Rassegna storica del Risorgimento
CASTELNUOVO GIACOMO DIARI DI GUERRA; GUERRA DEL 1866
anno
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1973
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pagina
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409
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Giacomo di Castelnuovo
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mase per terra privo di sensi per alcune ore; quando, riavutosi per aiuto della Provvidenza, si occorse nel (del) luogo dove era, raccolse le sue forze e si recò in una casa vicina, dove fu bene accolto e alia meglio medicato. L'indomani 25 mando a prendere una carrozza e, senza incontrare un austriaco per strada, potè liberamente farsi portare fino a Brescia. Ciò prova due cose: I che mancava assolutamente assistenza Sanitaria, II Che, se tatto fosse stato preveduto e ben predisposto, le posizioni di Valleggio e Villafranca si sarebbero mantenute e il giorno appresso si sarebbe potuto attaccare Peschiera e Verona, rompere la strada ferrata fra Verona e Mantova e Ci al (lini occupare Rovigo, mentre Garibaldi passava nelle vie del Tirolo, ecc.1)
La sera si partì, per Cigognolo2) ed andammo ad abitare il famoso Palazzo o villa Pallavicino. È una grande fabbrica a forma di palazzo con magnifico giardino e3) parco, l'altro più antico a forma di Castello Feudale, cinto di fosr sati con acqua stagnante univa (?) con mezzi e barbacani a guisa di fortilizi 2 ponti...4J Ora si restaura sull'antico disegno, che deve essere molto antico.5)
28 Siamo sempre a Cigognolo, a mezza strada fra Piadena e Cremona. L'aria deve esser mattana, atteso le acque stagnanti e paludose che circondano i fabbricati. Malgrado l'atmosfera sia quasi chiara, si sente pesante ed umida in tutte le ore del giorno. Una parte della Casa militare, di cui pure lo scrivente, abitiamo il Castello Manfredi.6) Questi è un gran Palazzo a forma di antica fortezza, circondato di fossi con ponti levatoj; alla porta d'ingresso avente giardino, parco e grotte bellissime; lago, ma essendo acqua morta rende malsana la
cito, ma avrebbe potato esaminare più da vicino gH aspetti sanitari della preparazione bellica: del resto lo abbiamo vasto, all'inizio del diario, soddisfatto delle attrezzature ospedaliere dì Cremona, mentre non ha parlato delle ambulanze dirette al fronte. 1). L'episodio raccontalo, dell'ufficiale ferito che non ha incontrato alcun austriaco, potrebbe in certo senso contraddire altri punti di questa parte del diario e dar ragione al La Mormora sulla scarsa presenza del nemico tra il Mincio e l'Adige, purché egli avesse ben predisposto le misure necessarie per mantenere le posizioni assalite, e ciò soprattutto in due modi: con opportune fortificazioni ed evitando i crescenti vuoti tra le colonne avanzanti nei diversi punti del fronte, che le esposero ciascuna, malgrado la complessiva superiorità numerica italiana, a trovarsi in condizione d'inferiorità di fronte alla compatta e ben manovrata massa austriaca.
2) Sul trasferimento del quartier generale a Gioognòlo, sito a 14 km. da Cremona nella pianura tra il basso Ogiio ed il Po, cfr. Lutei CELIALA, Ancora un po' più di luce cit., pp. 344, 608.
3) Tutte le parole da qui fino ad antico sono cancellate nel diario, ma le riporto perché rendono con senso compiuto la descrizione del luogo, come risulta da informazioni attinte presso quel comune, che mi ha anche gentilmente fornito utili ilhi-etrazioni.
4) Nella parte cancellata, che ho restituito al testo, vi sono, a questo punto, alcune parole incomprensibili per il groviglio dei caratteri e i segni sovrapposti.
5) La maestosa villa Palliavi cimo, cosi detta dal nome dei eignori che dominarono un tempo la zona, è ora di proprietà del dottor Alessandro Montaldi, che vi cura personalmente, col suo amore dell'arte, il prezioso arredamento di mobili, statue, dipinti e -vasellame. Il parco è tuttora circondato da ampio fossato.
6) Il castello Manfredi, fatto costruire nel secolo XIV o XV da un marchese di origine spagnola, di cui porta ài nome, si erge sull'intero abitato con la possente bua mole. È stato ricostruito nella prima metà dell'Ottocento su progetto dell'architetto Voghera, che trovò la morte durante i lavori dell'arco a volta ned lato nord del cortile e l'opera in questa parte rimase interrotta.