Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO MOSTRE
anno <1974>   pagina <118>
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Libri 9 pviùdlei
nutrìnA, ormai generate, assunse prvvfitorianwHta 11 portafogli oVIla C Barra, Vegli asv otte conio scrisAe trcntWni più lnll ilo por devosione pai riguardi 41 Carlo Al berlo, dimettendosi dalla carie di ministra non spjiena l'operalo dVJ reggente, tu smaf* il., dn Curio bYUce, man limando por al Irò uà con legno leale ed aargicci ve/so Cario Al­berto, che sempre gliene sarebbe Malo riconoscente la futuro. Beno ha fitta la Montalo a pubblicare la appendice le memorie del Villamarina augii avvenimenti VI *3c , sagg, tendo in risalto i limili del liboraluuno pratico l'invnl urinne pollile* del VUlMtnérino a sintetizzare e discutere l'ampia opera di lui. Berillo probabilmente nel *22 e rimatila frodila {Analyte du livr* intitulu da la revolution piémenlaita imprimé a Perii, c/tot fas marchand* de nau vrauti'*, novembre 1821), nella quale l'autore asinina e talora condanna la conside­razioni svolte dal Santsrosa sulla rivoluzione stessa. A questo proposilo e da vedere inoltra l'introduzione di Nuda al volume Emanuele Pes di Vi Un nummi. La revolution piénumlaite de 3821 ed altri scritti. Torino, 1973.
Per essersi e compromesso a durante la breve collaborazione col principe dì Carignano (sulla rivoluzione piemontese cfr. i documenti inglesi in La Relazioni diplomatiche; fra la Cren Bretagna a il Rogna di Sardegna, 1814-1821, a cura di P. Curato, Roma, 1972, pp. 310420), il Villaniarina venne posto in aspettativa ed ebbe troncata una brillante car­riera col ritorno alla vita privata per una decina d'anni. In tale periodo* di cui noi cono­sciamo l'importanza attraverso la corrispondenza con gli amici, per la riflessione e matu­razione da un Iato, le utili esperienze in ogni campo dall'altro, si affinava il suo giudizio politico nel cogliere e valutare i limiti dell'azione sovrana, i contrasti tra le fazioni in Pia-monte o in Francia, le complicazioni internazionali intorno agli anni '30. Nelle lettere al MalFci ad cs.. o nelle osservazioni circa la Sardegna inviate a Carlo Alberto, o nelle rifles­sioni sull'Armata ecc.. il VUlamarina dava prova di concreta visione dei problemi, di senti­menti nnli-.-iu:lrifici, di capacità e iniziative commerciali e finanziarie. Ma solo con la morte di Carlo Felice sarebbe progressivamente scomparso l'isolamento del generale, al quale Carlo Alberto fin dall'inizio del regno ebbe a dare qualche incarico di e studio a: circa il bilancio del *31, la possibilità di un prestito presso i capitalisti genovesi, ecc.. mentre rico­minciava la carriera a del Villamarina tramite la nomina a membro del Consìglio di Stato. il rientro nei ruoli effettivi dell'esercito, la presidenza della Commissione dogane, ecc.. fino alla nomina, il 5 aprile del '32, a Primo Segretario di Guerra e Marina. L'opera ch'egli svolse per quindici anni fino al congedo definitivo nel *47, è particolarmente importante non solo nell'ambito del ministero, al quale rivolgeva il suo primario interesse il sovrano stesso, ma anche nel governo per la fiducia in lui posta da Carlo Alberto, per l'equilibrio mostrato in vari frangenti, per lo spirito di riforma (nel quadro di un ordinamento conser­vatore e non liberale o costituzionale dello Stato) che Io anima eoe. Seguendo, anno dopo anno. Fattività del Villamarina, la Montale ne illustra la realizzazioni più significative, indi­cando quando se ne presenta l'occasione l'intervento e la precisa volontà del sovrano, l'autonomìa o la limitazione nelle decisioni prese (ad cs. durante i processi e i moti del 1833-34); analogamente sottolinea le divergenze e i contrasti in seno al governo tra i favo­revoli all'Austria e agli e ultra , e coloro che guardavano con simpatia alla Francia o al­l'Inghilterra, temendo l'invadenza e la pressione austriaca in Italia. E per tale perìodo la Montale dedica varie pagine ai problemi dell'esercito e della marina affrontati dal ministro per la riorganizzazione e il riordino dell'armata, la sorveglianza circa la propaganda libe­rale tra le truppe, i bilanci, le riforme ecc., valutando gli esiti e i pregi, che al VUlamarina parevano notevoli, rispetto all'inizio del ri od in amento (1832), ma che soltanto un conflitto avrebbe messo in chiaro. A questo proposito i rilievi del Pieri sono convincenti. Cosi pure ò interessante il capitolo dedicato agli affari di Sardegna, per i quali il ministro ebbe a impegnarsi per l'abolizione del sistema feudale, l'organizzazione della giustizia, il riscatto dei feudi, i problemi finanziari connessi, il miglioramento delle condizioni economiche del­l'isola (constatato nel '43 da Carlo Alberto).
Ma eertamente gli anni tra il 1840 e il '47 rappresentano il periodo più fecondo dell'attività di governo del Villamarina, la personalità di maggior rilievo accanto a Carlo Alberto, che ne accetta assai di sovente i consigli e i suggerimenti e che sì avvale di lui anche al di fuori del campo specifico di competenza del Villamarina; il quale in vari do­cumenti e memoriali, come responsabile diretto dell'armata, compie frequenti excursus