Rassegna storica del Risorgimento
MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO MOSTRE
anno
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1974
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pagina
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126
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126 Libri a />"rimiici
Mono utlercaaante è il materiale che Aueouiouritf riesca matura aasirco* per t'emS' groxIoMe polacca, ad un peccalo. parehn l'A. veda fconuimo l'I ut Ima ad *loqu*nl faaa-tura eh separa in llnrzcn I due i..Mirrili della democrazia russe della nazionalità polacca, due direttive che ni perseguono entrambe ma ohe aori A riescono a coordinare, a cauaa di quello che rimana U protoroman lirismo di Her/nn, le iiaziunaUla fine a m atea**, la missione dei popoli, Il mc*sÌanismo iilnvo, Lipsia prima ancora che Magrini, arnia avverti il problrina complessivo di democrazia europee ohe e al di Mito di lutto 11 movimento (perciò U <Mvn*Ì* Anatriti non rivuoila miri nulle labbra del rivoluzionarlo russo).
Non caso il documento più significativo del carteggio ó rappresentato dm uru lettera di Ruggero Kaczynski del 1863 in cui l'inula tra Parigi e Pietroburgo ò tratteggiala come un fenomeno ìntimamente ed irresistibilmente ri voi uzlonario, fa grado di eliminare quella germanizzazione In cui e l'orìgino tanto dell'autoritarismo di Nicola I quanto delle sebia-vitù della Polonia, e di ovviare la confederazione slava in cui l'aristocratico della Poanania vede la soluzione medievalcggiante di un travaglio in fini lamento più eompleaeo.
Il volume, ricchissimo di note assai utili e ben fotte, è concluso da alcuni accenni ai rapporti di Hcrxcn con Dostoievski e Carlylc, che contribuiscono a chiarire la dimensione e 11 ruolo di leader europeo di quel suggestivo personaggio e soprattutto, romanticamente, non lo sì dimentichi, incomparabile scrittore.
RAFFAELE COLAFIETVA
ROMAICO UGOLINI. Cavour e Napoleone III nell'Italia centrale. Il sacrificio di Perugia (Memorie, voi. XXVIII); Roma, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1973, in 8", pp. 427. L. 7.950.
Tra gli episodi minori, ma anche tra i più ricchi di carica emotiva, della seconda guerra d'indipendenza che nel 1859 diede l'avvio al processo di unificazione italiana, gli storici e la tradizione popolare hanno sempre ricordato, eie pure con decrescente attenzione. la riconquista di Perugia insorta ad opera delle truppe pontificie, nel grugno di quell'anno. Una riconquista che, in seguito ai saccheggi e alle uccisioni cui diede luogo, si guadagnò subito 11 lugubre appellativo, in realtà forse un poco esagerato, di stragi di Perugia . Episodio minore, dunque; ma solo fino a un certo punto. Esso costituì infatti un momento importante, anche so non decisivo, della lotta sotterranea ma questa ai decisiva 7 ingaggiata da Cavour contro le aspirazioni e le mene del suo scomodo quanto invadente alleato Napoleone IH nell'Italia centrale, ove questi sperava di ritagliarsi una propria zona d'influenza con la creazione di ano Stato vassallo della Francia. A frustrare le mire napoleoniche concorsero, oltre all'abile gioco diplomatico di Cavour da un lato ed alle incertezze un tantino ottuse del principe Gerolamo dall'altro, anche la capacita di tenuta dei governi provvisori di Toscana e dell'Emilia, l'opera della Società Nazionale ed infine la estrema delicatezza della situazione internazionale, che negava all'imperatore quella libertà d'azione della quale avrebbe avuto bisogno per condurre spregiudicatamente a baco fine i suoi disegni. Com'è ovvio, la Kffìit opera di neutralizzazione di questi ultimi non potè non richiedere anche dei sacrifici: fra i quali va annoverato appunto l'abbandono di Perugia alla sua sorte, una sorte che risultò peggiore, per quei tempi almeno, di quanto si sarebbe potato ragionevolmente preventivare.
Il vero senso degli avvenimenti perugini del giugno 1859, che va ben al di là della incruenta insurrezione prima, e della sanguinoso repressione poi, e stato ora minuziosa-mente e intelligentemente ricostruito, sulla base di una amplìssima documentazione Inedita, da Romano Ugolini in questa pregevole monografia, scrìtta nella miglior tradizione della storiografia del Risorgimento, come pure con un'acuta sensibilità per quanto vi è stalo di più proficuo, negli ultimi decenni, nell'impegno di rinnovamento di questa stessa tradizione.
Siamo così ben lontani da una ennesima opera, e sia pure condotta ad alto livello scientifico, di storia municipale. I fntti di Perugia sono visti, analizzati e interpretati da Ugolini nel contesto dell'intero movimento unitario, corno conclusione di una fase prepa-