Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO MOSTRE
anno <1974>   pagina <128>
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Il volume 0 arricchì io da una copiosa appendice documentarlo In etti lutti 1 ponti toccati nella sua scrupolose ricerca dall'autore vengono ulteriormente illuminati do un ma­teriale Inedito di grande intcreaec. I AUSATO AOOAOUJVX
CASTONI: MANACORDA, Storiografia e socialismo* Saggi e note critiche; Padova, Liviana Edi­trice, 1967, in 8, pp. 356. L. 3.800.
un'antologia di saggi, recensioni ed articoli, apparai tra U 1947 ed 11 1965, colle­gati dal duplice nesso della problematico storiografica e di quello relativa al movimento operalo e socialista: Manacorda ha, infatti, nel contempo, trattalo questioni d'interpretazione e di metodo per la storia del socialismo e dei suoi precedenti, a partire dalla rivoluzione francese, ed offerto uno visuale socialista dei problemi storici moderni, risorgimentali e con­temporanei, protesa peraltro, con stimolante curiosi tu, verso lo più acute analisi di porte liberale e borghese, come specialmente ai vede, per Gustavo e Camillo di Cavour, nel saggio Lo spoltro del comunismo noi Risorgimento.
Il primo e più vasto studio è costituito dalla prefazione olio Storia socialista della rivoluzione francese di Jean Jnrca, edita a Milano nel 1953, che compie uno densa e chiara rassegna delle posizioni ideologiche e storiografiche susseguitesi nell'Ottocento riguardo allo grande rivoluzione, fino a delineare specificamente, con l'albo del Novecento', la personalità e l'opera dell'uomo politico e storico francese, di cui ho lumeggiato alcune interessanti dif­ferenziazioni dal marxismo.
Tutti gli altri scritti apparvero folle riviste Società, Studi storici, delle quali Mano-corda e stato direttore, e Rinascita.
Una prima porte del volume, intitolato Studi e saggi, raccoglie quelli di più autonomo respiro, come i due di col ho finora parlato, lina seconda parte, intitolato Nota critiche* comprende quelli scaturiti, con intento di discussione, dallo lettura di offri autori con­temporanei.
Seguendo, in questo sede, un altro criterio di raggruppamento, ai pub anzitutto di­stìnguere una serio di articoli dedicali alla storia del socialismo italiano, dal disegno egua­litario premarxista del Buonarroti fino a Costo e a Turati.
Devo qui soffermarmi su un punto dell articolo concernente il Buonarroti (preciso* mente a p. 210), in cui Manacorda, dissentendo dal Saltto per la definizione della nozione buonarrotiana di popolo come unità indifferenziata delia classi, la storna su Mozzini, rite­nendola appropriata appunto per queet ultimo.
Ebbene mi sia lecito negare, inserendomi nella discussione, che l'idea mazziniana del popolo si poeta ridurre ad una unità indifferenziata, poiché essa si rivelo, fin profonditi, una unità globale, organico, sintetica, compositrice o superotrice dei contrasti attraverso un dina­mismo etico e sociale, che riconosce, attivo ed armonizza lo interne varietà, valorizzando o addirittura esaltando ogni autocoscienza associativa, ogni specifico ruolo costruttivo e quindi anche e specialmente l'iniziativa emancipatrice delle classi lavoratrici-
È vero che, di fronte alla dirompente dialettica marxista delle classi. Il popolo mazzi­niano appare monistico e compatto; ma non è un monismo inarticolato e generico, bensì n configura come il soffio unificante di un'idea ohe si sovrappone od una realtà varia e sol-