Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO MOSTRE
anno <1974>   pagina <122>
immagine non disponibile

122
lÀbfi 9 pvrìiid'ui
raoMM Iti niAiilftUlira n alla HU4a. Delle lMl anelali abbiamo già jH*fe. //IN a*e-Urna ricordare ancora l'utilità di molla Indicazioni per la alarla del emiufuì firurfinj e familiari. In alcuni anturi l'auto appara singolarmcni pan HI aofisiei eeat par l'afa fera tifila Chiesa a dal governo e par I grandi avvenimenti politici dei momento (fa Tre-biliaui riitene elio agli non aveva bisogno ili comunicare la novi li a doloro aba erano più infor-mali di lui, ma ci Membra di palar cogliere anrha un limile nel livelli di r'wrwxtar di Roncalli, il quale non arriva ad aggancia alcuni ambienti troppo distanti del suo), ma par gli impatti morali. spirituali a rallgloal della vita cittadina, così par II monda- lattcraaia, ani anch'agli apparteneva, a I cai riti costituivano Unta porta della vila romano.
Il quadro generala non è statico, ma ai ira-forma nel molare dal clima, afone. JJ volume al apre, nel 1844. sulla Roma di Gregorio XVI: la acena è quieta, immobile; fa popolazione appara inconsapevole quasi dalla agitazioni o della rivolle che aconvolgevano altre ragioni dello Slato pontificio, la penisela intera: Roncalli paria di a oscura trama a, di e avventurieri sbarcali In Calabria . e ci al stupisce che egli non dia maggiori infor­mazioni rulla ooapirazione acoperta a Roma nello stesso anno, la quale non aveva evidente­mente aeal6to la tranquillità della vita cittadina. Più che le latenze del mondo liberale insurrezionale al fanno sentire alcune ripercussioni del movimento riformiate Italiano, fai alcuni vivaci dibattili, come quello sulle e strade ferrale , o in alcune isolato realizzazioni, come quella di una società agraria. La città è apparentemente ralmn, salvo qualche epi­sodio di tumulto popolare, causato dallo pesantezza del costo della vita e dalla esiguità dei salari* ma ai sente ~ a livello di umori più che di opinioni che et tratta per tutti di anni inquieti: trapelano scontenti e irrequietezze per la sordità del ceto dirigente di fronte alle condizioni e alle esigenze di vita della popolazione, ma si risolvono nello critica e nella satira più che nella elaborazione di precise richieste. Finiscono per afociere nella distruzione della figura di Gregorio XVI dopo Io suo morte, ed è anche su questo piedestallo di vasta ostilità che deve essere innestato il mito del suo successore. Con Fio IX Roma ai anima di interessi e di movimenti, e da un buon posto di osservazione (diventò stenografo al Parlamento) Roncalli ce li descrive. È inutile dire che la maggior parte delle notizie da lui date, già assimilata dogli storici del periodo, interessa marginalmente, ma ce qualcosa nei suoi resoconti che va al di la dei fatti, illuminando la scena e il clima in cai casi ai svolgono; colpisce, per esempio, la descrizione di quella che, nella carenza dei poteri e nel gioco dei partiti, appare uno delle principali protagoniste del momento storico, la mossa dello popolazione (valutata o 30.000 presenze delle grandi dimostrazioni), seguita giorno per giorno, nel crescere delle tensioni, ondeggiante fra l'entusiasmo e la delusione, fra Io alancio e lo riluttanza. In questo mosso la plebe ha la parte preminente, incensa pevole della sua fon e della possibilità rivoluzionaria, stimolata dal peggioramento delle condizioni economiche e dalla guida di alcuni capì (Ciceruocchio, naturalmente, in primo filo), dei quali, nella Cronaca , appaiono evidenti i legami con alcuni gruppi borghesi che cercavano di indirizzarlo verso le proprie mete.
Nel racconto degli eventi di quegli anni acquistano particolare rilievo il comporta­mento e il linguaggio di Roncalli, esponente lui nesso di una parte notevole della opinione pubblica cittadina. Si è già detto come egli din risalto olle voci e ai commenti, ai senti­menti e alle reazioni dello gente, ma più significativa di quella che descrive negli altri e la ano personale partecipazione, che e misura e chiave di interpretazione di una mentalità e di una disposizione, di una capacità di comprensione e di incomprensione, di un grado di informazione e di disinformazione. Il cronista passa dallo inconsapevolezza dei problemi all'impegno per la loro soluzione, attraverso una vasta gamma di atteggiamenti: la critica dei sistemi che non a denuncia, la maturazione delle esigenze che non è proposta di solu­zione, Fadealone al partito riformista che non è vera comprensione e coerente teorizza­zione. C'è abbandono quasi fatalistico a una corrente che ha origine altrove, e c*è adegua­mento alle realtà e alle esigenze immediate dello vita locale, al peso anche di certe tradi­zioni che spingono ai dubbi improvvisi e alle brusche ritirate. Con questo spirito egli ai inserirà anche nelle vicende successive di Roma, abbandonandosi, convinto ma non parte­cipe, a quel movimento che farà della città pontificia la capitale del Regno d'Italia.
FIORELLA BARTOCCINI