Rassegna storica del Risorgimento
CASTELNUOVO GIACOMO DIARI DI GUERRA; GUERRA DEL 1866
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1973
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Giacomo di Castelnuovo
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Questo dì arrivava 3 Prìncipe amedeo ed andava ad abitare il magnifico Palazzo Massari. Il sindaco invitava i Cittadini a festeggiare il felice arrivo di quel giovine Principe} che aveva con tanto ardire esposto la propria vita in di* fesa della patria comune. La sera le strade erano stipate di popolazione animata e giuliva, le case illuminate e la musica della G.N. rallegrava maggiormente con delle belle suonate. Mai Ferrara, la Città del Duca Alfonso, mai si è trovata ad essere cosi Popolata, animata, mai in alcun tempo si era veduto una Popolazione più unita e giuliva gridare evviva, il suo Re, evviva l'esercito: in altri tempi eran despoti e sgherri, oggi più che Re, un buon Padre e il soldato, il bravo cittadino difensore del Paese. ')
Accompagnato dal Canonico Don Anzino, Cappellano di S.M.,2) andai a visitare la Pinacoteca, che contiene 100.000 volumi, la più parte offerti in dono dalle famiglie Ferraresi. Vidi gli autografi dell'Ariosto e del Tasso, fra i quali una lettera del primo diretta ad amico, al quale manda dne camicie a lavare con pressante preghiera per che le dia presto.3) Ewi la poltrona di legno molto logora che dicesi appartenente a Tasso. Vida il palazzo o Castello del Duca, al* tualmente residenza del Prefetto, dal quale (comm. Sorrisio) fui ben ricevuto e invitato a Pranzo: 4) la di Lui Sig(nora), assai gentile, ha facile la parola, per cui mantiene viva la conversazione e sa bene rappresentare la sua parte di Pre-fettessa. Come tutti i Piemontesi preferisce parlare il dialetto anziché il pretto italiano; del resto sono ottime persone ed il marito un buon liberale.
Il 16 giunse il Principe Amedeo colla Sua brigata di cui aveva ripreso il Comando.5) Il 17 arrivò pure il Principe Umberto: tutte le finestre furono imbandierate e la sera spontanea Illuminazione. La popolazione di Ferrara è fredda, non si occupa di politica, ma però si è mostrata entusiasta per il Re. *)'
) È tracciata, in parole semplici e sentimentali, la trasformazione dalla monarchia assoluta ed arbitraria a quella costituzionale, di cui però è colto il lato, o il residuo, paternalistico, con la preminenza del sovrano, moralisticamente idealizzato. II tono encomiastico del Castelnuovo bene si adegua a quella fase transitoria tra monarchia assoluta e costituzionale, che il Rosi ravvisò nel regno di Vittorio Emanuele II {.op. cit., p. 244).
Del resto, l'entusiasmo dei grandi momenti storici suscita, in spiriti seri, atteggia* menti che la critica giudica poi retorici ma che pure nascono da una profonda partecipazione agli ideali del proprio tempo.
*) Don Valerio Anzino era il capo dei cappellani reali.
3) Questa lettera non compara nell'epistolario dell'Ariosto pubblicato da Angelo Stella (Verona, 1965), contenente 214 lettere scritte tra il 1509 ed il 1532.
4) Tommaso Sorisio, nominato nel corso del 1866 prefetto di Ferrara, vi esercitò la carica fino al 1869.
0 Era la brigata granatieri di Lombardia, compresa nella divisione Brignone.
6) Il giudizio è pienamente confermato dallo storico di Ferrara GUIDO ANGELO FACCHINI, il quale ci dice ebe la città nella seconda metà del Settecento cadde in una vita pigra, senza scosse e senza emozioni, senza luci sfolgoranti e senza ombre troppo cupe: Fu veramente la "città del silenzio", la città apatica, inattiva, malinconica e fredda, che aveva completamenti: oll>liaio il suo passato di gloria (Op. cit., p. 236). Lo stesso storico parlo, a p. 289, dell'entusiasmo ferrarese durante la terza gnerra l'in-dipendenza e dell'accoglienza al re.