Rassegna storica del Risorgimento
VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA
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1973
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Renato Giusti
donarmi in. questi momenti? * Io risposi: * Maestà, sono sempre pronto ai suoi ordini* ma prima di addossarmi quel carico prego Vostra Maestà di bea ponderare se io sia d'uomo adatto alla circostanza e se non sarebbe preferibile un'altra scelta nell'interesse del paese ". Vi fu una breve discussione; il Rattazzi mi animava ad accettare, ài generale Durando lasciava tìmidamente trapelare che egli non avrebbe decimato la missione di comporre un nuovo Ministero. Ma il Re, prendendo tosto il suo partito, disse: " Il tempo urge, epperciò la incarico, lei, Menabrea, di mettersi senza indugio all'opera per comporre un Ministero che, ini da domani, dovrebbe essere almeno in parte costituito n. A tale ordine dovetti chinare il capo e compiere il difficile mandato, non senza rendermi conto dei pericoli ai quali io andava all'incontro .IJ
La nomina del governo Menabrea, le memorie del quale ci illuminano su particolari meno noti, era un allontanamento dal governo parlamentare in direzione di un " governo costituzionale " nei termini in cui lo si intendeva prima ohe Cavour potenziasse la funzione della Camera ;2) e al Menabrea rimase al potere per due anni, proprio per le divisioni interne del parlamento e il sostegno del sovrano, nonostante fosse varie volte battuto alla Camera, e nonostante le difficoltà di ordine finanziario e le incertezze nella condotta politica.
Non dal soffocamento del moto garibaldino, da una occupazione dello Stato pontificio concordata tra Francia e Italia, sarebbe scaturita la soluzione della questione romana, quanto piuttosto dalla caduta dell'impero napoleonico, nella difficile vita del quale specie negli ultimi anni giocarono senz'altro un ruolo importante la sconfitta austriaca a Sadowa, lo scontro di Mentana e le conseguenze in sede internazionale, il fallimento di una triplice franceaustro-italiana, tentata, per l'Italia, dal sovrano, al di fuori di ogni impegno di parlamento e di governo. Le trattative, protrattesi per varie fasi sino all'estate del '69, fallirono per quel che concerne la soluzione del problema romano: l'alleanza con la Francia e l'Austria avrebbe accresciuto il prestigio del Regno d'Italia sul piano internazionale e nei confronti della Corte da Roma, rendendo forse più facile il modus vivendi. Ma il Menabrea comprese, ed in ciò è forse il suo maggior merito, che il Regno doveva riacquistare prestigio ed autorità non solo sul piano internazionale, ma anche e soprattutto su quello interno al fine di riguadagnare quell'unanimità di consensi dalla quale aveva tratto forza ed autorità la monarchia. Per ottenere ciò era necessario che l'alleanza con la Francia e l'Austria fosse condizionata al soddisfacimento di quella che appariva la richiesta minima del-
i) L. F. MSKABUEA, Memorie, a curo di L. BRIGVCMO C di L. BUT.FBTETTI, Firenze, 1971, pp. 173-174.
z) D. MACH SMITH, Vittorio Emanuele 11 eh., p. 310.