Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO MOSTRE
anno <1974>   pagina <116>
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Libri periodici
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he relazioni diplomatiche fra la Gran tìroiagna a J7 Ragno di Sardaetut. 1 serie: 1814-183Q, voi. primo (25 maggio 1814-25 aprila 1821), a cura di Faouuco CUBATO (Fonti per la Munii d'Italia 121); noma, latitino itorioo italiano pur l'età modVrn* e eoo-icuiponutca, 1972, in 8", pp. XVl-iói. L. 8.00U.
Anche ae il materiale documentario edito nel prosante volume è noto agli fiorici che, corno Charles Webster o Nello Rotaci!!, hanno studialo la politica estera dal Ceetli HSSJI i rapporti tra Inghilterra e regno di Sardegna, resta Ìntegro il pregio dalla pubbucaxiooe perché da il lesto di documenti ohe nel quadro dei due lavori sopraddetti e degli altri minori a questo periodo dedicati* aono stati o omessi o riassunti e, nell'opera del Rosselli, anche se parzialmente citati, sempre in traduzione italiana a (p. Xtlf). Desunti dalla General Correspondence e da Embassy and Coagular Arehives per il periodo 1814-1821,1 documenti sono Integrati dai rapporti degli ambasciatori britannici presso la Corte asburgica e la Corte borbonica di Francia in particolare per alcuni momenti crìtici (1814-15; 1820-21), permet­tendo al Curato, che con la consueta perizia ha scelto e presentato U materiale, di fornire un panorama ampio e articolato delle questioni e dello valutazioni relative. Il che a noi interessa non tanto pei problemi di politica interna, quanto soprattutto per quelli di poli­tica estera e per lo ripercussioni nell'ambito degli Stati italiani, oltre che presso le Corti maggiormente interessale alla poca o all'ordine nella penisola.
11 volume, che prende avvio dalla protesta di Vittorio Emanuele I per la perdita di parte della Savoia e pei mancati acquisti in Lombardia e di Piacenza (25 moggio 1814), e dai primi colloqui dell'ambasciatore Hill eoi sovrano (ottobre-novembre 1814) che resta soddisfatto pel ritiro parziale, degli Austriaci dal Piemonte e per l'ufficiale comunicazione dell'annessione di Genova al regno di Sardegna, presenta fin dall'inizio alcuni problemi che caratterizzano la nuova realtà Statale del Piemonte che, per la consegne di Genova, deve affrontare una situazione sostanzialmente nuovat non tanto per le proteste e i problemi connessi con l'annessione dell'ox-rcpubbUcn (p. 65), o per la delicatezza del trapasso dei poteri, quanto per la fuga di Napoleone dall'isola d'Elba (il Bcntinck vuol stabilire il Quar-tìer generale in Genova, p. 78), gli sforzi piemontesi per costruire una marina (p. 128), il problema dei pirati barbareschi e l'assistenza marittima inglese (p. 138), le richieste dei mercanti inglesi a Genova (p. 131), ecc.; il che era complicato, in quei mesi di operazioni belliche, dall'atteggiamento e dall'iniziativa del Murai, dalla diffidenza per il passaggio di truppe austriache (p. 89), dai preparativi per combattere la Francia, dalla necessità di sus­sidi inglesi per sostenere lo troppe (p. 104).
se il problema di Genova, alla caduta di Napoleone, era senz'altro il più impor­tante ('.'. I Savoia, anche per ingraziarsi i nuovi sudditi, dovranno dar prova di essere capaci di tutelare l'attività della flotta commerciale genovese, e scorsi di mezzi come sono in quei momenti, dovranno legarsi all'unica potenza di cui non diffidino: la Gran Bretagna a, p. x), tutta la realtà economica e politica piemontese passa dinanzi a noi nei carteggi ora editi: dal timori per le mire austriache su Alessandria (pp. 113, 152) nel 1815, alla attuazione dei valdesi (pp. 41, 189), dal rifiuto di cedere la strada del Sempione (pp. 140, 167) agli accordi con Ginevra (p. 175), dalle difficoltà finanziarie del governo (p. 210) nel 1817 al prestito di sei milioni di franchi (pp. 206, 225) e cosi via. Ma tralasciando e non eerto per minore importanza alcune vicende e qualche aspetto della vita politica piemontese tra il "17 ed il "20 (le dimissioni del Vallesa; la situazione finanziaria e il problema dei debiti verso l'Inghilterra; il quinquennio di attività del governo a Genova, p. 275; la fred­dezza del re verso l'Austria, eco.), su un punto almeno, relativamente al 1820, ai pub richia­mare l'attenzione: le ripercussioni della rivoluzione di Napoli, l'agitazione in Piemonte, U diffuso sentimento antlaustriaco (cfr. il colloquio col principe di Corignono, p. 310), l'im-