Rassegna storica del Risorgimento
CASTELNUOVO GIACOMO DIARI DI GUERRA; GUERRA DEL 1866
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1973
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Bruno Di Porto
(dicevasi) ha fatto ciò die le è convennto e ci ha lasciati; la Francia, per avere rifiutata la sua mediazione, ci ha pure lasciati : ma non era cosi, infatti mentre Paustria preparava minacciosa e rifintava trattare col Re di Sardegna, ricevette un dispaccio dalla Prussia, col quale dicevale si rammentasse che fra le condizioni della pace v'era pur quella della cessione del veneto all'Italia. ') Intanto i'austria non poteva farci più carico di tenere occupato il Xirolo, perché savia mente il Governo Italiano aveva fatto ritirare i volontari e l'esercito2)
Il giorno 11 era il decisivo per l'armistizio: al quartier generale, troppo distante da Cormons.3) luogo di convegno per le trattative fra il Principe alberto e il general Petitti,4) si era sotto l'impressione della posizione difficile in cui eravamo in Padova: scoperto dalla parte di Brenta e dove da Malghera e da le-gnago potevano fare una sortita e prenderci prigionieri col Re.5) Infatti gli austriaci non solo avevano passato il Mincio, avevano occupato Solferino, mon-tebello ecc.,6) ma avevano la sera dell'll preparato 2mila Ulani a cavallo a poca
t) Le bellicose richieste italiane dell*C/fi possidetìs potevano in fondo giovare e, fino ad nn certo punto, giovarono alla Prussia, che, per alzare il prezzo della pace avrebbe potato portare in lungo i negoziata con l'Austria, ma essa si decìse ad affrettarli per la preoccupazione dei compensi che Napoleone HI cominciava a chiedere con qualche insistenza: v. LUIGI CHIALA, Ancora un po' più di luce cit., pp. 464*466. Quanto alla cessione del Veneto, era ormai scontata, ma la richiesta italiana del Trentino rischiava di rimetterla in discussione. Evidentemente qui il Castelnuovo, favorevole ormai al ritiro dal Tirolo, rivela il suo pessimismo sulla situazione col timore di non poter avere nemmeno il Veneto e con 'la gratitudine alla Prussia per aver ricordato all'Austria che doveva cedere tale regione.
2) Qui l'autore, non pienamente informato e ormai condizionalo dall'ambiente a dare un giudìzio negativo di La Marmora, non gli riconosce il merito del saggio ordine a Garibaldi. L'iniziativa non fu infatti del governo ma del generale, cui il governò la lasciò dopo le sue insistenze, scaturite dalla realistica valutazione della situazione politica e militare: v. CARLO TIVARONT, op. eh., voi, cit, pp. 49-50; MARIO DEGLI ALBERTI, art. eie.; DENIS MACK. SMITH, op. cit., pp. 271-272.
3) La distanza tra Padova e Cormons è di centocinquanta km.
4) Alle trattative di Cormons, cominciate il 5 agosto col generale austriaco Moring, partecipò dapprima da parte italiana il generale Bariola, il quale subito fece sapere che gli Austriaci rifiutavano l'itti possidetìs ed intimavano di lasciare il Titolo. L'accettazione da .parte italiana doveva giungere entro l'8, con proroga poi al 9 agosto, ed il termine per lo sgombero venate fissato per l'alba del giorno 11. L'ordine per il ritiro fu impartito il 9 agosto da La Marmora a Garibaldi, che lo stesso giorno rispose col celebre OOedwco . Per le ulteriori trattative il capo di stato maggiore designò il generale Agostino Petitti Buglioni di Roreto, che parti a malincuore il 10 agosto, condu-cendo egregiamente le trattative per l'armistizio, concluso il 12 agosto, dopo momenti di viva preoccupazione per il timore di non portarle a termine prima della scadenza della tregua d'armi (tanto più che aveva avuto un ritardo nel viaggio dovuto alle condizioni atmosferiche) e che gli Austriaci ne profittassero per irrompere nel Friuli e addirittura sorprendere ài re in Padova. V. MARIO DEGLI ALBERTI, art. citn dove son riportati il diario e la relazione sulle trattative del gen. Petitti, e SANDRO BORTOLO-ITI, La guerra del 1866, Milano, 1941, dove è riportato il testo della convenzione d'armistizio (pp. 257-267).
5) Non era un'esagerazione. Cfr. il diario di Petitti: < Egli (Lamarmora) mi narrò le inquietudini che ebbe il re nella notte dal 10 alili nella quale s'aspettava che gli Austriaci uscendo da Venezia sarebbero venuti a impadronirsi di lui a Padova. Questa inquietudine era naturalissima > (Dal cit. articolo di MARIO DEGLI ALBERTI).
6) Per queste operazioni avvenuto nella zona del Mincio 1*11 agosto, ri veda la relazione ufficiale (La campagna del 1866 in Italia cit., IT, p. 364): si trattò tuttavia