p. 22 parla, per contro, delle ottime ricognizioni austriache); Non s'è una sola parola negli ordini che accenni ad una qualsiasi esplorazione (ALBERTO POIXIO, op. cit., p. 91); L'esplorazione e * collega'