Rassegna storica del Risorgimento
FERDINANDO II RE DELLE DUE SICILIE; MILANO AGESILAO; REGNO DELL
anno
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1974
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A/tettino MUano
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S aurato curio** ospedlanio, vi è In tao e*r,*..orie: manifestai por* rh. n*l Consigli* Generale 41 Uva lo mi finti Idiota, -*p*nm.ienta por non attere Kclto iwt to t,cndanuln Corpo ho mand*rbb fililo itilln In mie untili*. notti e apuana, * oaeu4io, aio* ohr wwmlo nella Condannarla, follmente potrò MW spedito o dcUnato In divorili paoni lungi oa Napoli d' luoghi ov* Il Re potrebbe farne dimora >!
Egli la destinalo, quindi, al 3U battaglione Cacciatori, 7* compagnia. Bolla aalo boa pronto non polo, o non volle, mentirò U ioa civile condizione >; cicche hi riconosciuto corno alquanto iniziato nello lettore *, realizzò rapii dissimi iirvcrewi neiristruatono mlUtaro: tali da far stupirò U tuo 1 sergente, che lo giudici < umore venato a Servire già iniziato nel mestiere della armi (dichiararono del ! sergente della compagnia). Sompre secondo il suddetto Keseronfo, Il rao contegno, naturalmente riservato, ti mantenne tale, altresì, con i compagni; mentre egli ai comportava rispettosamente con i superiori, avvedendoti intanto, con dispiacere, che < il 3 battaglione Cacciatori non nutriva] entimemi generoai di patria liberta > (spontanea dichiarazione del Milano).
Il Milano preordinò tecnicamente il regicidio, stabilendone il giorno (fetta dell'Immacolata del 1856, in occasione della quale il Re afoSttova alla Metta al Campo), ponendo nella giberna una stagnarola 2> e nella borsetta una captala, ed agendo* infine, con dotinone per colpirò il Re nell'attimo propizio. La suddetta relazione Berti ni-Pi aneli va integralo eoa la deposizione autografa del Milano* da col ti ricavano altri interessanti particolari. Richiesto di piegare U motivo del ano gesto, l'attentatore diate, piuttosto enfaticamente: soggiunti che Ferdinando TI è un tiranno e, per liberare la Patria di un cotanto dispotico Sovrano, a tanto mi spinsero i continui gemiti ed i voti di tutta Italia >. Negò, tuttavia, di avere avuto complici.
Interrogato ani perche ai fotte servito della baionetta-sciabola, e non di orma da fuoco, il Milano rispose che aveva pensato poro a questo> tanto e, vero che una stagnarola appositamente aveala posta dentro la giuberna e ciò un dalla vigilia della Gran Forata> ed aggiuose: non caricai fin dal quartiere la carabina, poiché ogni militare conosce, allorquando un Corpo di ormata esco mori dal Quartiere con l'urina, [che] ti esegue att'lspezione; coti, non potendola caricare allora, sperava caricarla ani Campo. Ma nel Campo ciò non ebbe effetto, perché la topradeua stagnarola, nel marciare, ti era avvolta dentro corte carte tolto due mazzi di cartucce, che ì Battaglioni Cacciatori nella giuberna sempre portano; indamo ò potato prenderla e ciò ad onta dello mie più ripetute ricerche; od io allora, disperando fuggirmi il fortunato istante, stimai bene avventarmi eoo la baionetta >. 4> In considerazione di detta confessione, nonché della deposizione di tre teotimoni di veduta>, cioè oculari, e della piena flagranza da delitto, il difensore d'officio, avvocato Giocondo Barbatelli, ritenne di limitarsi a presentare l'accusato come affetto da monomania."
0 Còpia detti A>ù=<onc aut*Kmf* di Ae*2*> Milano, rem ai traenti POjcutal Giuseppe c Taratone Vincenzo, in ASJ*., Arth. di Potfria, Gabinetto, fase 151, a. X854-5V, c*p. 1-S37, voi. TJ,
J) La atacnaroU era una cartuccia di latta, osala esordio napoletano per caricare tubilo, in casi estremi, 0 fucile, quando era impossibile adoperare la bocchetta.
*) Copta dotta iìnposiziona, la A.S.N. dt.
3) Àllrimiro avvocati penali di Napoli rifiutarono Ilneerico: Marini-Sena, Cailriota
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