Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO MOSTRE
anno <1974>   pagina <114>
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MO, e MMOtttt Ut MI, U lai ék i*rll MI esuli * l'fanuM A ailri, tf ÌM*À mi-ino dui capitali e gli lnaaiiiuutl.
Signlticallv*, Al riguardo, appaiono le *gine iwlls quali l'A nslissoaao 1
cs.tulgiutnu> generalo dvlLYeoiiumla she. In eesaagu*iaae del e4*a) rrn'n1sjg. lr*ò particolarmente sulla attivile luaulfullurlere, protoceudo * ee***gu*n *wrc alta 0iM"l[,ulul11 eouiiuereUU (>. 343), Ku In evidenza l'amargo-re di ri folto ntwwo aj*f* IVooooiaìa vtnMUM di quagli anni, cioè IViantaral dagli lavasti a*cn ti vota* in fajt*yrieU fondiari*.
Por quanto. Infatti, anche U acttora primario Iosa* Interessato dalla a m*ium* anat­rale dei prezzi a (p. 342), la terni cominciò allora ad a aaareltara mi fucino iwasaatiafia per corto categorie sociali , trattandovi dal possesso piò di tutti stabile in anni eoi tur-biliosi e che procurava a vantaggi politici non indifferenti, dato il favoni con cui 1* aliato imperatore guardava alla classe dei propriaiajri. Di fatto la Uste dei componenti i con­sìgli dipartimentali, comunali, degli alesai collegi elettorali racchiudono vecchi natali. professioni* ti affermati, ricchi mercanti crìatiani ad irmeli ti, il cui comune denomina fs/:
rappresentato tuttavia dal preatigioao poaacwo fondiario (p. 343).
Querti accenni afiorano appena la vasta materia ohe l'A., rulla baae di una ricchis­sima documentazione editti od inedita, affronta, mettendo dettagliatamente in lue*, con l'ausilio di grafica prospetti statuitici e mappe catortali, i sistemi di conduzione agricola ed i rapporti di produzione* la dinamica fondiaria e la mobilità sociale, la difficoltà dd sistema creditizio, lo conseguenze delle variazioni amministrative, l'andamento delle atti­vità manifatturiere e commerciali.
Tra i meriti delio Zalin, oltre alla sicurezza di metodo all'acume critico ed alla capacità di approfondimento analìtico, va sottolineato l'intento stesso di riportare alla luce, con chiarezza e precisione, il sostrato socio-economico, su cui ai innestarono ed operarono gli eventi politici e militari dell'epoca napoleonica. Il suo lavoro, pertanto, al di là dei limiti geografici propostisi, rappresenta un contributo di primo piano per valutare l'in­cidenza di quei fatti sullo sfaldamento delle strutture tradì donali ed insieme per rico­struire la formazione e l'ascesa di quella borghesia agraria che tanta porte ebbe nel corso del Risorgimento nazionale.
CABLO Vnmucci
GIOVANNI MANZONI, Brigarti* di Romagna, 1800-1815; Ravenna, Longo, 1973, in 8*, pp. 216, con 10 taw. f.t. L. 3.500.
La pascoliana Romagna solatia dolco paese i> non ha soltanto come modello di cortesia (?) il Passotor cortese, re della strada e re della foresta , ma può schierare nella stessa scena altri regnanti, ossia briganti, i quali, come Stefano Felloni e prima di lui, regnavano nelle strade in Catto di assolti alle diligenze, di rubamenti e di assassìni e regnavano nelle foreste, o meglio nelle case e casupole isolate, nelle quali la speranza di qualche scudo, la paura a buon mercato, e l'omertà che e la ricchezza dei deboli, si univano insieme, e consigliavano di dare ospitalità, cibarie ed altri sollazzi alla masnada di re a che aveva aperto o afondata la porta.
Di codesta genia operante in Romagna nel periodo napoleonico genìa stretta­mente legata in parentela con oltre dello varie regioni peninsulari ed insulari ci offre preziosa e documentata notizia in questo volume il conte Giovanni Manzoni, facendo tesoro ancora una volta dell archivio di famiglia che già ha dato materia e darà materia per altri volumi dello stesso Autore.
11 quale non si atteggia a narratore; sceglie i documenti già ordinati o catalogati, 11 pubblica nella loro integrità o per quella parte che ha rapporti col tema, aggiungo ottime premene o considerazioni o precisazioni per ogni documento, e così compone il libro. Chi Io possiede, possiede in copia e illustrale le carte dell'Archivio Manzoni, ed ha quindi la possibilità e la libertà di farne uso per le considerazioni e le deduzioni che più lo in­teressano*