Rassegna storica del Risorgimento
BANCA ROMANA STORIA 1889-1895; BANCHE
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1973
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425
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A ottantanni dalla Banca Romana 425
difesa della libertà, sicché la relazione Costa è tutt'altro che un fulmine a ciel sereno, s'inserisce anzi in una situazione in movimento, ed in un senso determinato.
Fin dal 1" novembre un nome prestigioso della democrazia milanese come Achille Majocchi aveva scritto sul Fanfulla ài non poter associare il suo nome con quello di uomini che inconsciamente spingono il paese nelle turbolenze e quindi alla reazione ed all'assolutismo mentre Luigi Lodi si era spinto a minimizzare e quasi a snobbare le associazioni socialiste come del tutto prive di pericolosità. ')
Le perplessità di Colajanni sul Messaggero, l'insoddisfazione sintomatica* mente convergente di Mussi e di Costantino Lazzari nell'ambito della lega milanese, l'incapacità dell'opposizione a presentare un proprio candidato contro la rielezione del Biancheri alla presidenza della Camera ed a controllare la giunta del bilancio, dove pur il ministero non disponeva della maggioranza, tutto ciò sembrava indicare un riflusso di credibilità e di prestigio personalmente intorno a Crispi (una volta accantonato lo spauracchio Sonnino con l'attribuzione delle Finanze al compiacente Boselli), riflusso indirettamente sottolineato dal Mattino e dalla Riforma con gli epiteti di cadavere ambulante e di vacuità fenomenale affibbiate al famoso discorso dell'ora grigia (discusso a lungo con Pareto, com'è noto) che Cavallotti aveva pronunziato a Roma il 19 novembre.2)
La debolezza e la disunione degli avversari (1*11 novembre Cavallotti sul Secolo escludeva soltanto Giolitti tra i possibili successori del terrorismo folle di Crispi) autorizzavano dunque il presidente del Consiglio, dinanzi alle interrogazioni parlamentari sulla sottrazione di documenti (ed alle apostrofi che in merito Riccardo Luzzatto rivolgeva personalmente a Giolitti) ad un colpo di forza di cui la relazione Costa è la manifestazione vistosa.
Parimenti la lettera Giolitti del 25 ottobre all'ex questore Felzani circa la luce non bella sopra qualche uomo politico gettata da documenti pervenuti a palazzo Braschi da tutt'altra parte che dai funzionari di pubblica sicurezza è un tentativo di sfruttamento dell'atmosfera politica della lega della libertà, tentativo rivoltosi ben presto a danno del suo autore attraverso l'irrigidimento generale che abbiamo tratteggiato e la pubblicazione della lettera, il 27 novembre, sull'Opinione, il giornale di Michele Torraca fiancheggiatore di Crispi con qualche impennata -liberale e laicistica, che dà fuoco alle polveri e provoca la contromossa della relazione Costa.
L'A. a questo punto dimostra brillantemente, attraverso gli atti processuali, l'avvenuta sottrazione di documenti ed acquisto di essi a pagamento da parte di Giolitti tramite Lacava ed il barone Nolli suo capo di gabinetto (vecchi luogotenenti di Nicotera, che infatti dev'essere anch'egli tacitato, il Nolli per di più originario di Ortona a Mare, il collegio dove Giolitti ha fatto riuscire AltobeUil) per arrivare finalmente alla presentazione del plico, all'indomani delle dimissioni da deputato di Rosano, l'uomo dell'intesa con Crispi nelle elezioni generali del 1892.
i) Qon Chisciotte 24 ottobre 1894: Questo associazioni imponderabili per immuro, i riavverti bili per azione, quasi solitarie, veramente clandestine, quote pericolo potevano rappresentare che reclamane la misura eccezionale dello scioglimento? .
2) ft Mattino 21 novembre 1893 insisteva soprattutto sull'inoppottunita provocatòria del pessimismo di Cavallotti, mentre La Riforma ulesau data ne stigmatizza la malafede.