Rassegna storica del Risorgimento
MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO MOSTRE
anno
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1974
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pagina
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130
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130
Libri pttrìfMlit'i
tà*o si enaulfail). essai pugiml J IMMIIUI* (per la iagUa opposi* jt atavai lutto auMiU atTrouiauo BUmarak e lo guerra frnneu*pruAsfaiia e oBomi* gu*rm Mattile*** nlawi he MgiMOMa Mito tapinili casctizlnlniente <U quatta ultlia*. Bft IN ritrrlbili lulie Jg
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I primo luogo E raccomandazioni ,* del convegno Il Brunswick 9SZ e *uiu4njj da (ii.-iN'ia-ì alt istanza dovrebbero limi lami a concetti mollo omertà IMO i/*wu-tarsi in direttivo precisa dallo qunli ria illecito dlscostaraL Se appara aceri ubile la na> ttoniaudaziouc di vedere anche gli aapetll positivi dalla RaeUtiraxion*, queste tm può e munque escre Interpretata coma un divieto folto allo Murino di dare u/i gJiidliuo compie*, riveniente negativo del sistema della Santo Alleanza. Olirctutlo Io lauto conclamata pace che e*** avrebbe assicurato all'Europa e un concetto dot lutto relativo, libero Io *ioru* di considerare guerra non aolo I campi di battaglia dlaaeminati di migliaia 41 cadaveri m* anche quella paleggiate militari quasi incruento che comunque portavano alla aconfitta ed alla occupazione e repressione dei pacai più deboli da parte delle superpotenze del-I epoca: quasi non fosso poi questo il fine di ogni guerra. Ancor meno accettabili racco-mondazioni personali basate sullo propria interpretazione (l'incendio del Rcichstag, per es.) per non parlare di sorpassatìssimi argumrnta ad ho ir. in PITI quali e In modo simile aveva già argomentato Lenin a (Sattler recensendo Saitla, p. 132)-
Sarcbbe anche bene tener presenti i limiti quantitativi dei libri di testo: certe ri- chieste di maggiori dettagli chiarificatori per ea. relativi alle cause della guerra franco-prussiana richiederebbero, se esaudite, un centinaio di pagine! È anche assurdo chiedere che libri di testo trattino di certi eventi in misura maggiore di quanto Cacciano quelli dello stesso paese interessato: è il caso delle richieste relative alla Resistenza tedesca, di scarso rilievo nei contesto europeo, e cui a libri tedeschi, a quanto ai desume dalle relazioni italiane, dedicano ben scarso spazio, seppur ne trattano.
Si può condivìdere l'auspicio che i conflitti tra le nozioni vengano illustrati nei testi con sempre maggior obiettività, soprattutto per quanto attiene alle ragioni e motivazioni dell'altra parte. Ma la barbarie nazista non e assimilabile a quella casistica: il rifiuto del nazifascismo, e l'interpretazione storica che ne consegue, sono patrimonio comune della comunità europea della Germania come dell'Italia per cui non sono accettabili ne. gli inviti a contrapporre le ragioni degli uni alle ragioni degli altri, né soprattutto le richieste di Sopprimere, perché troppo parziali* le testimonianze più incisive di questa barbarie dai testi e dalle letture.
VLADIMlao SpXBBca
MICHELI MAGNO, Lotta sociali e politicità a Manfredonia (fino al fascismo) ; Napoli-Fog-ght'Bari, CJ>., 1973, in 8*, pp. 174. L. 2:000.
L'opera del Magno, che partecipa al < discorso a sulla storia sociale del Mezzogiorno, si inserisce nel quadro di una letteratura che, e aia pure disordinata e disorganica, slegata dalle università e da altri eentri di studi e di cultura, non ancora coordinata e compresa in corpo unitario di edizioni a (p. 7), tende ad ampliarsi ed ad approfondirsi*
L'autore incentra cosi la sua analisi e la sua ricerca su Manfredonia, le cui lotte politico-sociali hanno avuto uno sviluppo meno drammatico e cosciente che in altre parti della Capitanata e della Puglia. Ed in ciò la vicenda di questo comune che, nelle sue linee generali, risente, come tutti i paesi del Mezzogiorno, del trauma del passaggio dall'amministrazione borbonica a quella Italiana, riflette i Inaiti impostile dalla sua più propria e peculiare situazione cconomico-socinlc, piuttosto precaria ed arretrata. Su quest'ultima insiste esaurientemente il Magno attraverso un esame anche onalitico-comparntivo con altre zone pugliesi. Prendendo l'avvio dalla prima legge per la liquidazione del grande demanio statale del 1865, l'autore ne rimarca le ripercussioni sul Tavoliere dove a si viono a formare cosi un tessuto dì grandi proprietà, che da vita a sua volta a un numero rilevante di grosse aziende cercali colo-pastorali, le tipiche masserie a di Puglia, ognuna delle quali deve ricorrere sempre più all'impiego di masse numerose di braccianti (p. 14), col conseguente costituirai, sul finire del XIX see. di a un forte movimento bracciantile, che è espressione