Rassegna storica del Risorgimento
MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO MOSTRE
anno
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1974
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pagina
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115
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tW trattandoti dt n'opera che può attrarre nruiho U comune Ietto di narrazioni anche, prevale In ne U .uo valor di opera di cwuuliatlone, la quali lavila p storico ai* srolgimesuo di un toma nella consueta forma ntrrat.. In altri termini Briganti di Rommm è u* libro di fondamentale Importali per U Marta del brigantaggio, Ui quanto oltre testìmonlaiue 41 singolare coloro significato.
fra l documenti RnaUamo in primo luogo gli .Mini. 1 decreti, k circolari, gli arrisi emanati dallo autorità civili, militari, municipali, ecclesiastiche a rimili, chr noe erano progTOinnuuùoaì contro 11 brigantaggio, ma Informavano nulle dUpoaliionl adottate, eato per eneo. SI direbbe che. In quel tempi, I fatti preeedeaearo le parole. Fatti di uw-detto portato n'intende; ma rimproverare i nostri avi per quatta modestia, equivarrebbe *o non erriamo a deriderli perché la aera, dopo cena, rimanevano in caia e con-vernavano ani ratti laro, al modano lume di una candela, invece di deliziarsi, come noi facciaino, davanti al vìdeo, o nel ritrovi notturni.
tra 1 documenti inediti, particolare tcgonlaxiono meritano le lettere, e te cronache o brani di monache, e le suppliche con relativo firme, che venivano rivolte alle autorità, perchè foa*e colpito, a morte la delinquenza. Fra I compilatori di questi coloritissimi documenti non mancano i parroci di talune parrocchie Infettate; né cittadini di riguardo, Ira coi I Manzoni; e però quel narrare e quel denunciare ha uno stile più ohe rispettabile ed efficace, ed ha i pregi dvU'immcdiatema e della sincerità.
Bestialità, cinismo, ferocia, sarcasmo, spavalderia e crapula spudorata sono le qualifiche che si addicono a quelle bande di briganti romagnoli. C'è da inorridire, pur essendo noi stessi allenati alla cronaca quotidiana degli orrori.
Vorremmo càtare qualche esempio; ma i fattacci sono tanti e tonti. Se ne possono registrare almeno una decina per ogni mese. Ne ricordiamo uno del più innocenti; quello del 14 maggio 1800. In quella notte i briganti entrano nella casa di un possidente sfondando la porta; afferrano e legano i due servì, cattano nella camera da letto dal terrificato padrone* o lo trascinano fuori gridando ironicamente; Vieni giù, belzebù . Poi fanno scendere da una trave una corda col laccio pronti ad Impiccare belzebù, se non consegna tutto denaro, e tutti i preziosi. I
Ma in altri otti c'è la tortura, ci sono i feriti ed I morti, magari a cominciare dal cane di guardia che non la smette di abbaiare. Speso si bivacca nella casa, dopo avere eseguilo l'operazione, beffeggiando i derubati o feriti. In una di tali case (10 aprile 1903), fu afferrato un torvo che aveva trovato un nascondiglio In un armadio. Veniva pertanto denudato o poi sdraiato e legalo bocconi sopra una tavola. Durante la gozzoviglia condita da vino prelibato, i inanigoUi al avvicinano a turno alla tavola, e colla punta del pugnale colpiscono a sangue quella parte nuda del corpo che di solito più sporge in rotondità. D poveretto ebbe narra la vita, ma fu costretto a tenere quella parte orrendamente crivellata dentro l'acqua telata per evitare la cancrena.
Evitiamo di dare notizia di altre getta ancor più ripugnanti di questo, che rendono marnano a sento della pietà verso l colpevoli. Risulta in vento dai documenti che pietà non c'era, e che la repressione dei delinquenti avveniva senza misericordia: o uccisi nei confluii col gendarmi (come accadrà nel 1851 col Passatore), o impiccati, o fucilali coma pepale. Noi, a proposito della pena di morte, ci sentiremmo personalmente più vicino alla dottrina di Cesare Beccaria te egli l'aveste tcritta dopo estere alato per una notte supino come quel amo pra un tavolaccio, e ne fotte disceso con quella rotondità ridotto td un coUniaccberoni.
Quanto al brigantaggio considerato come e fenomeno che ha meato radice sulla umazione politica a, d vien spontaneo ravvicinamento di due categorie di rubamcnli: quello quasi tempre cruento e tempre lacrimante dei brigantooei che lavorano la Proprio , e quello per lo meno lacrimante del governanti (alludiamo naturalmente al Bo-naparte) i quali lavorano per conto di un Direttorio, e di una Giuseppina, e coti via. Ce